Il Museo che non c’è – Lettera aperta ai Candidati Sindaco di Venezia

Lettera aperta ai Candidati Sindaco di Venezia

VENEZIA – Arsenale

Mi chiamo Guglielmo Zanelli, ligure, ma da quasi 40 anni cittadino veneziano.
Questa mattina ho assistito a San Vidal all’incontro con gli aspiranti Sindaco di Venezia. A parte qualche dovuta differenza di schieramento politico la maggior parte vede come importante per il futuro di Venezia la centralità dei suoi abitanti. Ne deriva che tutti puntano sull’incremento della popolazione e quindi ad un rilancio della politica residenziale ed all’offerta di nuovi posti di lavoro, soprattutto nella Venezia insulare.
In quest’ottica vorrei portare a conoscenza di tutti i candidati Sindaco (probabilmente qualcuno di loro lo conosce già) un progetto che esiste da anni, ma che, da anni , è chiuso nei cassetti del Comune di Venezia. Si tratta di un progetto di altro profilo realizzato fra il 2002 ed il 2007 che potrebbe aiutare molto nella direzione prospettata offrendo circa trecento posti di lavoro (ed un indotto importante), possibilità di allargare l’offerta culturale, didattica e sociale, rivitalizzare l’artigianato, favorire la realizzazione di una cinquantina di alloggi e soprattutto di recuperare alla Città una parte importantissima e contesa del suo territorio.
Se, come penso, la mia proposta possa interessare il Vostro programma, chiedo soltanto un incontro di 15 minuti per illustrarla al Candidato Sindaco. ”

Avendo ricevuta soltanto la risposta di un candidato mi sono preoccupato ancora di più del disinteresse generale per uno dei punti chiave del rilancio di Venezia ed ho inviato al Ministro dei BB.CC. Franceschini la seguente nota:

“Spettabile U.P.R. del Ministero per i Beni Culturali (inviata il 25 maggio 2015)
Mi chiamo Guglielmo Zanelli, abito a Venezia e da quasi 40 anni mi occupo a vari titoli dell’Arsenale di Venezia (Vice Direttore dell’Uffico Tecnico della M.M., Capo Ufficio Infrastrutture del Comando Marina Militare ed ora, in congedo, storico-ricercatore).
Nei giorni scorsi, nella speranza di sensibilizzare sul problema Arsenale, che per le sue dimensioni e per i eccezionali contenuti culturali, è uno dei grandi nodi cittadini di difficile soluzione, ho scritto ai 6 Candidati Sindaco la lettera che trascrivo in calce.
Forse non ho formulato bene la richiesta e non ho saputo spiegare l’importanza del progetto che riguarda una parte del grande cantiere navale della Serenissima, ma il risultato è stato estremamente deludente; solo la segreteria di uno dei sei aspiranti alla carica di primo cittadino veneziano mi ha richiesto una nota di approfondimento da sottoporre al candidato.
Poiché ritengo che il disinteresse dei prossimi amministratori locali per la più antica industria navale del mondo debba essere noto ai livelli più alti dello Stato Italiano, Vi prego di far giungere al Signor Ministro Franceschini la mia allegata sintetica nota sul ” Museo Che non c’è “.
Ovviamente disponibile, qualora ritenuto opportuno, ad integrare la mia nota porgo un ringraziamento per l’attenzione con distinti saluti.
Guglielmo Zanelli ”

IL MUSEO CHE NON C’E‘ di Guglielmo Zanelli
Nel 2002 la Marina Militare, che aveva da poco trasferito in Arsenale l’Istituto di Studi Militari Marittimi in accordo con il Comune di Venezia, istituì un “Comitato d’Intesa Progetto Arsenale” con lo scopo di elaborare un progetto di riqualificazione culturale e produttiva, in aree del complesso arsenalizio di minore interesse militare. Nel Comitato confluirono i delegati dei Ministeri della Difesa, dei Beni Culturali (uno per ogni Soprintendenza veneziana), del Comune di Venezia, dell’Arsenale Spa. e di un rappresentante dell’UNESCO.
Il Comitato, nominò una Commissione Scientifica, prevalentemente costituita da studiosi e docenti universitari di discipline funzionali all’elaborazione di un progetto per un “Museo di Storia Navale”. Dopo cinque anni di lavoro da parte di un Gruppo Progettuale Esecutivo, su emanazione della commissione stessa, e coerentemente con le funzioni del “Polo culturale della Marina Militare Italiana” derivate da un DPR del 2000, fu completato un progetto di fattibilità per un “Museo Nazionale di Storia Navale” da insediare nell’Arsenale di Venezia.
Nel dicembre del 2006, dopo alcune modifiche suggerite dalla neonata “Convenzione di Faro” e dal “Piano Comunale Particolareggiato per l’Arsenale”, il progetto fu presentato al pubblico nella Biblioteca Storica dell’Istituto di Studi Militari Marittimi. Nel febbraio del 2007 il progetto venne inviato a Roma per l’elaborazione del bando europeo e per essere realizzato. Su richiesta del Ministero della Difesa, nel marzo dello stesso anno, il progetto fu integrato con uno studio particolareggiato per l’adeguamento museografico del Museo Storico Navale di san Biagio e dei dipendenti spazi espositivi dei Padiglioni delle Navi.
Nel giugno del 2008 il Ministero della Difesa pubblicò il bando europeo denominato “Finanza di progetto per la realizzazione e la successiva gestione del Polo museale, culturale ed espositivo della Storia e delle Tradizioni Marittime Nazionali dell’Arsenale di Venezia e dei relativi servizi”. Ma pur in presenza di un importante gruppo bancario nazionale interessato al finanziamento del progetto, il bando andò deserto.
L’idea base dello studio del progetto museale è sintetizzata dalle parole, quasi un testamento, del compianto Professore Ennio Concina, uno degli estensori del progetto e certamente fra i principali studiosi dell’Arsenale di Venezia: 
<<…Appare indubbio come il complesso dell’Arsenale di Venezia disponga in sé di forza ed efficacia comunicativa – in termini tanto di “paesaggio culturale” nel suo insieme, quanto di spazi e manufatti edilizi e architettonici – tale da renderlo, potremmo dire “museo di se stesso”… con la …messa a punto di un itinerario conoscitivo atto a restituirne e trasmetterne al grande pubblico significato e valore, in quanto parte rilevante del patrimonio culturale italiano ed europeo, contribuendo in tal modo – e in forma tutt’altro che secondaria – all’ulteriore valorizzazione del complesso cantieristico veneziano…>>
Il Gruppo di Studio della Commissione Scientifica del “Comitato d’Intesa Progetto Arsenale”, fissò per il “Gruppo Progettuale esecutivo” alcuni punti base a cui dovesse attenersi il progetto. Quindi, al fine di promuovere la conoscenza dell’eccezionale “paesaggio fisico e culturale” e del patrimonio marittimo del complesso arsenalizio, patrimonio non solo veneziano, ma italiano, mediterraneo ed europeo, fu richiesto che:
1. venisse rispettata l’unitarietà del “luogo Arsenale” con la riunificazione senza barriere degli spazi all’interno delle mura cinquecentesche,
2. ne fosse mantenuto il significato e la fisicità originaria, mediante il restauro, la conservazione e la compatibilità al riuso delle fabbriche in esso presenti,
3. il museo dovesse rappresentare, al di là degli spazi espositivi, un polo dei saperi e delle tecniche navali e essere dotato di centro studi, archivio, biblioteca e annessi servizi,
4. si prevedesse un’apertura alla città, “mirata e sostenibile” della maggior parte degli spazi scoperti del comprensorio arsenalizio, 
5. alcune delle antiche strutture cantieristiche fossero destinate a funzioni proprie dell’artigianato e delle tecniche navali, anche a scopo didattico.


Il “Gruppo Progettuale esecutivo”, coerentemente con le prescrizioni della Commissione Scientifica, si attivò quindi con l’esecuzione di un articolato progetto di fattibilità avanzata di restauro e di utilizzazione museografica, caratterizzato da finalità di conservazione e da criteri di sostenibilità ambientale, urbana ed economica. Nello studio fu posta la massima attenzione nel rendere compatibile il progetto museale con ogni altro intervento (industriale, scientifico, sociale, residenziale e sportivo) che si intendesse realizzare per una generale rivitalizzazione dell’area arsenalizia.
In particolare si pensò ad un “Museo Nazionale di Storia Navale” con nucleo centrale, attorno al quale realizzare un polo d’eccellenza “del sapere, della tecnica e della memoria del mare”, coerentemente con le finalità culturali, oltre che scientifiche dell’Istituto di Studi Militari Marittimi, prevedendo l’inserimento di una “Biblioteca del Mare” (con la riunione dei depositi librari della Marina Militare e della Biblioteca Nazionale Marciana), di una sezione archivistica (con copie dei depositi dell’Archivio di Stato di Venezia riguardanti lo “Stato da Mar”) e di una sezione di archeologia navale, con laboratorio per il “restauro dei legni umidi”, provenienti da giacimenti subacquei marini, lagunari e fluviali. Di ogni fabbrica destinata al museo è stato accertato lo stato di consistenza strutturale e statica, nonché di degrado e di compatibilità al nuovo uso, circa la valenza materiale del costruito originario, come a noi temporalmente pervenuto, 
Il percorso di visita è stato studiato per consentire – unitamente alla testimonianza storica delle strutture in cui sono inseriti gli spazi museali – conoscenze dialogiche, caratterizzate e comparate con gli aspetti politici e mercantili della Repubblica di Venezia, attraverso le secolari testimonianze e documentazioni della sua produzione navale ed anche con l’impiego di mezzi intermediali avanzati . In modo particolare, la produzione proto-industriale fu inserita e proposta in parallelo con le continue trasformazioni delle strutture architettoniche, edilizie e paesaggistiche dell’Arsenale; con le tecniche costruttive e i materiali in esso impiegati e in parte quelle figurazioni architettoniche che trovano riscontro nella plurisecolare edilizia veneziana. 
Una particolare attenzione è stata poi posta all’esigenza di rendere la struttura arsenalizia, al di là delle aree destinate ai visitatori, più accessibile e visitabile dalla cittadinanza, prevedendo nuovi accessi e nuovi ponti per i collegamenti interni. Non solo “museo navale” quindi, ma un“museo di nuova concezione, aperto alla Città, interattivo con altre realtà” ovvero un polo della “cultura del mare e delle acque” realizzato nella città che dal mare e dall’acqua della laguna aveva tratto il motivo principale della sua esistenza millenaria. 
Per concludere il “museo che non c’è”, ma che si chiama “Museo Nazionale di Storia Navale” dell’Arsenale di Venezia, è un progetto, che unitamente alle previsioni restaurative, promuove il recupero fisico e culturale della storicità dell’Arsenale di Venezia. Operazione di largo respiro che, con il coinvolgimento di soggetti istituzionali e privati e stimolando risorse economiche e professionali, si propone la definitiva integrazione della fabbrica arsenalizia con il tessuto urbano.
Salvare il passato dell’Arsenale si coniuga nel progetto con evidenti ricadute sociali, economiche ed occupazionali per la Città.

Al momento non è più successo nulla e credo che nulla accadrà.
Ho dei buoni motivi, nonostante la voglia di combattere ancora, per essere scettico
Guglielmo Zanelli

 

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