Spettacolo teatrale “Ti ho amato da morire” al Teatrino Groggia di Venezia

Ti ho amato da morireVenerdì  25 Novembre, ore 20,45 Venezia Teatrino Groggia*

L’Associazione PadovaDonne

per la “Giornata mondiale contro la violenza alle donne”,

interpreta

TI HO AMATO DA MORIRE
spettacolo teatrale, liberamente ispirato al libro di Serena Dandini “Ferite a morte”

con la speciale partecipazione di Barbara Giovannelli e  la voce maschile di Diego De Francesco;

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti.

Dopo il grande successo di Marzo dei Monologhi della vagina a Mestre, ti invitiamo a Teatro, a Venezia, per un’altra performance teatrale dell’Associazione PadovaDonne da sempre in prima fila contro la violenza alle donne. Le attrici sono brave e appassionate e lo spettacolo sarà un’altra grande prova! Non puoi mancare!

“Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie, la tenera, la semplice, la vociona,l’orgogliosa, la felice? Tutte, tutte, dormono sulla collina”, Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River.

La violenza alle donne è continua e non si ferma, è uno stillicidio che assume forme varie, piccole discriminazioni in casa e al lavoro, inviti al silenzio, copertura di parti intime e non, insulti. Una violenza che può arrivare fino alla morte.

Questo spettacolo  dell’Associazione PadovaDonne, liberamente ispirato dal libro “Ferite a morte” di Serena Dandini, è un vademecum sulla violenza alle donne, cioè del perché, di come si organizza, e infine, di come si compie, vista da una visuale tutta al femminile. Una visuale spesso ingenua, ma anche colta, e anche ironica a suo modo, una visuale del senno del poi, di quando è davvero troppo tardi. Uno spettacolo che può servire ad altre donne, per capire, prima, che devono uscire dalla spirale che le avvolge con circoli velenosi e letali, per ribellarsi ma anche per pretendere, da subito in un rapporto, il dovuto rispetto. Uno spettacolo che devono vedere anche gli uomini per comprendere e prevenire in loro stessi dinamiche a volte molto pericolose.

L’Associazione PadovaDonne ha arricchito lo spettacolo con musica e immagini, e anche una voce maschile, per un effetto teatrale e di interiorizzazione del messaggio di grande impatto emotivo.

Alle partecipanti e ai partecipanti della serata sarà consegnato un piccolo omaggio.

Mappa per raggiungere il teatrino Groggia: map.

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Pantakin alla Fenice di Venezia

Pantakin alla Fenice con I TRE GOBBI
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Ciclo di incontri a Venezia: Storie sotto el felze

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Storie sotto el fèlze Venezia, settembre-novembre 2016

ciclo di incontri organizzati dall’associazione dei mestieri che

contribuiscono alla costruzione della gondola – XIV edizione

Le attività dell’associazione hanno il patrocinio di Provincia di Venezia e Comune di Venezia;

in collaborazione con Caffè Florian, Istituzione per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere,

Cna – Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa.

Tutti gli incontri, se non specificato diversamente, si intendono ad entrata libera fino a esaurimento posti.

  • venerdì 9 settembre, ore 19, Castelforte San Rocco Il Caicio: storie galleggianti,

l’associazione si racconta attraverso le sue barche

Sergio Boscolo, Favorito Bubacco, Fernanda Del Giglio,

Isabella Navarbi, Ludovica Schiavon

  • venerdì 23 settembre, ore 18, Museo del costume a Palazzo Mocenigo L’arte del muschièr nel museo del costume

Giancarlo Ottolini storico del profumo

Marco Vidal curatore sezione del profumo di Ca’ Mocenigo

prima dell’incontro è prevista una visita guidata alle sale del museo

dedicate al profumo (solo su prenotazione tel 041 5200331 – 041 5230558)

  • giovedì 6 ottobre, ore 18, cortile ex casa di riposo israelita, campo del Ghetto novo 500 anni di artigiani in ghetto

Paolo Navarro Dina giornalista

Emilio Piacentini intagliatore e antiquario

segue aperi-cena kasher presso ristorante Ghimel Garden

(15 € a persona escluse bevande, solo su prenotazione 041 2430711)

  • venerdì 21 ottobre, ore 18, Arsenale, Tesa 105 Il Nuovo Trionfo:

storia del restauro di un patrimonio comune

Gilberto Penzo studioso delle imbarcazioni tradizionali

Massimo Gin presidente della Compagnia della marineria tradizionale “il Nuovo Trionfo”

Luca Casaril carpentiere navale

  • giovedì 3 novembre – Caffè Florian, ore 18 Con la paglia in testa: storie di copricapi

Giuliana Longo baretèra

Doretta Davanzo Poli storica dell’arte e paleografa

  • domenica 13 novembre Gita a Burano

incontro e pranzo con Agostino Amadi, da carpentiere in legno

a innovatore discusso, nel pomeriggio visita al Museo del merletto (solo su prenotazione tel 041 5200331 – 041 5230558)

associazione dei mestieri che contribuiscono alla costruzione della gondola

www.elfelze.it

info 041 5200331 – 041 5230558

 

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Tour ecologico in laguna di Venezia: voga veneta e barca a motore elettrico

Tour ecologico in laguna di Venezia

Dopo il grande successo delle lezioni di voga veneta, l’Associazione Culturale Sportiva L’altra Venezia presenta un nuova attività: voga + motore elettrico in laguna di Venezia.

Un modo nuovo, ecologico e sostenibile (di vero turismo esperienziale) per vivere la laguna nel rispetto della sua tradizione per eccellenza (le barche a remi) e del suo fragile eco-sistema.

L’attività si struttura in due parti: la prima a remi (con l’antica tecnica della voga veneta), la seconda con l’ausilio di un piccolo motore elettrico, quindi non inquinante, per raggiungere un’area della laguna di incontaminata bellezza.

Tour ecologico in laguna di Venezia

 

 

 

 

 

 

Si parte dall’isola della Certosa dove si sale su un’imbarcazione tipica veneziana (sanpierota), sulla quale si apprendono i rudimenti della tecnica della voga veneta. Si percorre il canale tra le isole della Certosa e le Vignole, circondati dal verde della rigogliosa vegetazione che caratterizza le due isole. Si arriva quindi in laguna aperta dove si passa all’uso del motore elettrico, grazie al quale, seguendo le famose bricole che punteggiano la laguna, ci si dirige verso l’isola di Sant’Erasmo. Da qui si giunge alla zona delle barene, immersi nella natura più tipica, dove tra gli altri si possono ammirare garzette e cormorani.

Si riprende quindi a remare, per godere, nella lentezza e nel silenzio, un panorama davvero speciale.

Volendo si può gettare l’ancora e fermarsi per gustare qualche cicchetto a bordo della barca.

Infine si torna indietro, verso il porto della Certosa, dove ci si può fermare al bar o presso l’ottimo ristorante.

Da lì partono i vaporetti per tornare a Venezia.

Tour ecologico in laguna di Venezia

 

 

 

 

 

Un modo unico per fare un’esperienza di autentica vita veneziana!

La laguna e la voga sono per me la stessa cosa” (Giuseppe Bignone “Ciaci”)

In ogni vogata mille anni di storia…” (detto veneziano)

Finché almeno uno di noi continua a vogare, la vera Venezia non morirà

Il tour dura circa 3 ore e può essere svolto per un massimo di 3 persone alla volta.

Non è un’attività fisica particolarmente impegnativa, pertanto è accessibile a chiunque: uomini, donne e bambini (dai 12 anni in su).

Tour ecologico in laguna di Venezia

 

 

 

 

 

Per informazioni e prenotazioni: info@laltravenezia.it

Galleria fotografica: plus.google.com/u/0/photos/+LaltraveneziaIt/albums/5962746603076869745

 

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La mostra di Aldo Manuzio all’Accademia di Venezia

Aldo ManuzioFino al 19 giugno 2016, presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia, è ancora possibile visitare l’interessantissima mostra dedicata al più grande editore di tutti i tempi: Aldo Manuzio.

Nato in un paesino della campagna laziale in una data imprecisata tra il 1449 e il 1452, arriva a Venezia quarantenne. Fino a quel momento aveva sempre solo svolto il mestiere di insegnante di greco e latino. Qui si inventa un nuovo lavoro. Trova dei soci finanziatori e avvia quella che è destinata a restare per sempre la più grande rivoluzione nella storia dell’editoria.

La mostra si articola sui vari aspetti della sua attività, non solo editoriale, con didascalie, libri originali, statue, quadri, stampe, il tutto esposto con rigore filologico, accompagnando il visitatore lungo un percorso stimolante ed avvincente che appassiona e convince.

Al centro della prima sala si trovano un libro ed una statua: una grammatica greca di Aldo Manuzio e una scultura greca restaurata da Tullio Lombardo, che vi aggiunge testa e braccia precedentemente perdute.
In un dialogo del 1503, Pietro Bembo immagina un colloquio fra il romano Pomponio Leto e il veneziano Ermolao Barbaro, due giganti della filologia umanistica della generazione precedente: davanti ad una statua mutilata, lamentano la crudeltà con cui il tempo ha infierito non solo sull’arte, ma anche sui testi antichi.
E’ quindi un dovere restaurarli!
Ermolao al centro del dipinto di Carpaccio (nella riproduzione qui sotto, con la tunica rossa che sorregge la veste del papa, volgendo lo sguardo altrove…) sarà per Aldo un esempio: le sue Castigationes Plinianae (1492-93) correggeranno centinaia di errori nelle precedenti edizioni a stampa della Storia Naturale di Plinio.

Vittore Carpaccio

 

 

 

 

 

 

Una delle sale più godibili è quella dove sono esposte (in gran numero!) delle magnifiche stampe di quel libro esoterico-allegorico (da molti considerato il primo “graphic novel” della storia) conosciuto come: Hypnerotomachia Poliphili (cioè: “amoroso combattimento onirico di Polifilo”). Una vera epifania per qualsiasi bibliofilo (ma considerato “minore” da Manuzio stesso…).

Gallerie dell’Accademia, Venezia

Fino al 19 giugno 2016.

 

 

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RE:VIVI mostra fotografica e installazione luminosa

def_Andrea_okPresso Fondamenta Zattere (Dorsoduro 47) a Venezia, è in corso una doppia esposizione: la mostra fotografica “Sguardi dalla rinascita di un palazzo” e l’installazione luminosa “Liquida”.

La mostra fotografica prende il via dai lavori di restauro di Palazzo Van Axel.

Palazzo Soranzo Van Axel, costruito nel 1473 dove un tempo sorgeva un edificio bizantino, è un palazzo gotico di rara bellezza che si sviluppa per circa 4000 mq su una delle più belle insulae veneziane nelle immediate vicinanze della Chiesa di S. Maria dei Miracoli.

Un tempo residenza dei Van Axel, ricca famiglia di mercanti tessili fiamminghi, è ancora oggi una delle più affascinanti e imponenti proprietà private della città.

L’edificio è caratterizzato da due corti interne e due porte d’acqua, all’interno una grandiosa scalinata decorata con piccoli busti in pietra conduce ai piani nobili.

Il Palazzo è stato oggetto di un meticoloso intervento di restauro conservativo volto a valorizzare la sua unicità di residenza rimasta integra nel suo originario assetto costruttivo ponendosi come fine la flessibilità d’uso, peculiarità caratteristica del palazzo sin dalla sua origine.

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RE:VIVI

Entrare in un Palazzo veneziano significa proiettarsi in un mondo a sé stante, un organismo quasi completamente indipendente da ciò che lo circonda, con ambienti destinati al lavoro, alla servitù, al ricevimento, alla vita privata.
Sviluppati su più livelli, dal
fontego a salire verso i piani superiori, gli spazi si susseguono intersecandosi, parti di un insieme, ognuno a servizio di una precisa funzione, ideato, disegnato, costruito, vissuto. Le innumerevoli porte, gli accessi più o meno evidenti, diventano capitoli di un racconto complesso e ricchissimo, fatto di voci e rumori che li hanno attraversati negli anni, di silenzi.
L’acqua, che penetra sotto alle porte affacciate sul canale, instaura un dialogo ininterrotto con l’ambiente circostante, a ricordare ciò che scorre fuori dalle mura così come al loro interno; la luce però arriva più in profondità, disegna lo spazio e le sensazioni, rivela e nasconde, aggredendo le superfici o accarezzandole appena, mutevole ma inevitabile come il tempo.

RE:VIVI è l’osservazione di un processo di rinascita che porta al presente.
L’approccio al recupero è attento e minuzioso: lo studio e la ricostruzione storica devono precedere ogni tipo di intervento, le azioni intuire e adattarsi all’imprevisto, alla circostanza emersa, all’elemento svelato.
I suoni e le parole si espandono nell’estensione di saloni e stanze vuote, della musica proviene da una piccola radio appoggiata sul pavimento: restauratori, tecnici e operai sono i nuovi inquilini del Palazzo.
Gli oggetti del loro lavoro diventano testimoni di una presenza tanto provvisoria quanto fondamentale. Un’interazione momentanea che, nella precarietà dei suoi equilibri, sottolinea il passaggio di trasformazione, la connessione del passato con la sua proiezione futura.
Le immagini qui presentate vogliono essere un ringraziamento a queste persone, che concluso il loro compito raccoglieranno gli attrezzi e proseguiranno nel loro percorso, lasciando il Palazzo alla sua nuova vita.

Fotografie di Andrea Scaramuzza
www.andreascaramuzza.com

Liquida

 

 

 

 

LIQUIDA

Liquida è parte e prosequio dell’installazione realizzata alla galleria Fragile di Milano in occasione del salone del mobile 2016.

Liquida approda a Venezia, la città liquida, in concomitanza con la Biennale di Architettura 2016.

Liquida è un’istallazione plastica in “plastica” nella città del “vetro”.

Liquida, a ridosso del canale della Giudecca, è un acquario abitato da strani esseri sottacquei fluttuanti in una fluidità virtuale che ne modifica le sembianze.

Liquida è una collezione di lampade e vasi “figurativi” che si rifà esplicitamente al mondo sottomarino; ma in realtà il vero tema della mostra è “la trasformazione”, “la differenza”, “l’imprevisto”, “la non riproducibilità”.

Il progetto Liquida è un progetto di “quasi-design-pre-tecnologico”, in un momento nel quale il design è invece principalmente macchine a controllo numerico, stampi e stampanti in 3D.

Il “quasi-design” è l’oggetto non replicabile, non riproducibile identico a se stesso.

Liquida è il progetto dell’imprevisto e dell’imprevedibile.

Se il design è per definizione riproduzione dell’identico e l’idea stessa del design nasce dall’esigenza di controllo totale dell’oggetto finito, preconizzando un mondo di oggetti omogenei e ottimali, replicati e replicabili-che si tratti di arredo o elettrodomestici, hitech o automobili- Liquida è invece continua variazione sul tema, e se l’incongruenza nel design è errore, in Liquida è ricchezza e molteplicità.

Nella collezione Liquida, l’oggetto è il risultato di un connubio tra idea iniziale e casualità finale; il tipo di lavorazione, la termoformatura, senza uso di attrezzature specifiche e stampi, non consente di controllarne in toto la forgiatura ma è la materia stessa nel suo auto modellarsi a definirne l’aspetto ultimo.

Liquida è un’onda sinusoidale, un’istallazione barocca, un mondo sottomarino fluttuante, un’utopia formale, un’allucinazione visiva, è deformazione e trasformazione della realtà,

Liquida è metafora e simulazione dell’organico, del movimento, della sinuosità, del plasmare la materia, della trasformazione della materia, della vita insita nella materia, del mutamento, della casualità, della sensualità, dell’ingestibile, della fluidità musicale, dell’indefinibile.

Liquida è una ricerca sulla complessità delle geometrie curvilinee, nelle loro infinite declinazioni.

Marzio Rusconi Clerici

rusconi.marzio@fastwebnet.it

ReVivi02

 

 

 

 

 

 

 

Venezia, Dorsoduro 47 Fondamenta Zattere

Fino al 28 giugno 2016

 

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Passeggiata patrimoniale Faro Venezia: Tocco legno

Faro Venezia

Orologio Francesco Maniero_lowTocco legno, porta fortuna come toccare ferro?

O è solo scaramanzia?
In cerca della risposta, andiamo a scoprire a Venezia gli artigiani che il legno lo toccano, lo lavorano, lo trasformano in oggetti d’arte, con alterne fortune.

Riccardo Guaraldi fa il liutaio. A un pezzo di legno dà la forma di un oggetto bello che emette un suono armonico. E quella particolare lavorazione, la ricerca e la passione sono in ogni nota dello strumento, e della sua vita.

Saverio Pastor con il pezzo di legno ci naviga: da ogni lavorazione ne esce una forcola, l’oggetto di design per eccellenza, in cui ogni millimetro di ogni curvatura non è a caso bensì segue un’antica tradizione che arriva dalle origini delle acque.

Francesco Maniero ha trovato nel legno il suo tempo: di lavoro, passione e inventiva. Crea orologi da muro, ogni pezzo un’opera d’arte, ogni orologio unico nel suo genere. E le…

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