2011 in review

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Jazz a Venezia

Jazz a VeneziaL’offerta di musica classica a Venezia è notoriamente assai ampia: dai grandi teatri, ai concerti nelle chiese e nei palazzi, ma quando si parla di jazz, l’indirizzo giusto è uno solo: Venice Jazz Club.

Creato e gestito da Federico Nalesso, il Venice Jazz Club è il punto di riferimento sicuro per il jazz di qualità in laguna.
Federico, veneziano di nascita, si diploma in trombone presso il Conservatorio Benedetto Marcello, per poi dedicarsi allo studio del pianoforte. La passione per la musica jazz lo porta a frequentare i corsi di Umbria Jazz, e di lì a poco inizia a suonare per importanti e conosciute band. Fonda anche un gruppo suo, con cui suona e incide brani propri. Insegna teoria e pianoforte a “Il suono improvviso” a Venezia.
Ma l’amore per il jazz lo spinge ancora più lontano e otto anni fa decide di aprire un locale in città interamente dedicato a questo genere musicale. Ancora ad oggi è l’unico locale veneziano con concerti di musica jazz live tutte le sere.
Il quartetto (in cui suona naturalmente anche Federico Nalesso) include alcuni dei migliori musicisti jazz nazionali, e spesso accoglie ospiti speciali di fama mondiale. La musica proposta prevede una sorta di rivisitazione di standard classici, con ampie “passeggiate” in generi minori. Saltuariamente vengono proposte serate speciali con tributi a musicisti leggendari come Miles Davis, Thelonious Monk, Duke Ellington e altri.

Il Venice Jazz Club si trova in Fondamenta dello Squero 3102, a due passi dal Ponte dei Pugni, proprio alle spalle del frequentatissimo Campo Santa Margherita, nel sestiere Dorsoduro.

Per info e prenotazioni: info@venicejazzclub.com

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Gilberto Penzo, il Signore della nautica veneziana

Gilberto Penzo e le imbarcazioni di VeneziaPiù di un semplice costruttore di modellini d’imbarcazioni veneziane, Gilberto Penzo è anche un teorico, nonché storico, delle barche tipiche della laguna di Venezia. Nato a Chioggia, antico porto di pescatori, dove la famiglia della madre aveva un cantiere navale, fin da piccolo ha visto costruire tutti i tipi di imbarcazione: sandoli, batelle, bragozzi, barche da regata ma anche barche più grandi a più alberi, come i trabaccoli. Insomma si può ben dire che Gilberto ha imparato il mestiere dalla culla: “Da sempre il mondo della navigazione è nel mio sangue, con la sua bellezza, sua forza e il suo lato pratico. Da molto giovane ho acquisito il gusto per la fabbricazione, che per me non vuol dire solo l’esecuzione materiale ma implica anche la creazione di un progetto o la risoluzione di un problema, per arrivare al risultato con le proprie mani e con la propria testa, senza intermediari né discussioni sterili”.
Da molti anni Gilberto, autodidatta e indipendente, tende a unificare la conoscenza teorica con quella pratica per restituire dignità ad un mondo considerato, al meglio, come un “antiquato folklore”. L’obiettivo di Gilberto è di preservare la memoria storica delle barche tradizionali veneziane, così come quella delle tecniche di fabbricazione utilizzate. In quest’ottica organizza corsi della durata di circa 6 mesi per studiare la costruzione delle antiche imbarcazioni, tiene conferenze, scrive libri e articoli su giornali specializzati e gestisce un sito dedicato.
“Nei miei libri spero di aver risposto non solo alle domande storiche, ma anche a quelle più semplici, le cui risposte spesso sono le più difficili, come quelle che pongono i bambini: ‘com’è fatto dentro?‘, ‘come funziona?‘, ‘come si costruisce?‘”.
Gilberto, a nostro parere, ci è riuscito magistralmente.
Lo potete incontrare personalmente nel suo laboratorio in Calle Seconda dei Saoneri – San Polo 2681, dove è anche possibile acquistare uno dei suoi meravigliosi modellini di barche veneziane.

 

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Venezia città di cultura

Qualche giorno fa è stato presentato il Rapporto sulla Produzione Culturale a Venezia, e i dati sono di notevole interesse: nel solo mese di agosto, sul territorio comunale veneziano, si sono svolte in media 24 eventi culturali al giorno, con punte massime di 40 eventi al giorno. Durante il mese di ottobre si contano 1700 manifestazioni tra arti visive, teatro, musica, rassegne culturali, conferenze e convegni. Nel rapporto si evidenzia come dal 2006 al 2010 il numero di eventi sia passato da 1.790 a 2.340 con una crescita costante.
C’è inoltre da dire che scorrendo l’elenco degli organizzatori degli eventi di cui sopra, mancano diverse associazioni culturali ed enti cittadini non propriamente secondari, si evince quindi che il numero delle attività proposte è in realtà ancora superiore.
Venezia riconferma pertanto la sua attitudine di città di cultura in un periodo di forte crisi economica.
L’unica critica arriva dall’assessore alle Attività produttive, Antonio Paruzzolo, il quale afferma che «il tessuto culturale della città, pur ricchissimo in termini quantitativi, resta un po’ chiuso in se stesso, non riuscendo a far sì che le produzioni veneziane escano dal contesto cittadino». Ma ci risulta difficile immaginare che una tale mole di proposte culturali venga fruita solo da una popolazione di poche decine di migliaia di persone qual è quella veneziana.
Riportiamo qui alcuni dei principali attori della vita culturale di Venezia.

Musica:
– Teatro Malibran
– Palazzetto Bru Zane
– Fondazione Musei Civici
– Casinò di Venezia
– Associazione musicale Ciani
– L’Archivio Musicale Fano
– Circolo Culturale Caligola
– Ca’ Rezzonico
– Casa Goldoni
– Conservatorio Benedetto Marcello

Teatro e Danza:
– Teatro La Fenice
– Teatro Fondamenta Nuove
– Teatro Goldoni
– Teatro Toniolo
– Teatro Momo

La distribuzione degli eventi sul territorio conferma una maggior concentrazione nella città storica: il 68% del totale degli eventi, mentre il 28% si svolge a Mestre e il restante 4% al Lido e nelle isole minori.

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Artigianato che vive a Venezia: l’Atelier di Muriel Balensi

Lavorazione del vetro a VeneziaMuriel Balensi ha gli occhi del colore del mare quando il cielo è perfettamente limpido. Un blu magico e intenso come le creazioni in vetro che crea nel suo atelier a Castello.
Muriel incarna perfettamente l’esser Veneziano d’adozione, la cui vocazione d’artista ha portato a vivere qui. “Gli artisti che hanno abitato questa città hanno seminato la polvere della loro anima sui muri, che ne sono rimasti impregnati”. Muriel è anche poeta: “Venezia è il deserto del Tempo che non esiste più, è una città dove bisogna perdersi per meglio ritrovarsi. Venezia è una fata-strega che si apre solo a chi la sa capire. Lei ti offre solamente quello che sei in grado di ricevere. Lei ti apre le porte di oggi, ma anche quelle di ieri… è proprio lì che abolisce il Tempo”.
Nel febbraio 2007, in vacanza a Venezia, Muriel incontra un maestro vetraio, che crea davanti ai suoi occhi incantati una perla su misura. E poi le chiede di provare a sua volta. Il contatto con il vetro e il fuoco sono per Muriel una vera rivelazione: “come se il vetro fosse il prolungamento naturale delle mie mani”. Qualche mese dopo lascia Parigi per tornare a Venezia dal maestro vetraio. Decisamente ha l’arte del vetro nella pelle perché l’anno seguente ritorna ancora a Venezia per aprire il suo atelier a Castello, dove vive delle sue creazioni.
Con le canne di vetro, acquistate a Murano, e la fiamma a getto, Muriel crea delle perle uniche di rara bellezza, che poi utilizza per scolpire degli originali bijoux: colliers, braccialetti, diademi, spille… queste sculture da indossare sono tutti pezzi unici e originali che Muriel crea sul filo della sua ispirazione. La scelta è difficile tra tutte le meraviglie esposte!

Muriel realizza anche opere su misura in base al desiderio del cliente.
Con la sua amica nonché socia Dominique Brunet, con cui condivide l’atelier, hanno dato vita all’associazione culturale “Atelier delle Muse” per organizzare delle manifestazioni intorno alla loro arte.
L’Atelier di Muriel si trova a Murano, fondamenta Radi 24 -30141 Venezia (fermata vaporetto: Museo o Navagero) balensimurano@gmail.com

 

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Inverno a Venezia

Cosa fare a Venezia in invernoNumerose le iniziative e le proposte per questo inverno a Venezia e Mestre.
Eccone alcune:
– Pattinaggio di ghiaccio in Campo San Polo – dall’8 dicembre 2011 al 21 febbraio 2012
– Gran Concerto per l’Immacolata in Basilica Santi Giovanni e Paolo – Giovedì 8 dicembre, ore 17.00
– Mercatini di Natale e della solidarietà in Piazza Ferretto (Mestre) – dall 8 al 24 dicembre 2011
– Luminarie natalizie a Venezia e Mestre – dal 3 dicembre 2011 all’8 gennaio 2012
– Concerto di Natale in Basilica San Marco con l’orchestra della Fenice – Venerdì 16 dicembre, ore 20.00
– Concerto di Capodanno con Diego Matheuz al Teatro La Fenice – Domenica 1 gennaio 2012, ore 11.15
– Regata delle befane in Canal Grande – Venerdì 6 gennaio 2012, ore 16.00
– Concerto Gospel per Santo Stefano a Mestre in Piazza Ferretto – Lunedì 26 Dicembre 2011
– Circus Leonardo/Pantakin: La cucina dell’arte al Teatro Goldoni – Venerdì 31 dicembre, ore 21.00
Festa di Capodanno alla Palazzina Grassi – 31 dicembre 2011
Festa di Carnevale con set fotografico – 4 febbraio 2012

Per quanto riguarda le proposte museali, da non perdere:
– Venezia e l’Egitto a Palazzo Ducale . fino al 22 gennaio 2012
– Omaggio a Lorenzo Lotto alle Gallerie dell’Accademia – fino al 26 febbraio 2012

Per chi non si fa fermare dal freddo è possibile anche approfittare di diverse proposte turistiche

Il calendario completo sul sito Inverno veneziano

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Laboratorio Marmi Artistici Dall’Era a Venezia

Scalpellino VeneziaL’antico e nobile mestiere di scalpellino è una tradizione che rischia di scomparire, ma che meriterebbe invece tutte le azioni necessarie per essere preservato, soprattutto qui, dove quasi non esiste edificio, colonna, vera da pozzo o chiesa che non rechi la memoria del loro lavoro.
Era il 1896 quando il Prof. Romeo Dall’Era aprì il suo laboratorio di scalpellino a Venezia avviando un’attività che ha attraversato tutto il Novecento per giungere fino a noi. Il Laboratorio Marmi Artistici Dall’Era è uno dei pochissimi rimasti ancora in città, sicuramente è il più grande e il più conosciuto. Oggi, Alberto e Giovanni Comelato, due artisti profondamente rispettosi delle antiche tecniche di scultura, continuano a trasformare in pietra i nostri sogni, creando pezzi unici che sanno di storia.
Le loro creazioni si articolano tra sculture, bassorilievi, finestre, sedute, balaustre, caminetti, tavoli, vere da pozzo, vasche, fontane, lapidi votive e pavimenti, Alle quali si affianca un’attenta attività di restauro, tra cui ricordiamo il rifacimento di una delle edicole d’angolo del Palazzo Ducale.
Presso il loro laboratorio sono presenti anche veri e propri pezzi d’antiquariato di notevole pregio e fine bellezza, come i due leoni del V secolo in eccellente stato conservativo e molte altre opere impossibili da elencare qui.
Meritano decisamente una visita il loro laboratorio e il cosiddetto “Giardino di Pietra” in Strada Nuova, tra Santa Fosca e San Felice.
Durante il Salone dei Beni Culturali a Venezia dal 1 al 3 dicembre, presso lo stand della ABCOnlus, sarà possibile ammirare dal vero alcune loro opere.

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La Biennale in Cina

Biennale d'arte contemporanea in CinaSono quasi un centinaio, in giro per tutto il mondo, le repliche dell’idea geniale del poeta-sindaco di Venezia, Riccardo Selvatico, che nel 1895 immaginò un evento in grado di rilanciare l’immagine e l’economia in profonda crisi della città anfibia. Idea che si rivelò vincente e, come tutte le idee vincenti, destinata ad essere copiata.
Ma Venezia è Venezia, ed è Venezia a imprimerne il segno inconfondibile.
Tra i tanti che hanno realizzato una loro “Biennale”, o che intendono realizzarne una, c’è anche la Cina. La città di ChengDu, infatti, ha proposto una liaison proprio con Venezia, non nella logica della competizione, ma dello scambio.
Dall’amministrazione di quella città, capoluogo del Sichuan, è arrivata in laguna, grazie all’intermediazione del critico Paolo De Grandis, presidente di Arte Communications, una richiesta di incontro per discutere di un progetto culturale, sull’esempio dell’esperienza veneziana, da applicare in Cina.
La prima Biennale di ChengDu è titolata: Pure views; simboliche visioni proiettate dalle acque e dalle montagne, che  legano le immagini fiabesche del paesaggio cinese, al mondo delle idee nelle opere degli artisti contemporanei.
Tra gli artisti è presente anche Zhang Xiaogang che ha già esposto anche alla Biennale di Venezia.

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Living Venice from its most tasty side: the table!

The goal is to offer the opportunity to appreciate the Venetian cuisine not in a restaurant but in a private home.
These are the proposals:

A pause: it can be a coffee, a tea or a drink in a private house, chatting about Venice – and not only – or to receive some more information about the city, which perhaps has been lost in the mass tourism flow.
A Venetian meal (lunch or dinner): organized in the stillness of a private home. Typical Venetian menu with some sought nuance and careful attention to satisfying the most demanding palates.
An ethnic meal (lunch or dinner) : in a private home – recipes from former colonies around the world.
Venetian cooking class: meeting at the market for a shopping in the morning, then brought it home, a couple of hour of class, and then you eat what you cooked!

Each proposals described above can be customized, but in any case it is for minimum 2, maximum 6 people, except for the ethnic cuisine that is for minimum 2, maximum 4.

These are the costs:

– Coffee / Tea pause: 25 Euro per person
– Venetian lunch: 60 Euro per person
– Venetian dinner: 75 Euro per person
– Ethnic meal: 30 Euro per person
– Cooking class: 160 Euro per person

The tastings could be combined with the History of Venetian cuisine Tour, organized by “L’altra Venezia“.

For info and reservations : info@laltravenezia.it

Versione italiana

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Venezia, energia pulita dalle maree

acqua alta a VeneziaA Venezia, da qualche mese, si sta sperimentando un sistema per ottenere energia elettrica dal moto delle onde e delle maree della sua laguna. Un’energia quindi pulita e rinnovabile.
Il progetto prevede, al momento, la presenza di tre congegni, in tre punti diversi dalla laguna, che sfruttano l’ampio moto generato dalla marea del mare e le onde più piccole, ma più frequenti, causate dalle imbarcazioni a motore che transitano in laguna, cioè proprio uno dei grandi problemi della città.

L’energia prodotta in questo modo sarà utilizzata inizialmente per l’illuminazione delle bricole in laguna (i pali di legno che delimitano i canali navigabili) e degli imbarcaderi dei battelli di linea, ma si stima che, in futuro, si possa produrre energia per edifici pubblici e scolastici.
Il progetto è stato presentato dall’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, ad una conferenza stampa tenutasi in Municipio.
‘Il sogno di sfruttare l’energia del mare – dice Bettin – è davvero molto vicino’.
La fase di sperimentazione durerà un anno, durante il quale saranno raccolti tutti i dati necessari e la tecnologia verrà di conseguenza perfezionata, in modo da renderla il più efficiente possibile .

 

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