Visita guidata privata al Teatro La Fenice di Venezia

Visita guidata privata al Teatro La Fenice di Venezia

L’altra Venezia” è lieta di proporre una visita guidata privata al Teatro La Fenice di Venezia.

Nel 1787 la Societas, formata da esponenti della nobiltà e dell’alta borghesia veneziana, che fino a quel momento avevano gestito il teatro San Beneto, decisero di fondare un nuovo teatro, che avrebbe dovuto essere il più importante della città.

Come architetto venne scelto Giovanni Antonio Selva.

Ci vorranno più di due anni per realizzare il Teatro La Fenice.

Il teatro fu inaugurato il giorno dell’Ascensione nel 1792 con i “Giuochi d’Agrigente” di Paisiello.

La Fenice si impose subito come l’equivalente della Scala a Milano e del San Carlo a Napoli.

Nel 1859, come segno di ribellione verso la dominazione austriaca, La Fenice chiude le porte. E’ proprio in questa atmosfera esplosiva che Luchino Visconti ambienterà il suo film “Senso” del 1954. La Fenice quindi come simbolo dell’aspirazione alla libertà del popolo veneziano.

Queste ed altre storie interessanti vi saranno raccontate durante la visita dello spettacolare teatro storico veneziano, che bruciò e risorse dalle sue ceneri più volte, proprio come una fenice.

Non si tratta di una visita di gruppo (che è possibile prenotare direttamente sul sito del Teatro), ma al contrario avrete una guida professionale privata che vi condurrà personalmente attraverso la storia affascinante delle sue sale.

La visita dura circa un’ora e può essere svolta in italiano, inglese e francese.

Per info e prenotazioni: info@laltravenezia.it

Visita guidata privata al Teatro La Fenice di Venezia

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La Venezia che non ti raccontano

La Venezia che non ti raccontanoSono stato alla presentazione del (primo) libro cartaceo pubblicato dalla rivista online “Ytali“, titolato “Profili Veneziani. La Venezia che non ti raccontano“, e ne sono uscito entusiasta.

Con un approccio assolutamente controcorrente, nessuno ha parlato di “problemi da risolvere”, ma di persone che fanno concretamente qualcosa per Venezia, che in qualche modo (in qualsiasi modo) la rendono una città ancora viva e vivace.

Dal “contadino – non contadino” (un po’ sociologo, un po’ giardiniere) che educa alla conoscenza e al rispetto dei luoghi, al musicista di fama che fa volontariato in un centro per anziani, dalla giornalista che a differenza di tutti gli altri porta alla luce quanto c’è di positivo (alla ricerca di un’anima della città) invece di parlare dei soliti problemi del “turismo cafone”, al maestro d’ascia che decide di vivere di un mestiere apparentemente in via d’estinzione, fino al veneziano che (per via di una partita di basket in territorio americano) trascorre 30 anni della sua vita negli USA (in qualità di docente), e che negli anni ha accompagnato i suoi studenti a Venezia per progetti di ricerca realmente utili per la città, decide infine di tornare definitivamente a Venezia per (udite udite) CREARE POSTI DI LAVORO NON LEGATI AL TURISMO!

Insomma Venezia c’è ancora, a dispetto dell’immagine di degrado e di abbandono che tutti mass media trasmettono al mondo.

Per maggiori info sul libro: ytali.com/2018/06/06/profili-veneziani-la-nuova-frontiera/

 

 

 

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Aperitivo in terrazza a Venezia

Aperitivo in terrazza a Venezia

Una nuova proposta targata “L’altra Venezia”: aperitivo in terrazza sui tetti di Venezia.

A due passi da San Marco ma lontani dalla folla rumorosa, potrete degustare un aperitivo veneziano su una delle terrazze più belle della città.

Terrazza veneziana

Non si tratta della solita altana, ma di una vera e propria terrazza che si distingue altresì per uno stile raro a Venezia: il Liberty.

Aperitivo in terrazza a Venezia

Abbracciati da una cornice di fiori e piante aromatiche (risultato di una ricerca accurata e amorevole di una vera professionista), la vostra vista spazierà sui tetti di Venezia, dal campanile di Santo Stefano alle cupole di San Marco.

Terrazza sui tetti di Venezia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una vera oasi di pace, dove sorseggiare in tutta tranquillità un Prosecco di qualità, magari accompagnato da qualche cicchetto tipico veneziano.

Per info e prenotazioni: info@laltravenezia.it

Aperitivo in terrazza veneziana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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D’Annunzio e l’arte del Profumo a Palazzo Mocenigo

D'Annunzio e l'arte del Profumo a Palazzo MocenigoGabriele d’Annunzio, una delle figure più emblematiche del Novecento
italiano, oltre ad essere stato un grande poeta, fu un noto
intellettuale, un istrione, uno stratega. Per lui il profumo era tutto,
e tutto era nel profumo: tra visibile e invisibile, sacro e profano,
gesto e genio.

Per approfondire la figura del Vate, Odorarius Magister, Palazzo
Mocenigo ospiterà la conferenza D’Annunzio e il Profumo, un
appuntamento tenuto dai curatori e promotori della mostra D’Annunzio e
l’Arte del Profumo. Odorarius Mirabilis al Vittoriale degli Italiani.
Interverranno Paola Goretti, curatrice della Mostra, lo scenografo di
fama mondiale Pier Luigi Pizzi e il promotore della mostra Marco Vidal,
Direttore Commerciale Mavive e Amministratore Delegato di The Merchant
of Venice.

La conferenza si terrà venerdì 20 aprile alle 18.00 a Palazzo
Mocenigo, sede del Museo e Centro Studi di Storia del Tessuto e del
Costume con i percorsi dedicati al Profumo.

Per partecipare è necessario prenotare la propria presenza scrivendo a
info@themerchantofvenice.it

L’appuntamento è promosso da Mavive SpA in collaborazione con la
Fondazione Musei Civici di Venezia

Biblioteca del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume di
Palazzo Mocenigo

San Stae, Sestiere Santa Croce 1992
30135 Venezia

Phone +39 041 721798 [1]
Fax +39 041 5241614 [2]

biblioteca.mocenigo@fmcvenezia.it

 

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Progetto per il restauro di una barca tradizionale veneziana

Restauro barca tradizionale venezianaL’associazione Culturale Sportiva “L’altra Venezia” si è presa l’impegno di salvare e restaurare una vecchia barca tradizionale da destinare alla scuola per imparare a vogare alla veneta.

Si tratta di una sanpierota, in stato di semi-abbandono, in versione “piccola” (circa 6 metri di lunghezza), adatta sia all’uso con vela che a remi.

Per far fronte alle spese necessarie abbiamo avviato una raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni Dal Basso: http://sostieni.link/17996

Per informazioni: info@laltravenezia.it

Sanpierota da restaurare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sosteniamo La Vida!

Sosteniamo La Vida“Supportiamo il Teatro Anatomico – La Vida e le istanze degli abitanti di Venezia che si stanno mobilitando contro la vendita e la privatizzazione degli spazi pubblici in città”

Negli ultimi tempi in Italia si sta sviluppando un’articolata e attenta riflessione sui beni pubblici, il loro valore e la funzione che hanno per la città. Le alienazioni a privati – in alcuni casi motivate da esigenze di bilancio, in altri da piani di razionalizzazione del patrimonio –  sono ormai divenuti prassi quotidiana e stanno trasformando inesorabilmente molti luoghi delle città che diventano improvvisamente estranei ai propri abitanti che perdono in questo modo spazi di aggregazione e di funzioni sociali. In risposta a questo processo, sempre più spesso gli abitanti si attivano per fare in modo che tali beni non perdano il loro carattere pubblico e disponibile per la collettività, con azioni di presidio, forme di autogestione e riapertura degli spazi che spesso acquisiscono una dimensione non episodica e di nicchia ma anzi diventano luoghi e modelli di aggregazione e produzione culturale, economica, politica e sociale di riferimento per un quartiere o per l’intera città.

A Venezia da alcuni mesi diverse realtà stanno lavorando assieme per promuovere un uso collettivo dei beni comuni in un’ottica di collaborazione propositiva con le istituzioni pubbliche.

In campo San Giacomo da l’Orio, il Teatro Anatomico (La Vida) rappresenta un esempio di mobilitazione contro la sottrazione di spazio pubblico agli abitanti e di resistenza alla erosione del tessuto sociale. La Regione ha venduto il Teatro Anatomico (La Vida) a un privato che vorrebbe realizzare l’ennesimo ristorante ma la comunità invece lo ha riaperto con funzione aggregativa e sociale.
In quest’area, in cui sono attive molte associazioni, laboratori artigiani, gruppi di famiglie e la stessa Università IUAV, il tessuto sociale è cresciuto e si è mantenuto, rispetto agli stravolgimenti urbanistico-sociali subiti dalla città negli ultimi anni a causa di politiche e flussi turistici dirompenti.
Questa vitalità e presenza di soggetti attivi è un elemento determinante che ha portato il 28 settembre 2017 alla riapertura dello spazio.

La Storia
L’Antico Teatro di Anatomia (ex Vida) in campo San Giacomo da l’Orio nasce nel XVII secolo come luogo di studio dell’anatomia umana, come università di medicina nota a livello internazionale e come sede delle comunità medico-scientifiche veneziane. Dopo molte vicende nel 1980 gli ampi spazi al pianterreno – destinati anticamente alla sezione dei corpi umani – sono diventati di proprietà della Regione Veneto, che li ha sempre sottoutilizzati, collocandovi negli ultimi anni gli uffici dell’OCRAD, l’Organismo culturale-ricreativo dei dipendenti regionali. Tre associazioni culturali Omnia, About e il Caicio due anni fa hanno proposto per questo luogo monumentale, protetto sin dal 1920 da un vincolo della Soprintendenza, un progetto di valorizzazione in linea con la sua attuale destinazione d’uso di tipo archivistico-museale-culturale come indicata dal vigente piano regolatore della Città di Venezia. In particolare tale progetto proponeva la creazione di un Centro di documentazione della storia e delle tradizioni popolari veneziane e venete, la costruzione di una rete di promozione degli 80 musei etnografici del Veneto, la ricostruzione virtuale dell’Antico Teatro Anatomico, ma anche eventi e manifestazioni in grado di promuovere il territorio veneto in collaborazione con la Regione stessa. Tale proposta, sostenuta da una corposa petizione popolare, è stata prima recepita e poi improvvisamente accantonata dalla Regione, per lasciare spazio invece alle procedure di vendita a trattativa diretta privata dello storico immobile per la sua trasformazione nell’ennesima attività commerciale a destinazione turistica di cui la città e in particolare l’area di San Giacomo sono pieni sino al collasso. Così la scorsa estate la Regione ha proceduto alla vendita dell’immobile a un imprenditore che ha pubblicamente dichiarato di volerne fare l’ennesimo ristorante! A settembre 2017 la comunità cittadina di San Giacomo, assolutamente contraria alla alienazione del bene da parte della Regione e alla sua trasformazione da luogo pubblico in attività commerciale a scopi turistici, decide di riaprire gli spazi dell’ex Teatro Anatomico trasformandolo in una fucina di idee e attività autogestite volte a contrapporsi alla vendita di questo bene di fondamentale importanza storico-culturale ma anche più in generale alla ormai continua alienazione di pezzi della città da parte delle istituzioni. Nonostante il silenzio assordante delle autorità pubbliche La Vida sta procedendo grazie alla collaborazione di tantissimi cittadini veneziani di tutte le età e professioni accorsi spontaneamente in difesa dello storico immobile e della sua proprietà pubblica, alla definizione collettiva dei principi e delle regole di gestione dello spazio di cui la comunità vuole farsi carico.

6 marzo 2018
Lo sgombero della Vida – con un ingente dispiegamento di forze dell’ordine – non sta fermando le attività e le iniziative della comunità che si sono costituite in un presidio permanente contro la privatizzazione degli immobili pubblici che sta erodendo il tessuto sociale della città.
Prospettive
Sui temi proposti dalla Comunità cresciuta attorno al Teatro Anatomico / la Vida si sta creando a Venezia una forte mobilitazione sociale., unita nella richiesta di blocco dei cambi di destinazione d’uso che trasformano spazi pubblici in attività ricettive e/o commerciali, di blocco della (s)vendita del patrimonio pubblico e nella richiesta di uso collettivo/civico degli spazi da parte della comunità.

Il 14 e il 15 aprile Venezia ospita il convegno nazionale: “L’altro uso. Usi civici e patrimonio pubblico. Dal contrasto alla vendita alla gestione collettiva comunitaria”, organizzato da Poveglia per tutti / Teatro Anatomico – La Vida e che vedrà protagoniste molte delle realtà che in Italia stanno percorrendo la strada dei beni comuni e degli usi collettivi degli spazi pubblici. Un’occasione di incontro, di riflessione e di azione.

Per questo, assieme alla comunità che si è costituita attorno alla Vida, chiediamo che il Teatro Anatomico resti pubblico.

La sottoscrizione va inviata alla seguente e-mail
fiano.maria@gmail.com

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Scuola per librai a Venezia

Scuola per librai a Venezia

 

 

SCUOLA PER LIBRAI UMBERTO E ELISABETTA MAURI

XXXV Seminario di Perfezionamento

Venezia, Fondazione Giorgio Cini, 23 – 26 gennaio 2018

Tradizione e innovazione in libreria

Dal 23 al 26 gennaio 2018 si terrà a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore, il Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, consueto e atteso appuntamento organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri in collaborazione con Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il Libro e la Lettura.

 

Nella Giornata Conclusiva, il 26 gennaio, interverranno sui rapporti tra gestione della cosa pubblica e mondo della cultura il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, e il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.

 

Il Seminario è un importante appuntamento in cui l’editoria italiana e internazionale si confrontano sul presente e sul futuro del libro. I lavori del Seminario prevedono l’intervento, a fianco dei manager delle principali catene librarie europee e dei vertici dell’editoria italiana, di figure professionali e di personalità di altri settori per ampliare con i loro contributi l’orizzonte del dibattito.

 

L’intento è quello di ridefinire e formare attraverso strumenti di analisi e conoscitivi sempre aggiornati la figura professionale del libraio che, senza perdere la sua identità di fondo, venga messo in condizione di riconoscere e anticipare i nuovi ritmi della produzione e della circolazione del libro.

Essere librai significa anche e soprattutto avere la capacità di trasmettere la curiosità e la sensibilità per un mondo fatto di storie che rimandano ad altre storie senza soluzione di continuità. Per essere librai non basta dunque essere delle persone colte o degli abili commercianti o dei manager accorti. Bisogna essere un concentrato di tutte queste qualità e la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri ha l’ambizione di fornire a chi ha scelto questo mestiere gli strumenti tecnici, organizzativi e conoscitivi per muoversi con consapevolezza in un settore che oggi forse più di altri è in continua trasformazione.

 

La Scuola, primo esempio in Italia, dal 1984 promuove un confronto fecondo all’interno dell’universo librario che non rimane circoscritto all’organizzazione e alla gestione del punto vendita, ma analizza tutti gli aspetti che riguardano l’attività della libreria: distribuzione, commercializzazione e promozione. Un laboratorio di sperimentazione e discussione che ha come centro il libro, il suo percorso, la sua trasformazione.

 

Nella giornata inaugurale di martedì 23 gennaio, dopo i saluti di benvenuto e la presentazione del programma del Seminario, sono previsti gli interventi di Luca Bianchini Un libraio per amico, di Pier Luigi Celli Il cervello come risorsa organizzativa e di Alessandro Piperno Come riconoscere un buon incipit.

 

Il giorno seguente, mercoledì 24 gennaio, il Seminario entra nel vivo con diversi interventi dedicati al tema “La gestione, l’assortimento e il servizio in libreria”. Sono previsti i contributi di Gian Luca Marzocchi (Università di Bologna) Di racchette e talenti: breve storia di un lungo equivoco, di Angelo Paletta (Università Bologna) Valore economico aggiunto della libreria e di Riccardo Silvi (Università Bologna) Governare le leve del valore economico aggiunto.

Nel pomeriggio Antonella Salvatore (John Cabot University) parlerà di Assortimento: un valore da trasferire al cliente; seguiranno gli interventi di due protagonisti dell’editoria internazionale: James Daunt riporterà l’esperienza della principale catena di librerie del Regno Unito: Waterstones e il mercato che cambia, mentre Matthieu de Montchalin parlerà di Tradizione e innovazione della libreria l’Armitière di Rouen. È previsto inoltre l’intervento dello psicoanalista Stefano Bolognini Aree di contatto sensibili nel servizio al cliente. Chiude la giornata la scrittrice Ilaria Tuti con La scoperta di un mondo.

 

Giovedì 25 gennaio il Seminario proseguirà sul tema “Creatività e innovazione in libreria” con gli interventi di Vincenzo Russi (e-Novia) Sguardo sul mondo che cambia e Roberto Liscia (netcomm) E-commerce: un difficile equilibrio tra disruption e continuitàLuca Conti (www.pandemia.info) affronterà il tema del Social Media Marketing per librai, mentre Alessandro Magno (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) parlerà dell’Impatto del digitale sul mondo del libro; Luca Domeniconi (IBS.it) e Romano Montroni (Centro per il Libro e la Lettura) interverranno su Il libraio: un mestiere o uno stile di vita?

Nel pomeriggio Alberto Rivolta (Feltrinelli) parlerà di Nuovi scenari nel retail librario e Stefano Mauri (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) di Come cambia il mercato. Martina Tittel della Nicolaische Buchhandlung, la più antica libreria di Berlino, parlerà di Come si compete oggi – dall’esperienza di una libreria grande a una libreria di quartiere. Infine, Stefano Micelli (Università Ca’ Foscari) interverrà su Fare e innovare e Francesco Caio sull’ Innovazione nel retail.

 

Venerdì 26 gennaio il tradizionale appuntamento della giornata conclusiva avrà come titolo “Dove nascono le storie?”.

 

Apriranno i lavori Angelo Tantazzi (Prometeia) con un intervento su Proiezioni per il 2018: dove va la spesa delle famiglie italiane? e Ricardo Franco Levi (Associazione Italiana Editori) con alcune riflessioni su Il mercato del libro in Italia.

A seguire lo scrittore Giacomo Mazzariol: Dove nascono le storie. Le storie dei ragazzi.

 

Seguirà la tavola rotonda Dove nascono le storie. Editori tra artigianato e imprenditoria moderata da Stefano Mauri e Giovanna Zucconi, alla quale parteciperanno Luca De Michelis (Marsilio Editore), Eugenia Dubini (NN Editore), Antonio Sellerio (Sellerio Editore), Enrico Selva Coddè (Mondadori Libri) e Luigi Spagnol (Gruppo editoriale Mauri Spagnol).

 

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini parlerà di Un valore condiviso: libri e lettura.

 

Nel pomeriggio avrà luogo la consegna del Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri, giunto alla sua dodicesima edizione, cui seguirà l’intervento del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, su Investire in conoscenza.

Chiude il Seminario il Presidente della Scuola Achille Mauri.

Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri – Scuola per Librai

Corso Sempione 4, 20154 Milano – Tel: +39 02.794.867

www.scuolalibraiuem.it / facebook: Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri

twitter: @ScuolaLibraiUEM – #UEM35

Ufficio Stampa STILEMA – tel. 0115624259

Roberta Canevari – canevari@stilema-to.it, tel. 3356585866

Elena Scroffa – comunicazione@stilema-to.it, tel. 3297942077

 

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