La questione Guida Turistica in Italia

Questione Guida Turistica Nazionale in ItaliaPubblichiamo un interessante intervento su un forum tematico concernente la dibattuta questione delle Guide Turistiche in Italia.

Credo che quanto dirò potrà “disturbare” più di qualcuno, ma spero che in fondo sia solo l’occasione per stimolare un vero dibattito sulle professioni turistiche ed il loro futuro, in base alle ultime novità introdotte con la legge 97 del 6 agosto 2013.
Dunque, partiamo dall’inizio, appunto dalla legge…
in base a tale legge, essendo in presenza di materia “concorrente” sancita nell’articolo 117 Costituzione comma 3, lo Stato dispone le norme di riferimento, nel caso delle professioni turistiche con gli articoli 29 e 30 del D.lgs. 9 novembre 2007, n. 206 e relativi allegati che contemplano le figure di: direttore tecnico di agenzia di viaggi (per l’articolo 29) e di “guida accompagnatrice turistica ed interprete turistico” (per l’articolo 30), con le regioni che provvedono agli adempimenti amministrativi, ossia ai concorsi per l’abilitazione che, ai sensi dell’articolo 3 della legge 6 agosto 2013, n. 97, hanno validità in tutto il territorio nazionale e, per analogia al comma 2 della stessa legge, in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Ecco, infatti, il testo della legge 6 agosto 2013, n. 97 che concerne le disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013. Capo I Disposizioni in materia di libera circolazione delle persone e dei servizi e in materia di diritto di stabilimento, articolo 3 Disposizioni relative alla libera prestazione e all’esercizio stabile dell’attività di guida turistica da parte di cittadini dell’Unione europea. Caso EU Pilot 4277/12/MARK
1. L’abilitazione alla professione di guida turistica è valida su tutto il territorio nazionale. Ai fini dell’esercizio stabile in Italia dell’attività di guida turistica, il riconoscimento ai sensi del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, della qualifica professionale conseguita da un cittadino dell’Unione europea in un altro Stato membro ha efficacia su tutto il territorio nazionale.
2. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, i cittadini dell’Unione europea abilitati allo svolgimento dell’attività di guida turistica nell’ambito dell’ordinamento giuridico di un altro Stato membro operano in regime di libera prestazione dei servizi senza necessita’ di alcuna autorizzazione ne’ abilitazione, sia essa generale o specifica.
3. Con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita la Conferenza unificata, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione.

Il risultato evidente di questa nuova legge è che la GT, una volta che abbia ottenuto l’abilitazione (la cosa è valida sia per chi l’aveva già conseguita sia per chi la stia conseguendo) può esercitare su tutto il territorio nazionale. Non conta il luogo in cui tale qualifica sia stata conseguita né per quale ambito: una GT che ha ottenuto l’abilitazione a Crotone può guidare dei gruppi anche a Genova, una GT di Cuneo può guidare un gruppo in Sicilia.

La ragione che ha portato il governo italiano a questa legge è dovuta al procedimento di infrazione per il quale l’Italia, che non aveva ottemperato al principio di libera circolazione delle professioni in Europa, ha dovuto necessariamente adeguarsi alle leggi dell’UE, in quanto le limitazioni imposte alle GT straniere sul suolo italiano contrastavano con le norme UE e ne impedivano la libera circolazione. La Corte di Giustizia della Comunità Europea è intervenuta a più riprese sulla questione relativa alla restrizione della libertà di prestazioni di servizi: questi orientamenti sono stati accolti dalla Cassazione, che ha sancito possono operare in Italia le guide provenienti da un altro paese membro della Ue che accompagnano un gruppo, nel corso di un viaggio organizzato con durata limitata nel tempo ed a circuito chiuso, anche in assenza della prescritta autorizzazione dell’ente locale competente per territorio. Lo Stato italiano si è così adeguato ai principi sanciti dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea. Cito sempre dai puntuali interventi di Saverio.

Il Decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 1995 (Min. interno, circolari 24 ottobre 1996, n. 559/C.19551-10900(27)20), oltre ad attuare quanto sopra detto, ha previsto la presenza di guide specializzate per l’assistenza alla visita dei siti italiani di particolare interesse. Ma l’elenco dei siti italiani, individuati dalle Sovrintendenze d’intesa con le regioni, consistente in circa 2.500 siti Unesco è stato ritenuto come una sproporzionata restrizione alla libera circolazione delle professioni, dalla Commissione europea.
La stessa Commissione europea, con “Parere motivato del 13 dicembre 2004 (Procedura di infrazione nei confronti della Repubblica italiana ex articolo 226 del Trattato istitutivo della Comunità europea, ha sottolineato che dette restrizioni impediscono:
a) alle imprese di turismo di fornire la prestazione professionale con il proprio personale;
b) alle guide turistiche indipendenti di offrire i propri servizi a tour operator nel corso di viaggi organizzati;
c) ai turisti partecipanti a viaggi organizzati di scegliere la guida anche in base alla familiarità con la loro lingua, ai loro interessi ed alle loro specifiche aspettative.
Pertanto, secondo il predetto parere, una guida, proveniente da altro Stato membro, può esercitare la sua attività professionale, in luoghi diversi da musei o monumenti storici senza l’autorizzazione del paese ospitante.

L’Italia accoglie insomma con molto ritardo ciò che l’Ue ha chiesto fin dal 2004 e ciò avviene anche a seguito di ulteriore infrazione, la 2011/2053.
Una volta che, per legge, le GT straniere possono esercitare in ogni dove in Italia, è chiaro che, per il principio di reciprocità, anche le GT italiane possono esercitare in ogni parte d’Europa e, di converso, anche in Italia, per non danneggiare i professionisti italiani, che non potrebbero a questo punto rimanere legati solo al loro territorio in cui hanno conseguito l’abilitazione, pena una nuova disparità di trattamento, questa volta discriminatoria per noi italiani.

La nuova legge ha sollevato un vespaio di reazioni e di opinioni contrastanti legato ad una serie di considerazioni che, sempre a mio modesto avviso, contengono osservazioni plausibili ed altre pretestuose, senza tener conto di alcuni argomenti di fondo di cui tratterò alla fine.
Premesso che anche in altri Paesi dell’UE esiste, e da tempo, l’abilitazione “nazionale”, e non parlo solo di paesi piccoli dal punto di vista dell’estensione territoriale e/o del “peso” del loro patrimonio storico-artistico-archeologico, è chiaro che l’Italia ha una sua “specificità” che la rende, sulla carta, diversa da altri Paesi. Tale specificità, però, non può essere d’ostacolo all’applicazione di una legge sovranazionale che dispone la libera circolazione dei servizi e delle prestazioni, anche per evitare un precedente che avrebbe effetti devastanti oltre che essere in opposizione con lo spirito dell’UE. Sono consapevole, e lo siamo tutti, che fare la GT a Milano e contemporaneamente a Palermo, è francamente impossibile. Certo qualcuno potrà pure farlo e non gli può essere impedito.

Ciò che si teme, in particolare, è l’invasione di GT straniere, oltre che italiane, nelle città turistiche più appetibili. Il rischio è da un lato quello di avere in giro “professionisti” non sufficientemente preparati, tenuto presente comunque che non si può fare di tutta l’erba un fascio, mentre dall’altro, diciamolo chiaramente, il pericolo per molti è quello della restrizione del volume di lavoro e quindi del guadagno, legittimo anche questo per tanti versi perché nessuno vorrebbe rimanere a spasso, specie in un periodo di crisi generalizzata.

E’ in atto, comunque, un tentativo di individuare dei siti specializzati, nei quali occorrerebbe la vecchia qualifica locale. A mio parere, anche questa decisione sarà, nuovamente, sanzionata dall’UE e poi limitata poiché ancora circoscrive la libera circolazione di servizi e prestazioni e contraddice la stessa legge 97/2013.

Tutti i rischi su paventati hanno comunque un altro risvolto: analizzando la questione dal punto di vista del marketing e nello specifico di quello dei servizi e ancora più specificatamente del marketing del turismo, ritengo fondamentali due aspetti:
a) la dignità e la professionalità, se un soggetto non è adeguatamente preparato, non può e non deve prestare servizi per i quali non è preparato;
b) sarà sempre il mercato a decidere: le guide e gli accompagnatori preparati hanno sempre lavorato, molto di più degli altri, anzi maggiore è la concorrenza, maggiore è la ricerca di alta professionalità. Pertanto, chi ha maggiori paure sono coloro che sono meno preparati o che non miglioreranno, adegueranno ed amplieranno la loro preparazione.

Ed ora, qui, entro nella parte più polemica del mio intervento, quella che sicuramente alzerà un polverone per alcuni aspetti ma che spero sia fonte di VERO, APERTO e COSTRUTTIVO confronto.
Prendo spunto anche dagli odg che alcune forze politiche hanno presentato all’attenzione del governo e finalizzate alla tutela della professionalità e alla revisione del settore delle professioni turistiche. Ecco, spero che sia chiaro che proprio questi due argomenti sono essenziali e fondamentali per il futuro della professione, che nessuno possa pensare alla possibilità di ritardare o annullare un processo ineludibile (altrimenti la legge 97 del 2013 non sarebbe mai uscita…) che è quello della libera circolazione delle professioni. Ciò che intelligentemente si può fare è pensare ad una concreta ristrutturazione del settore, cosa che andava fatti da anni per evitare alcune sperequazioni e anche alcune situazioni come quella che qualcuno lamenta oggi.
Sarò franco, anche provocatorio e forse brutale.
Parto da un primo elemento. Quella delle GT è una lobby come tante ce ne sono in Italia, purtroppo. Una lobby che per anni ha fatto poco o nulla per migliorare la qualità della professione ed intervenire su un ripensamento del settore, salvo oggi “esplodere” sulla questione della legge 97/2013 e chiedere a governo, partiti, sindacati ed associazioni di categoria di prendere posizione e di intervenire su una legge vista per alcuni come ingiusta. Era da anni che si parlava di guida nazionale e per tutto questo tempo non si è fatto niente per studiare un effettivo cambiamento del settore, per tutelare la cosa più importante: la professionalità e l’accoglienza, poiché molti si sono chiusi a riccio nel loro territorio per difendere più i propri interessi che altro… Ora, è un assurdo richiedere la cancellazione di una legge che è, come detto ineludibile nel suo assunto sostanziale, perché altrimenti non sarebbe stata mai fatta…
Idem, l’indicazione di siti specializzati che richiedono apposita abilitazione, vista da alcuni come la possibilità di limitare la circolazione dei servizi e delle professioni, è un tentativo per me vano, polvere negli occhi, che sarà cancellato tra poco, e ho spiegato sopra il perché, oltre a dividere i monumenti in serie A e in serie B, distinzione aberrante che un vero professionista non può accettare a meno che non intenda questo provvedimento soltanto come la barriera messa lì nel tentativo di bloccare quella circolazione già citata.
Seconda cosa. Diciamocelo senza mezzi termini: la nuova legge va a colpire gli interessi delle GT delle grandi città e dei grandi siti… Sono loro che vedranno aumentare la concorrenza, all’inizio, in maniera esponenziale, salvo poi tornare a quanto ho scritto più sopra: sarà il mercato a fare la differenza e la scrematura. Dico questo perché è chiaro che la GT tedesca o polacca, piuttosto che quella di Belluno, hanno la possibilità oggi di poter lavorare su Venezia; quando la GT veneziana non ha voglia ed interesse ad andare a lavorare, che so, a Rovigo o a Portogruaro. La guida rovigina non ha nulla da temere in questo senso…

Quello che dovevano fare associazioni di categoria ed altri, da anni e non da oggi, era una revisione completa del settore delle professioni turistiche PRIMA che accadesse tutto ciò… Ma io ho notato solo muti, ciechi e sordi a queste parole e mi sono sempre detto che è inutile che si parli di un’Italia che ha il 50, il 60, il 75, il 200% del patrimonio storico mondiale, se poi neppure noi GT facciamo qualcosa per i nostri beni culturali… Questo chiaramente non vale per tutti e non vale sempre, ma vi faccio presenti alcune situazioni che da tempo immemore danno vita a sperequazioni che rovinano il settore e che ci hanno precipitato in una situazione come quella di oggi, nella quale la legge 97/2013 è solo un aspetto e nemmeno tanto decisivo.

Quello che presento è un elenco mio, parziale, di poche cose, le più evidenti che mi vengono in mente e che non vanno, a mio modo di vedere, e che doveva e dovrebbe essere oggetto di autentico dibattito per migliorare la qualità della professione.
Ad esempio, si doveva rivedere da anni il processo di abilitazione per le GT. I concorsi si tengono in maniera troppo differente da realtà a realtà. Ogni provincia o regione fa a modo suo. Alcune realtà pretendono la laurea, altre il diploma. Ma non è solo questione di titoli: non c’è uniformità nello svolgimento dei concorsi stessi. A parte le modalità con le quali si tengono, per esercitare in tutto il Lazio una persona dovrebbe prendere 5 abilitazioni, in Campania la qualifica è regionale e questo genera una disuguaglianza a livello lavorativo, in Puglia il settore non è stato mai regolamentato (i primi concorsi dovrebbero tenersi tra poco). Non c’è disparità tra una GT campana che può spingersi ovunque nella sua regione e una guida di Rieti che è costretta nel suo territorio?!? Mentre in Puglia regna sovrana l’anarchia e chiunque può dirsi GT di quella regione, basta che si presenti lì e comunichi la sua “intenzione” di esercitare come guida, in assenza di qualsiasi titolo e senza qualifica?!?
Aggiungo che anche per gli AT andrebbe rivisto il procedimento. In Toscana, l’abilitazione si riceve praticamente senza nessun tipo di esame e di concorso, contrariamente a quanto avviene in altre parti d’Italia dove è necessario superare dei concorsi o frequentare dei corsi abilitanti. Non voglio qui dire che gli AT toscani non siano in grado di svolgere il loro lavoro, ma come mai nessuno ha mai sollevato, con parole decise e qualche intervento, ciò che appare stridente agli occhi di tutti? Ossia che la disuguaglianza è marcatissima…

Vi sono poi sparse in tutta Italia, da Nord a Sud, associazioni e pseudo-associazioni, con accordi di collaborazioni scritti o semplicemente a parole, spesso costituite da “volontari” o persone comunque che non hanno la qualifica di GT, le quali“gestiscono” siti pubblici e fanno il bello e cattivo tempo ed ostacolano, talvolta, gli ingressi alle guide autorizzate. E’ un’altra “piaga” mai affrontata, che mai si è voluto affrontare e che lede l’immagine di professionalità e di accoglienza che oggi tanto si intende difendere di fronte al pericolo della GT nazionale o straniera, che comunque resta un abilitato ed ha una capacità espressiva, culturale derivante da studi ed esperienza di certo (o spesso, quantomeno) superiore a quella di una presunta “guida” dell’associazione X che gestisce, per grazia ricevuta, quel sito Y e conosce solo quel sito. Faccio inoltre presenti due aspetti su quest’altro punto:
1) anche se “volontari” o soci, si chiedono spesso soldi per il servizio prestato, soldi che talvolta non vengono rendicontati o denunciati;
2) tali associazioni spesso “impongono” la visita con le loro “guide”, pena la mancata visita del sito che “gestiscono”. Su queste cose, le GT autorizzate raggiungono qualche volta un accordo di quieto vivere, ma resta comunque un altro problema evidente.

C’è la piaga dell’abusivismo, mai eliminato. C’è un abusivismo di chi si improvvisa davvero in tutti i sensi, e lo conosciamo più o meno tutti, ma anche un abusivismo indotto dalla mancata revisione del settore delle professioni turistiche. E ritorno a quanto ho detto su. Quando, come è successo ad ottobre 2012, a Roma viene bocciato allo scritto il 91% dei candidati al concorso da GT, la cosa lascia pensare… questo, per molti versi, è un invito all’abusivismo, dettato da quella lobby di cui sopra e che, nella bocca di una vecchia GT romana, suonò più o meno così: “Abbiamo ottenuto quel che avevamo chiesto e per la qual cosa avevamo fatto pressioni: il minor numero possibile di abilitati”. Questo non vuol dire difendere la professionalità della categoria, vuol dire difendere solo il proprio orticello e lo status quo, senza mai mutare niente.

Mi fermo qui per quanto riguarda le problematiche, ce ne sono di certo anche altre e spero che qualcuno intervenga per aggiungere altri aspetti che, per insufficienza mia e per non appesantire ancora di più il discorso, non ho messo.
Dico, in conclusione, che è tempo, più che suonato, di una modifica del settore delle professioni turistiche. Considerato che siamo di fronte ad un cambiamento che può stravolgere il mercato, ciò che si può fare è studiare come indirizzare la preparazione per svolgere al meglio la professione. Si potrebbe pensare ad una sorta di corsi di perfezionamento e di aggiornamento affinché realtà grandi e delicate vengano illustrate con dovizia; si può chiedere a tutte le GT quali territori intendano coprire maggiormente (da 1 fino al massimo, visto che non è possibile limitare l’operato di nessuno) e prepararli al meglio sulle aree indicate. Ad esempio, una GT toscana di Prato potrebbe volere lavorare anche su Firenze, Pisa e Lucca e non avrebbe mai voglia di andare fino a Macerata perché troppo lontana e con costi che sarebbero impossibili da sostenere per i gruppi… Pure se ci potrebbe essere chi intende lavorare su tutte le regioni italiane… Si potrebbe pensare ad uno specifico, futuro corso universitario abilitante per le GT.

Sono strade quelle che indico, non per forza giuste, ma è, secondo me, un modo onesto e chiaro di analizzare i problemi del settore e provare a ragionarci sopra senza preclusioni e pregiudizi, senza voler difendere l’interesse singolo, ma quello della professionalità che oggi tanto reclamiamo.

Io ci metto il nome, la faccia, non dico il coraggio, perché quello serve per altro. Mi auguro che ne nasca un confronto che, come ho detto prima, sia chiaro, aperto e costruttivo.
(Pietro Antonucci)

Annunci

Informazioni su veneziavive

Guida Turistica, Fotografo, Cuoco, Blogger. Walter's links
Questa voce è stata pubblicata in News e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

26 risposte a La questione Guida Turistica in Italia

  1. sara ha detto:

    Grazie, interessantissimo, finalmente un quadro chiaro della situazione in Italia. Prima di avviare un dialogo costruttivo…come fai a dire per certo che le guide turistiche italiane possano lavorare in Italaia? E’ la parte piu controversa di tutta la storia. E’ chiaro per le guide straniere, ma per le guide italiane è tutto molto confuso…Colpa delle solite lobby che mettono confusione? O c’è qualcosa sotto che ignoriamo?

  2. Claudio ha detto:

    condivisibile in quasi tutto. una piccola sollecitazione te la voglio lasciare. vivo in una zona considerata di serie B, per cui a che serve una guida? e poi, quotidianamente, sento mortificare la mia terra, da gente che non è stata in grado manco di aggiornarsi su wikipedia… per me, guida nazionale o europea è solo una questione di profitto e sfruttamento! che altro motivo? è inutile nascondersi dietro il dito! se io voglio davvero conoscere un posto, chi, meglio di chi lo vive può? alcuni TO questo lo sanno… altri, non se ne fregano niente se tu sai lavorare o no, se tu sei del posto o no… e ultima sollecitazione… la GT è una bellissima professione… perchè dobbiamo svendere la possibilità di dar lavoro alla nostra gente? saluti

  3. Piero Alacchi ha detto:

    Bisogna smetterla di erigere barriere pretestuose per godere di una miserabile rendita di posizione.
    C’è un enorme spazio per chi vuole vivere comunicando l’arte e la cultura italiana. Non si è abituati a pensare a soddisfare bisogni di potenziali visitatori, non si vogliono correre rischi di nessun tipo. Le cose da fare per me sono poche e semplici.
    a) titolo di studio per accedere alla professione (solo diploma di scuola media superiore)
    b) Iscrizione albo nazionale 500 euro annui
    c) Assicurazione RC massimale 100.000 euro
    d) Definizione area geografica, risorse, temi di competenza, pubblicazioni di riferimento (modificabili in qualsiasi momento)
    e) Indicazione lingue straniere parlate
    f) Pubblicazioni personali
    g) Sito web personale o Social Network
    h) piccola presentazione di una risorsa in video
    i) prezzo della prestazione libero

    L’albo nazionale permette di costruire una banca dati facilmente promovibile presso tutti i TO nazionali e soprattutto stranieri.
    La competizione si fa innalzando la qualità e includendo. Al contrario si fa solo resistenza per la rendita. Non c’è poi da meravigliarsi se i TO stranieri preferiscono le loro guide. Vogliamo riaffermare la tangente della guida muta italiana? Che comunicazione abbiamo fatto con questo tipo di resistenza? Sicuramente mafiosa, istituzionalmente mafiosa. Le associazioni guide sono corresponsabili di questa pratica delinquenziale.

  4. Bruno ha detto:

    Sicuramente tutto molto interessante ed argomentato ma come la mettiamo con le esigenze dei clienti? In tutto l’articolo i bisogni del cliente non emergono. E intanto mentre noi parliamo di tutela dei diritti delle GT in tutto il mondo si sviluppa il movimento dei Greeters!

  5. Andrea ha detto:

    Bello, interessante, completo.
    E soprattutto molto condivisibile, mi piace in particolare il passaggio ove debba essere il cliente ed il mercato che sceglie i professionisti di qualità.
    In troppi ambiti abbiamo protetto situazioni di rendita di posizione e ne siamo stati penalizzati come sistema Italia. Facciamo avanzare chi se lo merita!
    Per lavoro mi trovo spesso a parlare con Guide Turistiche e/o ambientali e/o alpine….e quando trovo quella appassionata, vera, a cui si illuminano gli occhi….ma non c’è licenza che tenga, in questo caso!

  6. Peppino ha detto:

    Sono GT in Puglia da quasi 30anni, allora ci contavamo con le dita delle mani, oggi, e meno male , forse più di 1000. Questo significa che la mia regione cresce turisticamente e sempre di più viene visitata per i suoi monumenti, la natura, il mare ecc. Mi è piaciuta la frase di Andrea ” ….appassionata,vera, a cui si illuminano gli occhi….”: Ora mi chiedo come può una guida di Lille o Vienna o Colonia illuminarsi nel descrivere la nostra terra, trasmettere quelle sensazioni che rendono irripetibile un viaggio, una vacanza, cosa sicuramente farà egregiamente nella sua terra. Credo si faccia parecchia confusione tra guida ed accompagnatore. L’accompagnatore certamente può esercitare su territorio nazionale, europeo, ed oltre, ma la guida è assurdo. Come faccio a conoscere ed a dare spiegazioni di disparati territorio per arte, cultura, economia, tradizioni ecc.. Con quale professionalità io, guida pugliese, posso esercitare a venezia, Roma, Napoli e cosi via. Per mia etica professionale ogni qual volta inizio un tour mi vado a rileggere e studiare quei luoghi che devo far conoscere,e possibilmente amare dai visitatori. Si forse riuscirei a parlare del colosseo, ma non mi brillerebbero gli occhi perchè sarei preso dall’ansia da esame. Credetemi, faccio la GT con passione,insegno nei corsi per nuove guide turistiche, eppure il solo territorio pugliese lo ritengo molto vasto ed alcune zone non mi sento in grado di esercitare la GT. Non mi sento un Pico della Mirandola non raggiungerei mai la professionalità e competenza che devono caratterizzare la GT se dovessi farla fuori della mia Regione. Su tante considerazioni sono d’accordo è chiaro bisogna regolamentare tutto, ma credo con serietà e veramente nell’iteresse dei turisti. E’ un dibattito lungo ma bisogna iniziare a farlo.

    • MLT ha detto:

      Non sarà il mercato che deciderà chi ha più diritto di lavorare ossia chi è più bravo o no ma il prezzo, sicuramente le agenzie e TO sceglieranno chi si offre per meno fino ad arrivare a svendere la propria professionalità.

      • veneziavive ha detto:

        a) questo forse poteva valere fino ad una decina d’anni fa, quando le guide lavoravano per lo più attraverso le agenzie, oggi ormai quasi tutte le guide hanno il loro proprio sito internet e si propongono direttamente, saltando quindi il passaggio delle agenzie, e si va sempre più in questa direzione, liberando quindi le guide dal giogo delle agenzie, creando pertanto un vero libero di mercato di guide, e dal momento che si ha un rapporto diretto col cliente, il cliente potrà fornire una valutazione della prestazione della guida (Tripadv e/o altre forme) e a quel punto lavorerà di più chi è più bravo
        b) è ormai un anno che la nuova legge è passata e non è affatto successo che le tariffe siano diminuite, questo perché le nuove guide (spesso ex accompagnatori) hanno intelligentemente sfruttato la loro nuova condizione di guida per alzare le loro tariffe allineandole a quelle delle “vecchie” guide, questo anche grazie al fatto che la richiesta di guide è smisurata (l’offerta è ancora distante anni luce dalla domanda…), c’è quindi lavoro per tutti, pertanto non è assolutamente necessario abbassare la propria tariffa per trovare lavoro, e difatti (almeno qui a Venezia) malgrado da un anno ci siano in giro molte più guide, le tariffe non sono affatto diminuite, anzi, i più bravi sono addirittura riusciti ad alzare le loro tariffe

    • vorrei poter chiederle qualche informazione e consiglio se possibile,sono anche io pugliese.La ringrazio. Condivido il suo parere

  7. Francesca Reni ha detto:

    Sopratutto e’ un mercato libero e questa e’ l’idea dell’Europa!

  8. Andrea ha detto:

    Continua a non essermi chiara una cosa: ad oggi, io guida italiana di Roma, posso esercitare a Venezia o in altre città oppure no?

      • domenico moramarco ha detto:

        e invece SIIIIIIIIIII!!! anche se le lobby (veneziani, romani e fiorentini) continuano a dire di no. Chi è giuda turistica di una Regione italiana lo è (con questa direttiva) GUIDA TURISTICA NAZIONALE. Veneziani, romani e fiorentini devono farsene una ragione. PUNTO!
        Immagina se ti laurei in una Università e la tua laurea vale solo nella Provincia o Regione dove l’hai conseguita, ma in che razza di paese viviamo!!! il Valore è nazionale ed europeo (28 stati). Saluti

      • veneziavive ha detto:

        Purtroppo invece è proprio il contrario.
        Ecco il testo del recente comunicato:

        A seguito dell’enorme impegno congiunto di ANGT, FEDERAGIT-Confesercenti, Conf-Commercio e di tante guide che si sono attivate nelle varie Regioni, il 16-4-14 la Commissione X della Camera dei Deputati ha approvato un’importante risoluzione che “impegna il Governo :
        ad assumere iniziative normative immediate per sospendere, in attesa di una nuova disciplina normativa della materia, l’efficacia dell’articolo 3 della legge europea n. 97 del 2013, permettendo l’applicazione della previgente legislazione statale e regionale”.

        Di seguito il testo completo della risoluzione. Potete vedere che è stata approvata da tutte le forze politiche.

        La X Commissione della Camera dei Deputati (Attività Produttive e Turismo),

        premesso che:

        l’articolo 3 della legge europea 2013 (n. 97 del 2013) interviene sulla procedura di pre-infrazione (EU Pilot 4277/12/MARK) riferita a possibili violazioni della direttiva «servizi» (2006/123/CE) in materia di leggi regionali italiane che consentono l’esercizio della professione soltanto nel relativo territorio regionale di competenza e mira a consentire la libera prestazione di servizi di guide turistiche di altri Stati membri su tutto il territorio nazionale.

        le disposizioni previste al comma 1 dell’art. 3 stabiliscono la validità in Italia dell’abilitazione alla professione di guida turistica e del riconoscimento, su tutto il territorio nazionale, della qualifica professionale conseguita da un cittadino dell’Unione europea in un altro Stato membro;

        ai sensi del comma 2, dell’art. 3 i cittadini comunitari che abbiano ottenuto l’abilitazione in un altro Stato membro, per operare in regime di libera prestazione di servizi non necessitano, invece, di autorizzazioni o abilitazioni – a eccezione che per i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico da individuare con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo;

        alla professione di guida turistica, in quanto professione regolamentata, non si deve applicare la direttiva 2006/123/CE (servizi) ma deve essere applicata, correttamente, la disciplina prevista dalla direttiva professioni (2005/36/CE) recepita nel nostro ordinamento con il decreto legislativo n. 206/2007;

        la libera circolazione delle guide europee è già prevista da anni nel nostro Paese ai sensi della direttiva 2005/36/CE e la modifica prevista dall’articolo, 3 della legge europea 2013 non può essere imposta all’Italia perché in materia di professioni e beni culturali vige il principio di sussidiarietà che lascia allo Stato membro il potere di decidere in quali termini disciplinare l’accesso e l’esercizio della professione sul proprio territorio;

        la Commissione europea, inoltre, in risposta alla petizione 0086/2007 ha affermato il 19 ottobre 2007, riguardo l’esercizio della professione di guida turistica limitato all’ambito regionale, che: «Ogni Stato membro resta libero di disciplinare questa professione e di stabilire il tipo e il livello di qualifiche necessarie per esercitarla. Pertanto, uno Stato membro ha anche la discrezione di decidere se disciplinare l’accesso alla professione e l’esercizio della stessa a livello nazionale, ovvero delegare le competenze in ambito legislativo ed esecutivo a livello inferiore dell’amministrazione territoriale, come ha fatto l’Italia»;

        permettere alle guide di altri Stati membri di esercitare la propria professione sull’intero territorio nazionale del nostro Paese comporta anche una riduzione delle entrate fiscali e previdenziali, visto che questi soggetti non sono tenuti a pagare le tasse nel nostro Paese;

        bisogna tenere presente la distinzione tra la guida turistica, specializzata nell’illustrazione di un determinato Patrimonio Culturale , e l’accompagnatore turistico che svolge un’altra attività con funzioni di assistenza tecnica e logistica a favore dei clienti nel corso di un viaggio;

        secondo la definizione del C.E.N. – Comitato Europeo di Normalizzazione – Norma Europea EN 13809 del 2003, “la Guida Turistica guida i visitatori nella lingua da loro scelta ed interpreta il patrimonio culturale e naturale di un territorio. Possiede normalmente una qualificazione specifica per un determinato territorio (area-specific qualification). Tale qualificazione è rilasciata e/o riconosciuta dall’Autorità competente del Paese visitato”. Al contrario, “l’Accompagnatore Turistico conduce e supervisiona lo svolgimento del viaggio per conto del tour operator, assicurando il compimento del programma, e fornisce informazioni pratiche sui luoghi visitati”;

        la professione di guida turistica è essenziale per la valorizzazione del settore turistico – ampiamente sottovalutato dagli ultimi governi in carica – per la capacità di agevolare o addirittura incrementare l’indotto del comparto. Le guide turistiche inoltre, come sostenuto dalla Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26/02/1991 (Causa C180/1989) cui si riferisce il DPR del 13 dicembre 1995 (Atto di indirizzo e coordinamento in materia di guide turistiche), sono gli unici professionisti specializzati per illustrare correttamente ai visitatori il patrimonio culturale italiano, migliorando la sua divulgazione e contribuendo così alla sua valorizzazione e tutela;

        l’esercizio della professione in Italia è regolamentato e vi si accede tramite esami che accertino le competenze al fine del rilascio dell’abilitazione che ha valore all’interno di un ambito territoriale delimitato – provinciale, regionale o di poco più ampio – visto che sarebbe impossibile effettuare visite guidate su tutto il territorio italiano, il cui Patrimonio va dalla preistoria all’arte contemporanea e conta centinaia di migliaia di Beni Culturali, dei quali non si è ancora potuto terminare il censimento dopo anni di lavoro e ricerca;

        con l’articolo 3 della legge europea 2013, in pratica, è come se si fosse approvata una deregolamentazione della professione, perché viene eliminata l’importanza della preparazione specifica attinente al patrimonio culturale presente nelle diverse aree geografiche del Paese e viene intaccata la validità culturale delle migliaia di abilitazioni di guida turistica già rilasciate,

        impegna il Governo:

        a intervenire, nelle opportune sedi comunitarie, per tutelare la professionalità della figura di guida turistica sia facendo rispettare il principio di sussidiarietà, in base al quale devono restare inalterate le caratteristiche essenziali della professione richieste dalle leggi nazionali, sia attivandosi per ottenere la corretta applicazione delle disposizioni previste dalla direttiva «professioni» al posto di quelle legate alla direttiva «servizi»;

        a procedere a una revisione organica e complessiva della disciplina relativa all’esercizio della professione di guida turistica, in linea con la tipologia e le caratteristiche della professione e che tuteli la diffusione e la conoscenza del nostro patrimonio culturale, interesse generale dello Stato riconosciuto dalla Corte di Giustizia europea e altri interessi riconosciuti dalla stessa quali la tutela dei destinatari di servizi, la tutela dei lavoratori, la prevenzione della concorrenza sleale, la tutela dei valori sociali e culturali;

        ad assumere iniziative normative immediate per sospendere, in attesa di una nuova disciplina normativa della materia, l’efficacia dell’articolo 3 della legge europea n. 97 del 2013, permettendo l’applicazione della previgente legislazione statale e regionale.

  9. francesco martino ha detto:

    Una risoluzione che ‘impegna il governo a’ non é ancora di fatto né una legge né un decreto. Quindi, a rigor di legge, credo forse che finché non verrà approvata una legge o un decreto sostitutivo del 97/2013, valgano ancora le sue disposizioni.
    Correggetemi se sbaglio
    Francesco

    • veneziavive ha detto:

      Dal Sole24Ore di ieri:
      “Nel rinvio al 31 ottobre 2014 del termine per l’adozione del decreto per l’individuazione dei siti turistici di particolare interesse nei quali, per le guide turistiche, occorre una speciale abilitazione. Il decreto dovrà stabilire anche i requisiti necessari per ottenere l’abilitazione stessa e la disciplina del procedimento di rilascio (articolo 11)”

      • epizephiria ha detto:

        appunt, non si parla di sospensione del decreto sostitutivo. Si possono evidenziare tutti i NON del mondo, ma se non sono legge… NON hanno valore 🙂

  10. letizia sementilli ha detto:

    rientro ora da un tour dell’Italia centrale, ho l’abilitazione a Guida Turistica di Roma e provincia, di Viterbo e dell’abruzzo inoltre mi sono laureata in Archeologia di Roma e di TUTTA l’Italai ANTICA e finalmente la normativa sulle GT da ragione a noi archeologi e storici dell’Arte che siamo in grado di estendere le nostre conoscenze a tutto il territorio.Pertanto, reputo valido quanto stabilito dalla Comunità europea e continuerò a portare i miei clienti che amano i tour plurigiornaleri dove la guida spiega il paesaggio nel bus e prosegue poi nelle varie località, dove molte volte si incontrano guide turistiche che sanno a memoria tutto sulla località e perdono di vista la storia in generale,Guai a fare una domanda fuori tema…..

  11. Samantha ha detto:

    Qualcuno ha degli aggiornamenti in merito a tutto questo? Ho sentito dire di recente che come guida regionale (Emilia Romagna) ora posso lavorare anche in siti di altre regioni di mia scelta, sostenendo però un esame integrativo….Non ho trovato però documentazioni….

  12. veneziavive ha detto:

    In data 29 gennaio il stato approvato il Decreto Ministeriale che rende ufficiale la figura di “guida nazionale” (detta anche “guida generica”), pertanto non importa più dove si effettua l’esame, il possesso del patentino di guida consente di esercitare in tutta Italia.
    Entro un anno dovrà essere definita la figura di “guida specializzata” per specifici siti che dovranno essere identificati dalle Regioni.

    • Giulia ha detto:

      Sono una donna di 40 anni, disoccupata da circa un anno, per i soliti tagli al personale, in cerca di lavoro, sono laureata e conosco 5 lingue, abito a Roma con due figli. Volevo sapere dove posso trovare una scuola vicino dove fare l’esame e frequentare i corsi. Qui non mi sembra per niente chiara la situazione. Degli amici sono andati a Firenze ed altri in Emilia Romagna per fare il corso ed esame, io non ho grosse disponibilità economiche e il tempo per arrivare così lontano non ne ho.
      Mi puoi aiutare? Grazie Giulia

      • veneziavive ha detto:

        Gentile Giulia,
        bisogna fare una ricerca su internet per trovare in quali province emettono il bando per l’esame da Guida e/o da Accompagnatore.
        Questo è un blog dove ogni tanto comunicano i nuovi bandi: http://guidaturisticaitalia.blogspot.it/
        La confusione deriva dal fatto che ogni Regione ha le sue regole sia per l’accesso agli esami, sia per la frequenza del bando.
        Non escludere comunque anche l’ipotesi di fare l’esame da Accompagnatore Turistico (l’esame è più semplice di quello da Guida)

  13. Pingback: Turismo in Italia: il punto di vista delle guide turistiche - Italia che Raglia

  14. manuela ha detto:

    Cosa ne pensi del fatto che però, nonostante la normativa europea, la guida italiana non può lavorare in Germania mentre quella tedesca può farlo in Italia? O che gli abusivi pare non ci sia modo di multarli pur essendo evidente (cinesi, bengalesi…) che non sono europei?

    • veneziavive ha detto:

      Ah sì? Non sapevo che le guide italiane non potessero lavorare in Germania! Ma ne sei sicura?
      Per quanto riguarda gli abusivi, il problema non è che non si possa multarli, è che i vigili non hanno voglia di interessarsi al problema e di fare i dovuti controlli…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...