I TG ci prendono in giro

Turisti nuotano in Piazza San Marco a Venezia

Profondamente scandalizzato e arrabbiato, riporto testualmente dalla bacheca di un amico veneziano:

“Lunedì 12 novembre 2012. Il TG2 delle 13,00 afferma: “Anche oggi continua il fenomeno dell’acqua alta a Venezia” e mostra immagini evidentemente di repertorio. In realtà la marea non si è vista (100 cm. sul medio mare). Studio Aperto delle ore 12,30: “Vi mostriamo 4 veneziani felici che fanno il bagno in Piazza San Marco“. Invece erano 4 turisti tedeschi (che non sono nemmeno stati multati). Questa ed altra (dis)informazione ha portato a continue disdette nell’albergo nel quale lavoro, per un danno di centinaia di euro. Ancora oggi ricevo telefonate ed e-mail di clienti che vorrebbero cancellare il loro soggiorno e mi chiedono sulla situazione dell’acqua alta a Venezia, quando è da domenica che di maree eccezionali non c’è nemmeno l’ombra. I TG nazionali dovrebbero vergognarsi di quanto dichiarano. Vediamo se anche oggi, con un cielo splendido senza nuvole e marea regolare, avranno il coraggio di dire che a Venezia c’è l’acqua alta. Il giornalismo che cerca solo titoli e contenuti sensazionali, senza alcuna base di verità, mi fa schifo. E in quanto ai danni che esso provoca, andrebbe severamente sanzionato. Un giornalista onesto non deve mai pubblicare menzogne e nemmeno i TG diffondere notizie false.”

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2 risposte a I TG ci prendono in giro

  1. povera Venezia: oltre ai problemi che ha per sua natura, deve pure star dietro a quattro pennivendoli che pensano di produrre servizi di qualità a metà tra il folkloristico e il tragico, senza rendersi conto che son solo dei ciarlatani..

  2. Giorgio Gori ha detto:

    Il tuo albergo dovrebbe mandare una lettera di protesta alle redazioni, magari firmata anche da altri albergatori: magari la prossima volta verificheranno i fatti prima di mandarli in onda. Le smentite e le scuse purtroppo non servono a nulla: una notizia smentita è una notizia data due volte.
    Oppure nel servizio dovrebbero invitare l’audience a verificare lo stato delle maree chiamando direttamente l’ufficio del turismo o gli albergatori, senza l’arroganza di fare proclami allarmistici.

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