D’Annunzio e l’arte del Profumo a Palazzo Mocenigo

D'Annunzio e l'arte del Profumo a Palazzo MocenigoGabriele d’Annunzio, una delle figure più emblematiche del Novecento
italiano, oltre ad essere stato un grande poeta, fu un noto
intellettuale, un istrione, uno stratega. Per lui il profumo era tutto,
e tutto era nel profumo: tra visibile e invisibile, sacro e profano,
gesto e genio.

Per approfondire la figura del Vate, Odorarius Magister, Palazzo
Mocenigo ospiterà la conferenza D’Annunzio e il Profumo, un
appuntamento tenuto dai curatori e promotori della mostra D’Annunzio e
l’Arte del Profumo. Odorarius Mirabilis al Vittoriale degli Italiani.
Interverranno Paola Goretti, curatrice della Mostra, lo scenografo di
fama mondiale Pier Luigi Pizzi e il promotore della mostra Marco Vidal,
Direttore Commerciale Mavive e Amministratore Delegato di The Merchant
of Venice.

La conferenza si terrà venerdì 20 aprile alle 18.00 a Palazzo
Mocenigo, sede del Museo e Centro Studi di Storia del Tessuto e del
Costume con i percorsi dedicati al Profumo.

Per partecipare è necessario prenotare la propria presenza scrivendo a
info@themerchantofvenice.it

L’appuntamento è promosso da Mavive SpA in collaborazione con la
Fondazione Musei Civici di Venezia

Biblioteca del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume di
Palazzo Mocenigo

San Stae, Sestiere Santa Croce 1992
30135 Venezia

Phone +39 041 721798 [1]
Fax +39 041 5241614 [2]

biblioteca.mocenigo@fmcvenezia.it

 

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Progetto per il restauro di una barca tradizionale veneziana

Restauro barca tradizionale venezianaL’associazione Culturale Sportiva “L’altra Venezia” si è presa l’impegno di salvare e restaurare una vecchia barca tradizionale da destinare alla scuola per imparare a vogare alla veneta.

Si tratta di una sanpierota, in stato di semi-abbandono, in versione “piccola” (circa 6 metri di lunghezza), adatta sia all’uso con vela che a remi.

Per far fronte alle spese necessarie abbiamo avviato una raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni Dal Basso: http://sostieni.link/17996

Per informazioni: info@laltravenezia.it

Sanpierota da restaurare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sosteniamo La Vida!

Sosteniamo La Vida“Supportiamo il Teatro Anatomico – La Vida e le istanze degli abitanti di Venezia che si stanno mobilitando contro la vendita e la privatizzazione degli spazi pubblici in città”

Negli ultimi tempi in Italia si sta sviluppando un’articolata e attenta riflessione sui beni pubblici, il loro valore e la funzione che hanno per la città. Le alienazioni a privati – in alcuni casi motivate da esigenze di bilancio, in altri da piani di razionalizzazione del patrimonio –  sono ormai divenuti prassi quotidiana e stanno trasformando inesorabilmente molti luoghi delle città che diventano improvvisamente estranei ai propri abitanti che perdono in questo modo spazi di aggregazione e di funzioni sociali. In risposta a questo processo, sempre più spesso gli abitanti si attivano per fare in modo che tali beni non perdano il loro carattere pubblico e disponibile per la collettività, con azioni di presidio, forme di autogestione e riapertura degli spazi che spesso acquisiscono una dimensione non episodica e di nicchia ma anzi diventano luoghi e modelli di aggregazione e produzione culturale, economica, politica e sociale di riferimento per un quartiere o per l’intera città.

A Venezia da alcuni mesi diverse realtà stanno lavorando assieme per promuovere un uso collettivo dei beni comuni in un’ottica di collaborazione propositiva con le istituzioni pubbliche.

In campo San Giacomo da l’Orio, il Teatro Anatomico (La Vida) rappresenta un esempio di mobilitazione contro la sottrazione di spazio pubblico agli abitanti e di resistenza alla erosione del tessuto sociale. La Regione ha venduto il Teatro Anatomico (La Vida) a un privato che vorrebbe realizzare l’ennesimo ristorante ma la comunità invece lo ha riaperto con funzione aggregativa e sociale.
In quest’area, in cui sono attive molte associazioni, laboratori artigiani, gruppi di famiglie e la stessa Università IUAV, il tessuto sociale è cresciuto e si è mantenuto, rispetto agli stravolgimenti urbanistico-sociali subiti dalla città negli ultimi anni a causa di politiche e flussi turistici dirompenti.
Questa vitalità e presenza di soggetti attivi è un elemento determinante che ha portato il 28 settembre 2017 alla riapertura dello spazio.

La Storia
L’Antico Teatro di Anatomia (ex Vida) in campo San Giacomo da l’Orio nasce nel XVII secolo come luogo di studio dell’anatomia umana, come università di medicina nota a livello internazionale e come sede delle comunità medico-scientifiche veneziane. Dopo molte vicende nel 1980 gli ampi spazi al pianterreno – destinati anticamente alla sezione dei corpi umani – sono diventati di proprietà della Regione Veneto, che li ha sempre sottoutilizzati, collocandovi negli ultimi anni gli uffici dell’OCRAD, l’Organismo culturale-ricreativo dei dipendenti regionali. Tre associazioni culturali Omnia, About e il Caicio due anni fa hanno proposto per questo luogo monumentale, protetto sin dal 1920 da un vincolo della Soprintendenza, un progetto di valorizzazione in linea con la sua attuale destinazione d’uso di tipo archivistico-museale-culturale come indicata dal vigente piano regolatore della Città di Venezia. In particolare tale progetto proponeva la creazione di un Centro di documentazione della storia e delle tradizioni popolari veneziane e venete, la costruzione di una rete di promozione degli 80 musei etnografici del Veneto, la ricostruzione virtuale dell’Antico Teatro Anatomico, ma anche eventi e manifestazioni in grado di promuovere il territorio veneto in collaborazione con la Regione stessa. Tale proposta, sostenuta da una corposa petizione popolare, è stata prima recepita e poi improvvisamente accantonata dalla Regione, per lasciare spazio invece alle procedure di vendita a trattativa diretta privata dello storico immobile per la sua trasformazione nell’ennesima attività commerciale a destinazione turistica di cui la città e in particolare l’area di San Giacomo sono pieni sino al collasso. Così la scorsa estate la Regione ha proceduto alla vendita dell’immobile a un imprenditore che ha pubblicamente dichiarato di volerne fare l’ennesimo ristorante! A settembre 2017 la comunità cittadina di San Giacomo, assolutamente contraria alla alienazione del bene da parte della Regione e alla sua trasformazione da luogo pubblico in attività commerciale a scopi turistici, decide di riaprire gli spazi dell’ex Teatro Anatomico trasformandolo in una fucina di idee e attività autogestite volte a contrapporsi alla vendita di questo bene di fondamentale importanza storico-culturale ma anche più in generale alla ormai continua alienazione di pezzi della città da parte delle istituzioni. Nonostante il silenzio assordante delle autorità pubbliche La Vida sta procedendo grazie alla collaborazione di tantissimi cittadini veneziani di tutte le età e professioni accorsi spontaneamente in difesa dello storico immobile e della sua proprietà pubblica, alla definizione collettiva dei principi e delle regole di gestione dello spazio di cui la comunità vuole farsi carico.

6 marzo 2018
Lo sgombero della Vida – con un ingente dispiegamento di forze dell’ordine – non sta fermando le attività e le iniziative della comunità che si sono costituite in un presidio permanente contro la privatizzazione degli immobili pubblici che sta erodendo il tessuto sociale della città.
Prospettive
Sui temi proposti dalla Comunità cresciuta attorno al Teatro Anatomico / la Vida si sta creando a Venezia una forte mobilitazione sociale., unita nella richiesta di blocco dei cambi di destinazione d’uso che trasformano spazi pubblici in attività ricettive e/o commerciali, di blocco della (s)vendita del patrimonio pubblico e nella richiesta di uso collettivo/civico degli spazi da parte della comunità.

Il 14 e il 15 aprile Venezia ospita il convegno nazionale: “L’altro uso. Usi civici e patrimonio pubblico. Dal contrasto alla vendita alla gestione collettiva comunitaria”, organizzato da Poveglia per tutti / Teatro Anatomico – La Vida e che vedrà protagoniste molte delle realtà che in Italia stanno percorrendo la strada dei beni comuni e degli usi collettivi degli spazi pubblici. Un’occasione di incontro, di riflessione e di azione.

Per questo, assieme alla comunità che si è costituita attorno alla Vida, chiediamo che il Teatro Anatomico resti pubblico.

La sottoscrizione va inviata alla seguente e-mail
fiano.maria@gmail.com

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Scuola per librai a Venezia

Scuola per librai a Venezia

 

 

SCUOLA PER LIBRAI UMBERTO E ELISABETTA MAURI

XXXV Seminario di Perfezionamento

Venezia, Fondazione Giorgio Cini, 23 – 26 gennaio 2018

Tradizione e innovazione in libreria

Dal 23 al 26 gennaio 2018 si terrà a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore, il Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, consueto e atteso appuntamento organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri in collaborazione con Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il Libro e la Lettura.

 

Nella Giornata Conclusiva, il 26 gennaio, interverranno sui rapporti tra gestione della cosa pubblica e mondo della cultura il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, e il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.

 

Il Seminario è un importante appuntamento in cui l’editoria italiana e internazionale si confrontano sul presente e sul futuro del libro. I lavori del Seminario prevedono l’intervento, a fianco dei manager delle principali catene librarie europee e dei vertici dell’editoria italiana, di figure professionali e di personalità di altri settori per ampliare con i loro contributi l’orizzonte del dibattito.

 

L’intento è quello di ridefinire e formare attraverso strumenti di analisi e conoscitivi sempre aggiornati la figura professionale del libraio che, senza perdere la sua identità di fondo, venga messo in condizione di riconoscere e anticipare i nuovi ritmi della produzione e della circolazione del libro.

Essere librai significa anche e soprattutto avere la capacità di trasmettere la curiosità e la sensibilità per un mondo fatto di storie che rimandano ad altre storie senza soluzione di continuità. Per essere librai non basta dunque essere delle persone colte o degli abili commercianti o dei manager accorti. Bisogna essere un concentrato di tutte queste qualità e la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri ha l’ambizione di fornire a chi ha scelto questo mestiere gli strumenti tecnici, organizzativi e conoscitivi per muoversi con consapevolezza in un settore che oggi forse più di altri è in continua trasformazione.

 

La Scuola, primo esempio in Italia, dal 1984 promuove un confronto fecondo all’interno dell’universo librario che non rimane circoscritto all’organizzazione e alla gestione del punto vendita, ma analizza tutti gli aspetti che riguardano l’attività della libreria: distribuzione, commercializzazione e promozione. Un laboratorio di sperimentazione e discussione che ha come centro il libro, il suo percorso, la sua trasformazione.

 

Nella giornata inaugurale di martedì 23 gennaio, dopo i saluti di benvenuto e la presentazione del programma del Seminario, sono previsti gli interventi di Luca Bianchini Un libraio per amico, di Pier Luigi Celli Il cervello come risorsa organizzativa e di Alessandro Piperno Come riconoscere un buon incipit.

 

Il giorno seguente, mercoledì 24 gennaio, il Seminario entra nel vivo con diversi interventi dedicati al tema “La gestione, l’assortimento e il servizio in libreria”. Sono previsti i contributi di Gian Luca Marzocchi (Università di Bologna) Di racchette e talenti: breve storia di un lungo equivoco, di Angelo Paletta (Università Bologna) Valore economico aggiunto della libreria e di Riccardo Silvi (Università Bologna) Governare le leve del valore economico aggiunto.

Nel pomeriggio Antonella Salvatore (John Cabot University) parlerà di Assortimento: un valore da trasferire al cliente; seguiranno gli interventi di due protagonisti dell’editoria internazionale: James Daunt riporterà l’esperienza della principale catena di librerie del Regno Unito: Waterstones e il mercato che cambia, mentre Matthieu de Montchalin parlerà di Tradizione e innovazione della libreria l’Armitière di Rouen. È previsto inoltre l’intervento dello psicoanalista Stefano Bolognini Aree di contatto sensibili nel servizio al cliente. Chiude la giornata la scrittrice Ilaria Tuti con La scoperta di un mondo.

 

Giovedì 25 gennaio il Seminario proseguirà sul tema “Creatività e innovazione in libreria” con gli interventi di Vincenzo Russi (e-Novia) Sguardo sul mondo che cambia e Roberto Liscia (netcomm) E-commerce: un difficile equilibrio tra disruption e continuitàLuca Conti (www.pandemia.info) affronterà il tema del Social Media Marketing per librai, mentre Alessandro Magno (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) parlerà dell’Impatto del digitale sul mondo del libro; Luca Domeniconi (IBS.it) e Romano Montroni (Centro per il Libro e la Lettura) interverranno su Il libraio: un mestiere o uno stile di vita?

Nel pomeriggio Alberto Rivolta (Feltrinelli) parlerà di Nuovi scenari nel retail librario e Stefano Mauri (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) di Come cambia il mercato. Martina Tittel della Nicolaische Buchhandlung, la più antica libreria di Berlino, parlerà di Come si compete oggi – dall’esperienza di una libreria grande a una libreria di quartiere. Infine, Stefano Micelli (Università Ca’ Foscari) interverrà su Fare e innovare e Francesco Caio sull’ Innovazione nel retail.

 

Venerdì 26 gennaio il tradizionale appuntamento della giornata conclusiva avrà come titolo “Dove nascono le storie?”.

 

Apriranno i lavori Angelo Tantazzi (Prometeia) con un intervento su Proiezioni per il 2018: dove va la spesa delle famiglie italiane? e Ricardo Franco Levi (Associazione Italiana Editori) con alcune riflessioni su Il mercato del libro in Italia.

A seguire lo scrittore Giacomo Mazzariol: Dove nascono le storie. Le storie dei ragazzi.

 

Seguirà la tavola rotonda Dove nascono le storie. Editori tra artigianato e imprenditoria moderata da Stefano Mauri e Giovanna Zucconi, alla quale parteciperanno Luca De Michelis (Marsilio Editore), Eugenia Dubini (NN Editore), Antonio Sellerio (Sellerio Editore), Enrico Selva Coddè (Mondadori Libri) e Luigi Spagnol (Gruppo editoriale Mauri Spagnol).

 

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini parlerà di Un valore condiviso: libri e lettura.

 

Nel pomeriggio avrà luogo la consegna del Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri, giunto alla sua dodicesima edizione, cui seguirà l’intervento del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, su Investire in conoscenza.

Chiude il Seminario il Presidente della Scuola Achille Mauri.

Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri – Scuola per Librai

Corso Sempione 4, 20154 Milano – Tel: +39 02.794.867

www.scuolalibraiuem.it / facebook: Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri

twitter: @ScuolaLibraiUEM – #UEM35

Ufficio Stampa STILEMA – tel. 0115624259

Roberta Canevari – canevari@stilema-to.it, tel. 3356585866

Elena Scroffa – comunicazione@stilema-to.it, tel. 3297942077

 

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Venere in Teatro a Mestre

Venere in teatro

 

LIVING ROOM – VENERE IN TEATRO
In collaborazione con Farmacia Zoo:È, l’associazione culturale Live Arts Cultures presenta una rassegna di 8 appuntamenti e 4 laboratori a Spazio Farma Mestre (VE), un’iniziativa per un pubblico curioso di avvicinarsi alle arti performative.

Live Arts Cultures avvia una nuova collaborazione con le realtà associative del territorio veneziano prendendosi cura della rassegna “Living Room”, ideata da Farmacia Zoo:È a Spazio Farma (in via Paganello 8/5, laterale di via Torino) lo scorso 2016.

La curatela di Live Arts Cultures aggiunge alla stagione “Living Room 2018” il sottotitolo di “Venere in Teatro”. A partire da gennaio, saranno proposti appuntamenti che coinvolgeranno danza, musica, poesia e teatro contemporaneo, con eventi inseriti all’interno del circuito “CONNESSIONI – Rete Veneta per la Ricerca Teatrale”; tra questi ultimi le produzioni del Teatro del Lemming e Teatro Tri-boo.
Il nuovo programma a cura di Live Arts Cultures accoglie la potenza generativa dell’arte al femminile e richiama il teatro come casa accogliente, capace di includere tutti i linguaggi delle arti performative.
Tra gli oltre 15 fra artisti e compagnie in calendario, molte le artiste donne provenienti da tutta Italia, ciascuna impegnata in una ricerca pluriennale nel proprio ‘fare’: Annamaria Ajmone, Federica Furlani, Francesca Foscarini, Mariangela Gualtieri, Marta Dalla Via, Lucia Palladino e Silvia Costa.
Ogni serata sarà inoltre accompagnata da uno speciale contributo di ascolti proposti da Boring Machines, Electronicgirls, Galaverna, Laverna e V.E.R-V, realtà dedite alla sperimentazione musicale e partner della rassegna.
Oltre agli eventi, si offrono anche quattro diversi appuntamenti formativi con la conduzione di Annamaria Ajmone, Francesca Foscarini, Marta Dalla Via, Lucia Palladino – già artiste in calendario -, per rinnovare pratiche e conoscenze, avvicinarsi alle poetiche e alle metodologie presenti nel programma.

Il pubblico sarà inoltre coinvolto in un percorso aggiuntivo e partecipativo di dialoghi informali. “Hangover! Cosa resta delle visioni?” è un itinerario rivolto alla creazione di un pubblico consapevole, che vuole stimolare l’interpretazione e la critica personale delle performance nell’ambito della rassegna. Il gruppo di lavoro si incontrerà la settimana successiva ad ogni evento e discuterà i contenuti degli eventi.

Per agevolare la partecipazione di tutto il territorio della città metropolitana e delle province limitrofe, Live Arts Cultures ha ideato anche una comunità di condivisione grazie alla quale si potranno offrire o ricercare passaggi in auto da e per Spazio Farma iscrivendosi al gruppo Facebook “Teletrasportami” ospitato nella pagina di Live Arts Cultures: facebook.com/groups/teletrasportami

Info
Ingresso riservato ai soci Farmacia Zoo:È. Quota associativa: euro 10,00
Posti limitati con contributo volontario. Si consiglia di prenotare con anticipo la partecipazione a uno o più eventi della rassegna tramite mail a: project@liveartscultures.org o al numero 3403829357

www.liveartscultures.org ; https://liveartscultures.weebly.com/rassegna–venere-in-teatro.html

Contattaci su Facebook: liveartscultures o al numero 3403829357
Instagram: liveartscultures

Venere in teatro
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Cosa fare a Venezia quando piove

Cosa fare a Venezia quando piove

Ho un amico albergatore. Poco tempo fa riceve una richiesta per un soggiorno di due notti a fine Maggio 2018 (quindi tra circa 6 mesi). L’albergatore risponde che c’è disponibilità e che quindi se vuole può prenotare. Al che il cliente risponde chiedendo se poteva garantirgli che in quei due giorni di fine maggio ci sarebbe stato il sole a Venezia…

Questa storia bizzarra mi ha dato lo spunto per questo articolo (se non avete voglia di leggere, qui in fondo trovate il video 😉 ), dove vorrei fornire alcuni consigli e proposte di cose da fare quando vi trovate a Venezia con la pioggia.

Il primo consiglio che vi posso dare, quando a Venezia piove, è di fare un bel giro in gondola!

Ehm… no… forse non è una buona idea… a meno che, naturalmente, non siate cinesi 🙂

Stabilito che il giro in gondola sotto la pioggia non è il massimo, quello che potreste fare, invece, è visitare un cantiere navale dove costruiscono le gondole, ovvero uno squero; che ad essere precisi, non fabbrica solo gondole ma qualsiasi imbarcazione tipica veneziana in legno, di cui fa ovviamente anche la manutenzione.

Nello specifico ve ne consiglio due: San Trovaso e Tramontin

Squero San Trovaso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • San Trovaso è quello che sembra una baita di montagna (non per caso, dato che nel Seicento la fabbricazione e la riparazione delle barche a Venezia veniva per lo più affidata ad artigiani del legno provenienti dalle montagne del Cadore) [San Trovaso si trova a pochi passi dalla fermata Zattere – linee del vaporetto 2, 5.1, 5.2 e 6]
  • Tramontin (poco distante da San Trovaso) meno scenografico ma altrettanto interessante [la fermata più vicina è San Basilio – linee del vaporetto 2, 5.1, 5.2 e 6]

In entrambi i casi per visitare lo squero dovete prenotare e pagare.

In alternativa potete visitare una bottega dell’altra tipologia d’artigianato legato alle barche tradizionali, cioè il remer (il “remer” è colui che realizza remi e forcole – la forcola sarebbe lo scalmo delle barche veneziane) personalmente vi consiglio di visitare il Forcolaio Matto [dietro Santa Sofia, a due passi dalla fermata Ca’ d’Oro – vaporetto linea 1]

Palazzo Ducale Venezia

 

Consiglio n. 2: super classico, banale ma sempre efficace: andate a visitare chiese e musei.

Nello specifico dei musei:

  • must to do: Palazzo Ducale (chevvelodicoaffà!) dettaglio importante, compreso nello stesso biglietto avete anche l’ingresso al Correr, all’Archeologico e alla Biblioteca Marciana
  • se cercate invece qualcosa di non troppo frequentato: ho due indirizzi per voi: Museo del Settecento Veneziano a Ca’ Rezzonico (già il palazzo in sé è spettacolare) [fermata Ca’ Rezzonico – vaporetto linea 1] – Palazzo Mocenigo dove trovate il Museo del Tessuto e del Costume con un interessantissimo percorso sulla storia del Profumo [fermata San Stae – vaporetto linea 1]
  • per gli amanti dell’arte moderna la tappa obbligatoria è ovviamente al Guggenheim [ospitato nel Palazzo Venier dei Leoni, tra Accademia e Salute – fermata Accademia – linee vaporetto 1 e 2]; per l’arte contemporanea invece Palazzo Grassi e Punta della Dogana [Palazzo Grassi è davanti alla fermata San Samuele – vaporetto linea 2 – Per la Punta della Dogana la fermata è Salute – vaporetto linea 1]
  • se avete bambini con voi, due buone soluzioni sono: Museo di Storia Naturale, al Fondaco dei Turchi (ci trovate pure un dinosauro) [la fermata più vicina è San Stae – vaporetto linea 1]; e il Museo Navale, con numerosi modellini ed esemplari veri di barche tipiche veneziane [ingresso in Riva degli Schiavonila fermata più vicina è Arsenale – vaporetto linea 1, 4.1 e 4.2]

Collezione Peggy Guggenheim

 

Per quanto riguarda le chiese, due nomi su tutte: Frari (scrigno di opere d’arte mozzafiato) [la chiesa dei Frari si trova nel cuore del sestiere di San Polo, a due passi da San Rocco] e San Giovanni e Paolo (una sorta di pantheon dei dogi veneziani) [di fianco all’Ospedale Civile – la fermata più vicina è Fondamente Nove – vaporetto linee: 4.1, 4.2, 5.1, 5.2]

Chiesa dei Frari a Venezia

 

 

 

 

 

 

 

 

Se siete di quelli che non si stancano mai di vedere chiese (e a Venezia ce n’è motivo) consiglio il Chorus Pass. Ben 18 chiese si schiuderanno alla vostra vista.

Chiesa San Giovanni e Paolo a Venezia

Consiglio n. 3: Musica. Andate a vedere un concerto o un’opera alla Fenice. Alla Fenice vale la pena fare anche solo la visita guidata organizzata dal Teatro stesso (orari e prenotazioni sul sito ufficiale) [Il Teatro La Fenice si trova tra Santo Stefano e San Moisè, nel sestiere di San Marco]. Sempre in tema musica, potete visitare la chiesa di San Maurizio (a due passi dalla Fenice), dove trovate esposti un bel campionario di strumenti musicali d’epoca. [San Maurizio si trova vicino a Santo Stefano – la fermata più vicina è Accademia – linee vaporetto 1 e 2]

La Fenice a Venezia

 

Se siete sazi di musica classica, concedetevi una divagazione sul tema e andate al Venice Jazz Club. Il livello qualitativo non è alto, è altissimo. Stra-consigliato. Prenotate prima! [zona Santa Margherita, vicino a San Barnaba – fermata Ca’ Rezzonico – vaporetto linea 1]

Jazz Club a Venezia

 

 

 

 

 

 

 

Consiglio n. 4: Rinchiudetevi in una biblioteca. Alla Querini Stampalia, oltre al lusso di godere di un luogo semplicemente meraviglioso, potete ampliare ulteriormente la vostra già vasta cultura.

Ma potete anche semplicemente distrarvi con riviste e quotidiani, comodamente seduti, guardando la pioggia fuori dalle finestre. [in Campo Santa Maria Formosa a pochi minuti da Piazza San Marco]

Biblioteca Querini a Venezia

 

 

 

 

 

 

 

Sempre in tema di libri, un’esperienza assolutamente da provare è visitare la Libreria Acqua Alta. Definita da molti la libreria più bella del mondo. Non sono d’accordo, non è bella, ma è sicuramente originale e stravagante! [in calle Lunga Santa Maria Formosa, arrivando dal campo, la trovate verso la fine, sulla vostra sinistra]

Libreria a Venezia

 

Consiglio n. 5: Imparate a fare qualcosa con le mani : fate un corso d’artigianato. Ce ne sono per tutti i gusti: dalle maschere (ad esempio da Ca’ Macana – per intenderci sono quelli che hanno fornito le maschere per il film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick) al vetro (per esempio da Muranero, il primo senegalese nella storia della Serenissima che lavora il vetro come un vero maestro muranese). [Ca’ Macana è pochi metri da San Barnaba – fermata Ca’ Rezzonico – vaporetto linea 1 – mentre Muranero lo trovate dietro alla Bragora per andare verso Sant’Antonin]. Se invece più che dall’artigiano, siete attratti dalla tavola, potreste fare un corso di cucina veneziana.

Maschere a Venezia

 

Consiglio n. 6: beh, un modo sempre intrigante per impiegare il tempo costretti al chiuso dalla pioggia è senza dubbio mangiando!

E allora vai di Bacaro Tour! in zona Rialto ne trovate così tanti e così vicini che i tragitti da percorrere eventualmente sotto la pioggia per passare da un bacaro all’altro sono davvero minimi. E in ogni caso dopo un paio di spritz e di ombre di vino la pioggia sarà l’ultimo dei vostri problemi.

Cicchetti a Venezia

VENICE BACARO TOUR

 

 

 

 

 

 

 

 

Se non volete bere a casaccio, potete provare un tour di degustazione di vini accompagnati da un vero esperto.

In alternativa, un piacevole rifugio dalla pioggia è la tisaneria con un nome giapponese che non so pronunciare (Fujiyama). Una bella tisana calda, due biscotti o una fetta di torta fatta in casa mentre fuori piove, ha sempre un suo perché. [La trovate in Calle Lunga San Barnaba, più o meno a metà della lunga calle]

Tisaneria a Venezia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un altro buon modo per riscaldarsi è con un caffè o una cioccolata calda (o entrambi naturalmente): due indirizzi interessanti: Torrefazione Marchi [a San Leonardo a due passi dal ponte delle Guglie] e il Caffè del Doge [in Calle dei Cinque a Rialto].

Casinò di Venezia

 

Consiglio n. 7: Se avete soldi da buttar via andate al Casinò, nel meraviglioso Palazzo Vendramin Calergi (fu abitazione anche di un ispirato Wagner). Presi dalla spirale del gioco non vi accorgerete del tempo che passa mentre fuori nel frattempo ha smesso di piovere… [la fermata più vicina è San Marcuola – vaporetti linee 1 e 2]

Se invece non avete soldi da buttar via, andate a visitare un altro di tipo di luogo di svago, il Casino Venier. Oggi sede della Alliance Francaise, è un vero gioiello settecentesco rimasto quasi intatto. Dovrete versare un piccolo obolo ma ne vale davvero la pena.

[l’ingresso è nel Sotoportego de le Acque, a due metri dal ponte dei Bareteri, a metà strada tra Rialto e San Marco]

Casino Venier a Venezia

 

Consiglio n. 8: ma forse è il consiglio numero 1: restate in albergo, sotto le coperte 😉

 

PS: qui trovate qualche consiglio utile su come arrivare e come muoversi a Venezia: https://veneziavive.me/2011/05/12/arrivare-e-muoversi-a-venezia/

 

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Le Pietre del Cielo – Ghirri e Icaro a Venezia

Ghirri e Icaro a VeneziaPer il secondo atto del programma di ricerca legato al Fondo Luigi Ghirri, la Fondazione Querini Stampalia sviluppa un progetto che mette a confronto fotografia e scultura, aprendo una nuova occasione di valorizzazione tra linguaggi dell’arte. Dopo la mostra del 2015 “Paesaggi d’aria. Luigi Ghirri e Yona Friedman” che faceva risuonare l’opera del fotografo emiliano con la teoria visionaria del celebre architetto ungherese, quest’anno l’invito è stato accettato da un grande maestro della scultura contemporanea, Paolo Icaro.
Lo scultore piemontese intende l’architettura come esplorazione del luogo. Le sue opere sono costruzioni intime, memorie che tracciano le coordinate di una possibilità dell’abitare, di paesaggi portatili. Questa possibilità è resa attraverso elementi minimali in ferro, gesso e pietra che lavorano con la flessibilità e il frammento, la stabilità e la caduta. Le sue strutture evocano una spazialità mentale che è memoria dei luoghi, tema caro alle immagini di Luigi Ghirri in cui l’esperienza quotidiana riesce a diventare mitologia. Ghirri indaga il paesaggio con l’intento di ottenere un risultato lontano dallo stereotipo dell’illustrazione, alla ricerca di segni, di tracce della storia e “zone della memoria” che solo l’immaginazione può restituire al presente.
L’allestimento nell’area Carlo Scarpa della Fondazione Querini Stampalia metterà in scena i paesaggi privati di questi due autori, selezionando i lavori di Ghirri dal “Profilo delle nuvole” (1989), assieme ad opere scelte appositamente da Icaro nella sua produzione dagli anni Sessanta a oggi. Il rapporto con la materia della scultura apre la fotografia a un più intenso dialogo con lo spazio espositivo e permette un confronto diretto dei due autori con le architetture di Carlo Scarpa, prolungamento visivo e paesaggio esso stesso entro il quale si organizza l’idea emotiva del farsi luogo “nel divenire del tempo”. Per questa mostra verrà presentato un lavoro di Icaro pensato appositamente per la ‘sala Colonne’ dell’area Carlo Scarpa.
Fotografia, scultura e architettura, espressioni di tre grandi maestri del Novecento, saranno offerti al pubblico in una sintesi che accorda le specifiche possibilità linguistiche: offrire, costruire e rappresentare lo spazio in una compenetrazione
che pieghi ciascuna disciplina ad un equilibrio surreale tra diverse visioni, una scommessa che ha ispirato il titolo di questa rassegna sulle tracce di Neruda e Magritte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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