Desdemona a Venezia

Fumetti Venezia

Desdemona a Venezia

Sono onorato di poter pubblicare sulle pagine di questo blog un disegno della bravissima disegnatrice Michela Da Sacco che ritrae il personaggio creato da Giuseppe di Bernardo. Tanto più che l’ambientazione è proprio Venezia!
Il nome “Desdemona” (che in greco significa “sfortunata”) ci riporta immediatamente alla celebre opera di Shakespeare, il quale, si sa, era un gran copione. In questo caso il bardo inglese, nello scrivere il suo “Otello” si rifà quasi alla lettera ad  una tragedia scritta dal ferrarese Giambattista Giraldi Cinzio, titolata “Il Moro di Venezia”, pubblicata un secolo prima. Cinzio, a sua volta, si era ispirato ad una storia vera: Nicola Contarini, veneziano ma scuro di pelle (cosa assai comune nella Venezia di quei tempi, quando le relazioni col mondo arabo erano intense e non solo di tipo commerciale…) era marito assai geloso, e la sua ossessione era oggetto di derisione in tutta la città. Il finale della storia vera però è completamente differente, giacché la moglie, stufa del marito iper-possessivo, abbandona il letto coniugale per tornare nel palazzo di famiglia (evento non così straordinario a Venezia, dove la libertà sociale era avanti di secoli rispetto al resto d’Europa).
Per i più curiosi: la casa di Nicola Contarini si trova davanti alla Chiesa dei Carmini, mentre il palazzo di famiglia della moglie è affacciato sul Canal Grande dirimpetto alla Basilica della Salute, ed è conosciuta appunto come la “Casa di Desdemona”.
Ma tornando al bellissimo disegno, voglio qui fornire alcune informazioni circa gli autori.
Michela Da Sacco  ha frequentato il Liceo Artistico di Padova. Dal 2002 ha lavorato per vari editori italiani, tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “Fantasy Warriors”, “Harmoran” (entrambi pubblicati da Edizioni Orione), “L’insonne – Desdy Metus” (edito da Free Books), “Maisha” (pubblicato da Edizioni Arcadia). Attualmente lavora con Edizioni Star Comics sulla serie “Jonathan Steele”. Nel 2006 ha vinto il premio “Albertarelli” della ANAFI (Amici di Comics Associazione Nazionale Italiana) come “giovane artista emergente”, soprattutto grazie alla serie “L’insonne“.
Giuseppe di Bernardo è conosciuto soprattutto per essere uno dei disegnatori di Diabolik, creato dalle sorelle Giussani nel 1962 e pubblicato dalla casa editrice Astorina. Giuseppe è anche sceneggiatore, ed è autore della serie “L’insonne”, “Cornelio, delitti d’autore” e “The Secret” (editi da Star Comics). Ha pubblicato un romanzo titolato “L’insonne” e due racconti su antologie del noir, editi da Marco Del Bucchia. Dal 2011 è editor della Star Comics e insegna alla Scuola internazionale del fumetto.

Casa di Desdomona a Venezia

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Carnevale Internazionale dei ragazzi 2012: Favole e pensieri

Favole e pensieriLa Fondazione Biennale di Venezia ripropone anche quest’anno il Carnevale Internazionale dei Ragazzi.
Il progetto di un Carnevale su misura per bambini e ragazzi giunge quindi alla sua terza edizione.

Presentata col titolo di “Favole e Pensieri” si svolgerà dall’11 al 21 febbraio 2012 presso il Padiglione centrale dei Giardini a Venezia.
Tra i Paesi che hanno aderito si annoverano: Australia, Austria, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Romania, Corea, Israele, Serbia, Stati Uniti, Danimarca, Spagna e Polonia. Grande quindi è l’interesse a partecipare a questa iniziativa Educational della Biennale di Venezia.
Anche questa edizione 2012 del Carnevale Internazionale dei Ragazzi della Biennale di Venezia sarà caratterizzata da attività di laboratorio e iniziative rivolte al “Fare creativo” destinate alle Scuole di ogni ordine e grado, e a un pubblico di bambini, ragazzi, famiglie e adulti, che animeranno il Padiglione Centrale e i Padiglioni nazionali aderenti. Tutti i  laboratori saranno svolti con la guida degli operatori didattici della Biennale, a cui si affiancheranno i volontari delle Scuole a orientamento artistico.
Le varie sezioni del Padiglione Centrale ai Giardini comprenderanno:
La sezione “internazionale” con i Paesi che esporranno i loro progetti legandosi al tema
La sezione “giovani creativi” con la partecipazione diretta di giovani e Scuole dove gli studenti potranno sperimentare e presentare le loro idee attraverso dimostrazioni dirette
La sezione “performances dal vivo” organizzate dai settori Danza, Musica e Teatro della Biennale che animeranno le aree con attività che coinvolgeranno il pubblico.

Per  visitare e prendere parte alle varie attività l’ingresso è libero e gratuito.
Per maggiori info: +39 041 5218828
promozione@labiennale.org

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Convenzioni de L’altra Venezia per l’anno 2012

Venezia itinerariAnche quest’anno L’altra Venezia ha stipulato alcuni accordi con realtà locali, al fine di riservare ai propri clienti vantaggiose convenzioni per usufruire di visite a Musei, a locali o a concerti dal vivo, a prezzi ridotti.

Ecco quindi l’elenco delle convenzioni de L’altra Venezia per l’anno 2012:
– I clienti de L’altra Venezia hanno diritto ad uno sconto del 10% sul biglietto d’ingresso ai concerti del Palazzetto Bru Zane

– I clienti de L’altra Venezia hanno diritto ad un prezzo speciale per una cena al ristorante dell’Hotel Cipriani di Venezia

– I clienti de L’altra Venezia hanno diritto ad uno sconto del 10% sul biglietto d’ingresso ai concerti di Musica a Palazzo

– I clienti de L’altra Venezia hanno diritto ad uno sconto del 20% sul biglietto d’ingresso ai concerti del Venice Jazz Club

– I clienti de L’altra Venezia hanno diritto ad uno sconto del 10% per un soggiorno minimo di 2 notti presso l’hotel Alloggi Barbaria (lo sconto non è cumulabile con altre promozioni)

Per ulteriori informazioni: info@laltravenezia.it

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Arte senza Maschera alla Casa di Corto Maltese a Venezia

Mostra d'arte alla Casa di Corto Maltese a VeneziaDall’11 al 26 febbraio 2012 presso la Casa di Corto Maltese è possibile ammirare una nuova mostra d’Arte Contemporanea titolata “Arte senza Maschera“, a cura di Daniela Accorsi.

Quando l’artista presenta la propria opera ci spiega la sua idea, il suo concetto, l’invenzione , forse una misura nuova per riconoscere la nostra realtà  esplorando il metodo di chi vive nel mondo della purezza, dell’istinto che si anima nel gesto di una pennellata.
L’artista quando presenta l’opera è emozionato, perché presenta se stesso, nei precisi dettagli della propria intimità.
È così che ogni autore si svela smascherandosi da ogni possibile protezione.
Arte Senza Maschera è un eccezionale evento a cui tutti dovrebbero assistere, una mostra dove i partecipanti sono numerosi e diversi fra loro. Una occasione in più per non perdere la possibilità di intercettare validissime opere di grande prestigio emergente e potenziale fama.

Cannaregio 5394/B – Rio Terà dei Biri – 30121 Venezia
Dal giovedì alla domenica dalle ore 10.00 alle  18.00
Per informazioni :
342 0929640
daccor@hotmail.it

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Incontro blogger veneziani e blog su Venezia

Biblioteca San TomàGiovedì 23 febbraio alle ore 18,00 presso la Biblioteca San Tomà (Scoletta Calegheri) si terrà un incontro pubblico tra blogger veneziani e appassionati di blog e di Venezia.
Un’opportunità interessante per esplorare il mondo dei blog online, una forma di diario comunicativo  sempre più diffusa su internet che informa e aggrega persone con interessi comuni.

In questo caso si parlerà nello specifico dei blog che hanno come tema Venezia e la venezianità, spaziando da argomenti storici, quotidiani, artistici fino alle ricette tipiche. Un aspetto interessante che verrà analizzato è la forte presenza online di persone che gestiscono un blog su Venezia ma che non sono veneziani.
L’incontro è organizzato dal Gruppo di Lavoro Biblioteca San Tomà che ha la funzione di proporre progetti culturali,  novità editoriali di interesse locale, finalizzati alla programmazione di iniziative utili a favorire l’avvicinamento della cittadinanza alla Biblioteca.
Qui il programma completo delle proposte per il mese di febbraio

L’ingresso è libero ed è aperto a tutti.

Scoléta dei Calegheri
Campo San Tomà (San Polo 2855)
Venezia
23 febbraio 2012 – ore 18,00

 

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Venezia negli anni ’50

Gustosissimo video girato a Venezia degli anni Cinquanta, quando ancora l’acqua della laguna non era inquinata!

I nua
Regia di Enzo Luparelli
Testi di Domenico Varagnolo
Fotografia di Mariso Varagnolo
Musica di Virgilio Chiti
Voce di Cesco Baseggio (attore teatrale e cinematografico celebre per le sue interpretazioni della maschera di Pantalon)

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David Dalla Venezia e la pittura dell’autoanalisi

Arte a VeneziaGli amanti di Venezia, che continuano a ritornarci per molto tempo, hanno l’impressione di conoscerlo, come una figura familiare che si è già incontrata da qualche parte. I quadri di David Dalla Venezia, per lo più autoritratti, sono come un sogno che si ripete.
David è figlio di Toni Dalla Venezia, l’artista corniciaio da cui ha ereditato il talento, la modestia e una grande gentilezza. David non ha fatto una scuola d’arte, ma è autodidatta, ha appreso la tecnica della pittura “rubandola con gli occhi“, come dice suo padre.
Per quanto concerne la sua ispirazione, gli viene da lui stesso e si alimenta da sé. La sua pittura d’autoritratto ossessiva corrisponde ad una ricerca su se stesso: “cerco di scoprire ch’io sia veramente, tra il mio io, il super-io e la mia maschera”, è una sorta di psicoanalisi visiva della propria personalità. David il pittore è un analista che analizza David l’uomo.
Ciò che esce dalla sua pittura non è mai premeditato, ma ha sempre un significato. Fin dai suoi primi quadri si raffigura con la testa rasata e degli occhiali tondi che nascondono gli occhi, come a voler oscurare l’individuo. Oggi appare catturato da un vortice di fuoco, in un riflesso di specchi, tra lui e il mondo che lo circonda.
“Se avessi avuto più capacità intellettuali, avrei studiato filosofia e psicanalisi”. Per noi sarebbe stata una notevole perdita, giacché David è un pittore di grande talento naturale, che dipinge a olio secondo le antiche tecniche dei fiamminghi, con un’ispirazione degna dei migliori surrealisti.
Ha cominciato a 22 anni, con un amico giapponese, dipingendo sui pali di legno di Venezia. Si firmavano “David e Hiroshi” e quell’arte effimera ebbe subito un grande successo. Nei giornali del mattino ci si interrogava su questi misteriosi autori. Fu così che si fece notare da alcune gallerie d’arte di Venezia.
Oggi David è molto conosciuto e apprezzato in tutta Europa, ha esposto a Parigi, Nizza, Bruxelles, Stoccolma e in Germania. A Venezia potete ammirare le sue opere presso: Bac Art Studio e la Galleria L’Occhio.

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Il futuro del Fondaco dei Tedeschi a Venezia

La cosa pubblica Ateneo Veneto

foto ©Michela Scibilia

Ieri sera ho preso parte all’incontro “La cosa pubblica!” tenutosi all’Ateneo Veneto, il cui tema principale era la situazione del Fondaco dei Tedeschi a Venezia.
Erano presenti i rappresentanti dell’Associazione 40X, del Coordinamento Io Decido, del gruppo Un Faro per Venezia, il sindaco Orsoni, alcuni assessori e consiglieri, Valentina Zanatta in rappresentanza di Edizione Property SpA (cioè gli attuali proprietari) e Ippolito Pestellini Laparelli in rappresentanza dell’architetto Rem Koolhaas – Studio OMA che si sta occupando del progetto esecutivo per il rinnovamento del Fondaco.
L ‘edificio del Fontego ha una doppia valenza per la città, da un lato il valore storico: struttura cinquecentesca su preesistente fabbrica del Duecento, in stile rinascimentale ma con ancora forti influeze gotico-bizantine, le cui facciate esterne vennero affrescata da Tiziano e da Giorgione, e il cui utilizzo fu sempre di tipo prettamente commerciale, in quanto utilizzato dai mercanti tedeschi per i loro commerci (sia come magazzino sia come uffici per le trattative, ma anche come alloggio per i mercanti stessi); dall’altro lato, il non meno importante valore affettivo o quanto meno di utilizzo pubblico da parte dei cittadini veneziani.
Negli anni Trenta del secolo scorso, l’edificio diventa sede delle Poste e tale resta fin quasi alla fine del Novecento, quando gli uffici centrali vengono spostati a Mestre. Di lì a poco le Poste mettono in vendita la struttura che dopo brevi trattative viene acquistato dal Gruppo Benetton.
Fin qui cose note, così come ben conosciuto è il vincolo per l’utilizzo pubblico dell’edificio, ma la parte più interessante dell’incontro è stato l’intervento dell’architetto Ippolito Pestellini Laparelli, il quale, per la prima volta da quando a Venezia si discute del problema dell’utilizzo del Fondaco, ha illustrato in maniera chiara e precisa il progetto su cui stanno lavorando a Rotterdam. In linea di principio, la struttura diventerà naturalmente un centro commerciale, ma si cercherà di preservare degli spazi ad uso pubblico-culturale. Ad esempio la corte interna sarà attrezzabile come luogo di incontri o di eventi, così come alcune gallerie laterali e il grande spazio all’ultimo piano, affacciato sul Canal Grande. Gli interventi strutturali saranno ridotti al minimo salvo la presenza ingombrante di alcune scale mobili. L’obiettivo insomma è di restituire alla città una struttura a fruizione mista commerciale-cultura, privata-pubblica. L’architetto ha inoltre fatto presente che si creerebbero circa 400 posti di lavoro.
Altrettanto interessanti sono stati gli interventi del pubblico presente. Qualcuno ha fatto notare che alcuni spazi all’interno dell’edificio potrebbere esser utilizzati per sostenere certa attività artigianale locale in forte crisi, come ad esempio quella vetraria. Altri hanno fatto notare che in città è presente una forte componente di giovani universitari per i quali forse sarebbe necessario creare posti di lavoro più consoni ai loro studi che non fare il commesso in un centro commerciale… Insomma il dibattito è stato serrato ed estremamente interessante. C’è sicuramente molto lavoro ancora da fare, ma l’aspetto più convincente è stato vedere che esiste la possibilità di un reale confronto tra le parte, di una applicazione pratica di democrazia partecipata, dove finalmente i cittadini possono esprireme la propria opinione e, quel che è più importante, venire ascoltati.
Non ci resta che continuare a seguire con attenzione le vicende del Fondaco, sperando che non si trasformi nella solita “scatola per turisti”, con i veneziani sempre più relegati nella parte di spettatori delle propria fine.

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Salvare Murano e i suoi vetri

Lavorazione del vetro a MuranoLa plurisecolare attività vetraia di Murano è in grave rischio di estinzione. I numeri parlano chiaro: seimila addetti nel 1990, duemila nel 2001, mentre oggi sono sotto il migliaio. E le vendite sono in calo costante. Le cause vanno senz’altro ricercate nel problema della contraffazione cinese, i quali hanno imparato a lavorare il vetro proprio da noi, producendo a costi bassissimi, ma non è solo questo. Manca una strategia unificata, che coinvolga artigiani, imprenditori e enti pubblici.
Diego Ferro, presidente di Confindustria Venezia, ritiene che si debba puntare sulla qualità, meno pezzi ma di pregio, ma propone anche il coinvolgimento di artisti internazionali per rendere l’isola di Murano una sorta di laboratorio di cultura artistica contemporanea.
Giorgio Orsoni si dice d’accordo, d’altra parte fu proprio lui che una decina d’anni fa, quando era assessore, promosse un’iniziativa di collaborazione con la Danimarca sull’isola di San Michele. In quella occasione esperti restauratori danesi si occuparono dei lavori presso la chiesa e il convento, in cambio vi furono accolti diversi artisti che utilizzarono quegli spazi come laboratori di ricerca.
Ma avverte Orsoni: «Al valore del marchio i vetrai non hanno mai creduto fino in fondo. Inoltre, dovrebbero consorziarsi seriamente per abbattere i costi» e aggiunge: «Il comune farà la sua parte». Al momento è stata individuata una zona da attrezzare in Murano e non a Marghera, come era stato proposto qualche mese fa: «I capannoni in terraferma sarebbero più funzionali, ma verrebbe penalizzata la denominazione». Ma non bisogna dimenticare che la salvezza di Murano passa anche attraverso lo sviluppo di una edilizia residenziale sostenibile, per controbattere il fenomeno della fuga degli abitanti.

 

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Un piccolo ma gradito premio

Triplo grazie a Fausto a Lorenzo e a Chiara che mi hanno segnalato tra i loro blogger preferiti!

La regola vuole ch’io segnali a mia volta 5 blog che ritengo meritevoli di attenzione, operazione assai difficile dal momento che ne seguo un centinaio…

Ci provo. Ecco i miei 5:

Branchie

Lo specchio di Nigromontanus

Il blog delle Ciose

Images d’ici et d’ailleurs

Beni Culturali Online

Per chi riceve il premio la regola è:

– Ricopiare il logo sul proprio blog.
– Citare la persona che gli ha assegnato il premio.
– Avvisare le cinque persone premiate.
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