Tour ecologico in laguna di Venezia: voga veneta e motore elettrico

Tour ecologico in laguna di Venezia

Dopo il grande successo delle lezioni di voga veneta, l’Associazione Culturale Sportiva L’altra Venezia presenta un nuova attività: voga + motore elettrico in laguna di Venezia.

Un modo nuovo, ecologico e sostenibile (di vero turismo esperienziale) per vivere la laguna nel rispetto della sua tradizione per eccellenza (le barche a remi) e del suo fragile eco-sistema.

L’attività si struttura in due parti: la prima a remi (con l’antica tecnica della voga veneta), la seconda con l’ausilio di un piccolo motore elettrico, quindi non inquinante, per raggiungere un’area della laguna di incontaminata bellezza.

Tour ecologico in laguna di Venezia

 

 

 

 

 

 

Si parte dall’isola della Certosa dove si sale su un’imbarcazione tipica veneziana (sanpierota), sulla quale si apprendono i rudimenti della tecnica della voga veneta. Si percorre il canale tra le isole della Certosa e le Vignole, circondati dal verde della rigogliosa vegetazione che caratterizza le due isole. Si arriva quindi in laguna aperta dove si passa all’uso del motore elettrico, grazie al quale, seguendo le famose bricole che punteggiano la laguna, ci si dirige verso l’isola di Sant’Erasmo. Da qui si giunge alla zona delle barene, immersi nella natura più tipica, dove tra gli altri si possono ammirare garzette e cormorani.

Si riprende quindi a remare, per godere, nella lentezza e nel silenzio, un panorama davvero speciale.

Volendo si può gettare l’ancora e fermarsi per gustare qualche cicchetto a bordo della barca.

Infine si torna indietro, verso il porto della Certosa, dove ci si può fermare al bar o presso l’ottimo ristorante.

Da lì partono i vaporetti per tornare a Venezia.

Tour ecologico in laguna di Venezia

 

 

 

 

 

Un modo unico per fare un’esperienza di autentica vita veneziana!

La laguna e la voga sono per me la stessa cosa” (Giuseppe Bignone “Ciaci”)

In ogni vogata mille anni di storia…” (detto veneziano)

Finché almeno uno di noi continua a vogare, la vera Venezia non morirà

Il tour dura circa 3 ore e può essere svolto per un massimo di 3 persone alla volta.

Non è un’attività fisica particolarmente impegnativa, pertanto è accessibile a chiunque: uomini, donne e bambini (dai 12 anni in su).

Tour ecologico in laguna di Venezia

 

 

 

 

 

Per informazioni e prenotazioni: info@laltravenezia.it

Galleria fotografica: plus.google.com/u/0/photos/+LaltraveneziaIt/albums/5962746603076869745

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La mostra di Aldo Manuzio all’Accademia di Venezia

Aldo ManuzioFino al 19 giugno 2016, presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia, è ancora possibile visitare l’interessantissima mostra dedicata al più grande editore di tutti i tempi: Aldo Manuzio.

Nato in un paesino della campagna laziale in una data imprecisata tra il 1449 e il 1452, arriva a Venezia quarantenne. Fino a quel momento aveva sempre solo svolto il mestiere di insegnante di greco e latino. Qui si inventa un nuovo lavoro. Trova dei soci finanziatori e avvia quella che è destinata a restare per sempre la più grande rivoluzione nella storia dell’editoria.

La mostra si articola sui vari aspetti della sua attività, non solo editoriale, con didascalie, libri originali, statue, quadri, stampe, il tutto esposto con rigore filologico, accompagnando il visitatore lungo un percorso stimolante ed avvincente che appassiona e convince.

Al centro della prima sala si trovano un libro ed una statua: una grammatica greca di Aldo Manuzio e una scultura greca restaurata da Tullio Lombardo, che vi aggiunge testa e braccia precedentemente perdute.
In un dialogo del 1503, Pietro Bembo immagina un colloquio fra il romano Pomponio Leto e il veneziano Ermolao Barbaro, due giganti della filologia umanistica della generazione precedente: davanti ad una statua mutilata, lamentano la crudeltà con cui il tempo ha infierito non solo sull’arte, ma anche sui testi antichi.
E’ quindi un dovere restaurarli!
Ermolao al centro del dipinto di Carpaccio (nella riproduzione qui sotto, con la tunica rossa che sorregge la veste del papa, volgendo lo sguardo altrove…) sarà per Aldo un esempio: le sue Castigationes Plinianae (1492-93) correggeranno centinaia di errori nelle precedenti edizioni a stampa della Storia Naturale di Plinio.

Vittore Carpaccio

 

 

 

 

 

 

Una delle sale più godibili è quella dove sono esposte (in gran numero!) delle magnifiche stampe di quel libro esoterico-allegorico (da molti considerato il primo “graphic novel” della storia) conosciuto come: Hypnerotomachia Poliphili (cioè: “amoroso combattimento onirico di Polifilo”). Una vera epifania per qualsiasi bibliofilo (ma considerato “minore” da Manuzio stesso…).

Gallerie dell’Accademia, Venezia

Fino al 19 giugno 2016.

 

 

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RE:VIVI mostra fotografica e installazione luminosa

def_Andrea_okPresso Fondamenta Zattere (Dorsoduro 47) a Venezia, è in corso una doppia esposizione: la mostra fotografica “Sguardi dalla rinascita di un palazzo” e l’installazione luminosa “Liquida”.

La mostra fotografica prende il via dai lavori di restauro di Palazzo Van Axel.

Palazzo Soranzo Van Axel, costruito nel 1473 dove un tempo sorgeva un edificio bizantino, è un palazzo gotico di rara bellezza che si sviluppa per circa 4000 mq su una delle più belle insulae veneziane nelle immediate vicinanze della Chiesa di S. Maria dei Miracoli.

Un tempo residenza dei Van Axel, ricca famiglia di mercanti tessili fiamminghi, è ancora oggi una delle più affascinanti e imponenti proprietà private della città.

L’edificio è caratterizzato da due corti interne e due porte d’acqua, all’interno una grandiosa scalinata decorata con piccoli busti in pietra conduce ai piani nobili.

Il Palazzo è stato oggetto di un meticoloso intervento di restauro conservativo volto a valorizzare la sua unicità di residenza rimasta integra nel suo originario assetto costruttivo ponendosi come fine la flessibilità d’uso, peculiarità caratteristica del palazzo sin dalla sua origine.

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RE:VIVI

Entrare in un Palazzo veneziano significa proiettarsi in un mondo a sé stante, un organismo quasi completamente indipendente da ciò che lo circonda, con ambienti destinati al lavoro, alla servitù, al ricevimento, alla vita privata.
Sviluppati su più livelli, dal
fontego a salire verso i piani superiori, gli spazi si susseguono intersecandosi, parti di un insieme, ognuno a servizio di una precisa funzione, ideato, disegnato, costruito, vissuto. Le innumerevoli porte, gli accessi più o meno evidenti, diventano capitoli di un racconto complesso e ricchissimo, fatto di voci e rumori che li hanno attraversati negli anni, di silenzi.
L’acqua, che penetra sotto alle porte affacciate sul canale, instaura un dialogo ininterrotto con l’ambiente circostante, a ricordare ciò che scorre fuori dalle mura così come al loro interno; la luce però arriva più in profondità, disegna lo spazio e le sensazioni, rivela e nasconde, aggredendo le superfici o accarezzandole appena, mutevole ma inevitabile come il tempo.

RE:VIVI è l’osservazione di un processo di rinascita che porta al presente.
L’approccio al recupero è attento e minuzioso: lo studio e la ricostruzione storica devono precedere ogni tipo di intervento, le azioni intuire e adattarsi all’imprevisto, alla circostanza emersa, all’elemento svelato.
I suoni e le parole si espandono nell’estensione di saloni e stanze vuote, della musica proviene da una piccola radio appoggiata sul pavimento: restauratori, tecnici e operai sono i nuovi inquilini del Palazzo.
Gli oggetti del loro lavoro diventano testimoni di una presenza tanto provvisoria quanto fondamentale. Un’interazione momentanea che, nella precarietà dei suoi equilibri, sottolinea il passaggio di trasformazione, la connessione del passato con la sua proiezione futura.
Le immagini qui presentate vogliono essere un ringraziamento a queste persone, che concluso il loro compito raccoglieranno gli attrezzi e proseguiranno nel loro percorso, lasciando il Palazzo alla sua nuova vita.

Fotografie di Andrea Scaramuzza
www.andreascaramuzza.com

Liquida

 

 

 

 

LIQUIDA

Liquida è parte e prosequio dell’installazione realizzata alla galleria Fragile di Milano in occasione del salone del mobile 2016.

Liquida approda a Venezia, la città liquida, in concomitanza con la Biennale di Architettura 2016.

Liquida è un’istallazione plastica in “plastica” nella città del “vetro”.

Liquida, a ridosso del canale della Giudecca, è un acquario abitato da strani esseri sottacquei fluttuanti in una fluidità virtuale che ne modifica le sembianze.

Liquida è una collezione di lampade e vasi “figurativi” che si rifà esplicitamente al mondo sottomarino; ma in realtà il vero tema della mostra è “la trasformazione”, “la differenza”, “l’imprevisto”, “la non riproducibilità”.

Il progetto Liquida è un progetto di “quasi-design-pre-tecnologico”, in un momento nel quale il design è invece principalmente macchine a controllo numerico, stampi e stampanti in 3D.

Il “quasi-design” è l’oggetto non replicabile, non riproducibile identico a se stesso.

Liquida è il progetto dell’imprevisto e dell’imprevedibile.

Se il design è per definizione riproduzione dell’identico e l’idea stessa del design nasce dall’esigenza di controllo totale dell’oggetto finito, preconizzando un mondo di oggetti omogenei e ottimali, replicati e replicabili-che si tratti di arredo o elettrodomestici, hitech o automobili- Liquida è invece continua variazione sul tema, e se l’incongruenza nel design è errore, in Liquida è ricchezza e molteplicità.

Nella collezione Liquida, l’oggetto è il risultato di un connubio tra idea iniziale e casualità finale; il tipo di lavorazione, la termoformatura, senza uso di attrezzature specifiche e stampi, non consente di controllarne in toto la forgiatura ma è la materia stessa nel suo auto modellarsi a definirne l’aspetto ultimo.

Liquida è un’onda sinusoidale, un’istallazione barocca, un mondo sottomarino fluttuante, un’utopia formale, un’allucinazione visiva, è deformazione e trasformazione della realtà,

Liquida è metafora e simulazione dell’organico, del movimento, della sinuosità, del plasmare la materia, della trasformazione della materia, della vita insita nella materia, del mutamento, della casualità, della sensualità, dell’ingestibile, della fluidità musicale, dell’indefinibile.

Liquida è una ricerca sulla complessità delle geometrie curvilinee, nelle loro infinite declinazioni.

Marzio Rusconi Clerici

rusconi.marzio@fastwebnet.it

ReVivi02

 

 

 

 

 

 

 

Venezia, Dorsoduro 47 Fondamenta Zattere

Fino al 28 giugno 2016

 

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Passeggiata patrimoniale Faro Venezia: Tocco legno

Faro Venezia

Orologio Francesco Maniero_lowTocco legno, porta fortuna come toccare ferro?

O è solo scaramanzia?
In cerca della risposta, andiamo a scoprire a Venezia gli artigiani che il legno lo toccano, lo lavorano, lo trasformano in oggetti d’arte, con alterne fortune.

Riccardo Guaraldi fa il liutaio. A un pezzo di legno dà la forma di un oggetto bello che emette un suono armonico. E quella particolare lavorazione, la ricerca e la passione sono in ogni nota dello strumento, e della sua vita.

Saverio Pastor con il pezzo di legno ci naviga: da ogni lavorazione ne esce una forcola, l’oggetto di design per eccellenza, in cui ogni millimetro di ogni curvatura non è a caso bensì segue un’antica tradizione che arriva dalle origini delle acque.

Francesco Maniero ha trovato nel legno il suo tempo: di lavoro, passione e inventiva. Crea orologi da muro, ogni pezzo un’opera d’arte, ogni orologio unico nel suo genere. E le…

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Progetto di restauro di una barchetta da parada veneziana

Progetto di restauro di una barchetta da parada veneziana

 

 

 

 

Finché la barchetta va…

Progetto di restauro di una barchetta da parada

La Barchetta è una gondola da traghetto che pare abbia prestato servizio, fin dagli anni Ottanta, allo stazio di Santa Maria del Giglio. La barca è stata in seguito acquistata dal pittore Nando Celin  che, dopo aver appurato di non poter prendersene cura, l’ha venduta all’Associazione culturale il Caicio.

La Barchetta è entrata a far parte della flotta del Caicio dal 2012, all’interno del progetto del Museo delle imbarcazioni tradizionali di Forte Marghera. È stata acquistata tramite una raccolta fondi denominata “Adotta una gondola da traghetto”. Dopo un lungo periodo trascorso fuori dall’acqua, la Barchetta ha ricevuto un primo restauro per essere rimessa in sicurezza ed è tornata a galleggiare.

Venuta meno la possibilità di restaurarla negli spazi di Forte Marghera, a causa della dissoluzione del progetto entro il quale era stata acquisita, l’Associazione, priva di una sede sociale, l’ha mantenuta a galla fino ad ora con notevoli difficoltà.

La Barchetta necessita oggi di un restauro straordinario e l’Associazione ha deciso di impegnare tutte le proprie risorse economiche per salvarla, perché è un frammento autentico della storia della città.

Chi lo farà

Il restauro avverrà nel cantiere condotto dal maestro d’ascia Igor Silvestri a San Pietro di Castello. Il lavoro si protrarrà per alcune settimane a partire da metà maggio 2016. In seguito la Barchetta necessiterà di una costante manutenzione, che verrà sostenuta dai soci che hanno acquistato una quota dell’imbarcazione tramite l’antico sistema dei carati che, per tradizione internazionale, prevedeva la suddivisione della proprietà di una nave mercantile in 24 parti.

Quanto costerà

Il restauro iniziale costerà 10.000 euro. I costi di manutenzione successivi sono preventivati in 1.000 euro annuali e come già detto saranno sostenuti dai soci con l’antico sistema dei carati.

Sul portale Produzioni dal basso è possibile partecipare alla raccolta fondi: www.produzionidalbasso.com/project/finche-la-barchetta-va

 

La campagna raccolta fondi

Per premiare la partecipazione al restauro della barchetta abbiamo previsto diverse ricompense:

1) Gadget di tre tipi: la stampa serigrafica numerata, la borsa di tela e la t-shirt, tutte realizzate mediante serigrafia su progetto grafico di Small Caps (da 5€ e 16€, spedizione esclusa).

2) Gite brevi e lunghe sulle tracce dei “tragheti de fora” a bordo della barchetta restaurata, alla riscoperta delle rotte che collegavano la terraferma alla città d’acqua e Venezia alle sue isole (Murano, Poveglia, Sant’Andrea, ecc.). A bordo ci saranno due soci de Il Caicio impegnati ai remi e un altro socio che intrattenerà gli ospiti. Il Calendario con itinerari e date sarà disponibile dal 1 giugno sul sito de Il Caicio, chi avrà dato il contributo prima avrà precedenza nello scegliere data e itinerario! (da 35€ a 50€, inclusa iscrizione da socio sostenitore).

3) Esperienze “io c’ero”, ovvero serate esclusive ed uniche (es. cena in barchetta, concerto in barchetta, in barchetta con lo scrittore,…) per 6/8 persone. Aggiornamenti e disponibilità dal 1 giugno sul sito de Il Caicio. (100€, inclusa iscrizione da socio sostenitore).

… E dopo?

Quando la Barchetta sarà tornata in piena forma, potrà di nuovo essere l’ammiraglia dell’Associazione, la barca di rappresentanza per eventi pubblici, il mezzo ideale per divulgare la conoscenza delle barche tradizionali in legno e per promuovere la mobilità sostenibile a remi.

La Barchetta, spaziosa e capiente, sarà l’ideale per le escursioni sociali in laguna, ma offrirà anche la possibilità di provare un ormai insolito modo di raggiungere Venezia: non in treno o in auto, ma a remi. Inoltre, grazie alla sua maneggevolezza e alla sua stabilità, sarà un’ottima nave scuola.

 

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I grandi interpreti – I concerti dell’Archivio Fano

Archivio Guido Alberto Fano Venerdì 29 aprile alle ore 20.00 alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice avrà inizio la nona edizione del ciclo di musica da camera, intitolato I concerti dell’Archivio Fano – Grandi interpreti.

I tre concerti si terranno con il seguente calendario:

 

venerdì 29 aprile ore 20.00
Domenico Nordio violino – Filippo Gamba pianoforte
Musiche di Guido Alberto Fano, Omizzolo, Schubert, Beethoven
Presentazione di Vitale Fano

 
martedì 24 maggio ore 20.00
Michele Campanella
pianoforte
Musiche di Fano, Liszt, Musorgsky
Presentazione di Anna Menichetti (Conservatorio di Firenze – Rai RadioTre)

 
martedì 21 giugno ore 20.00
Alessandra Ammara e Roberto Prosseda pianoforte a quattro mani
Musiche di Fano, Omizzolo, Casella, Respighi, Ravel
Presentazione di Oreste Bossini (Rai RadioTre)

 

La manifestazione è realizzata con la collaborazione di: Regione del Veneto, Municipalità di Venezia Murano e Burano, Teatro La Fenice, Fondazione Musicale Omizzolo Peruzzi di Padova e dei soci sostenitori Sonia Guetta Finzi e Giovanni Alliata di Montereale.

Presso le Sale Apollinee del Teatro La Fenice, Campo San Fantin, 1965, 30124 Venezia.

Biglietti € 15; ridotti € 10 (over 65, studenti, residenti a Venezia); Amici del Conservatorio € 5; soci Archivio Fano 2016 ingresso libero.

 

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Il profumo, una storia veneziana

Museo del Profumo a VeneziaA Venezia per la prima volta in Europa i maleodoranti secoli bui improvvisamente profumano di buono, grazie ad una esotica bellezza che viene dall’Oriente.

E’ la bizantina Teodora Ducas che nell’XI secolo sposa il doge Domenico Selvo.

Bella, elegante, raffinata come la sua omonima imperatrice, crea subito grande sensazione: usa la forchetta e si profuma!

 
Il trend iniziato dalla bella dogaressa è destinato ad avere grande seguito. Gli infaticabili mercanti della Serenissima importano profumi dalla Persia, dalla Grecia, dall’Egitto, dalle corti più raffinate d’Arabia e di Costantinopoli.

Alla fine del Duecento torna a casa Marco Polo portando con sé le ghiandole del Moschus, un piccolo mammifero da cui si ricava il profumatissimo muschio, nonché la descrizione su come estrarlo ed usarlo.
Per Venezia è l’inizio di un grande amore e di un fiorentissimo mercato.”

Il profumo, una storia veneziana” di Pieralvise Zorzi e Stefano Soffiato.

A Palazzo Mocenigo (San Stae), Museo del Costume e del Profumo.

 

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