Venezia Festival dei Matti 2017

Festival dei Matti 2017

Ottava Edizione

 

Temporali

 

26-27-28 maggio

Venezia

 

Teatrino di Palazzo Grassi

Ateneo Veneto

Chiostro Liceo Foscarini

Teatrino e parco Groggia

 

Produzione e organizzazione

Cooperativa Con-tatto

Curatrice

Anna Poma

Comitato scientifico

Giovanna Del Giudice, Gianni Montieri, Anna Poma, Gianfranco Rizzetto

In collaborazione con:

Comune di Venezia, Forum Salute Mentale, ConFBasaglia, Marco Polo Bookstore, Mpg cultura, Palazzo Grassi-Punta della Dogana, Poetarum Silva, Università Ca’ Foscari Venezia, StopOpg

Si ringraziano per il sostegno:

Ateneo Veneto, CGIL (Veneto), CGIL, Fondazione Franca e Franco Basaglia, Scuola Grande di San Teodoro, Liceo Marco Foscarini, Al Nono Risorto, Coop Alleanza 3.0, Associazione Culturale Olivolo Venezia, Liceo Foscarini, Hotel Flora, Liassidi Palace Hotel, Oro&basilico Treviso, Circle Milano, Trattoria Il Sogno Mirano, GalloRed S. Donà di Piave

 

***

Di questi tempi sono le emergenze, il dire e il fare nell’urgenza, il tempo stretto che gioca con gli effetti, precipita i discorsi in prese rapide e giudizi senza esitazioni. Di questi tempi è il gioco della fretta, la messinscena subito smontata dall’urgenza successiva, la memoria corta, il senso che paralizza le parole, il netto suddividere le cose, gli uomini e tutto il loro andare. Di questi tempi, bruciati in scorciatoie, quello che ancora resta da capire, che si sottrae, dissente o disattende si attarda e invoca tregue, controtempi che rallentino, temporali che rovescino la scena.

 

Temporali, l’ottava edizione del Festival dei Matti che si svolgerà a Venezia il 26, 27 e 28 maggio 2017, è un invito ad esitare, a far sosta intorno alle parole, ai discorsi, ai gesti che segnano il passo di questo nostro scombinato tempo, sfiancato in gorghi senza attese.

 

La prima sosta, venerdì 26 maggio alle ore 11.00 al teatrino di Palazzo Grassi, è un Contrattempo, fa inciampare: ci sono Claudia Antonangeli, Arianna Bellano, Chiara Busetto, Alessia Camarin, Maddalena Martini, Alessia Mongelli, Valentina Ruzzi e Lisa Thibault, studentesse di Ca’ Foscari, con le loro domande senza preavviso ai passanti, a ragionare di quanto l’impazzire ci riguardi, di quanto le parole in questo campo fatichino a star ferme, deraglino e ci confondano su ciò che pensiamo di sapere su noi stessi.

La seconda sosta, alle 16.00, è Interruzioni: a interrompersi violentemente, nei tre cortometraggi di Valentina Pedicini, Sergio Bertani e Antonio Fortarezza sono storie minori, stralciate da ragioni forti, giochi di potere, discorsi senza via d’uscita: una gang di ragazzini su una spiaggia del Salento, un giovane uomo in un reparto psichiatrico, quattro ragazzi e quattro ragazze migranti in un Centro di Assistenza Straordinaria. Storie che interrogano come fanno un cielo e un mare sottosopra, un fuori chiuso dentro, un altrove messo sotto gli occhi.

La terza sosta, alle 18.00, sono Scampoli di vite: le vite Janet Frame e Cesare Pavese, fatte a pezzi dai banchi di ghiaccio dell’incomprensione e del dolore, dalla violenza delle istituzioni, dal gioco rischioso del prender parte alla vita. Vite sottratte, ma poi reimpastate e doppiate in prosa e poesia e nei racconti lievi e accorti delle scrittrici Anna Toscano e Nadia Terranova.

La quarta sosta, alle 21.00, è Grandine, l’incontro con Giulio Casale, seduto da sempre “dalla parte del torto”, a dar corpo e voce al sottosuolo, alle vite sghembe, sbagliate, di risulta, di chi esita e non smette mai di dubitare. E sarà musica comunque, che picchia e lava sulla scena. A chiudere la serata, alle ore 22.15  sarà Doppelganger, performance di Francesco Wolf  per la regia di Mattia Berto, che mette in scena l’ombra, l’altro che ci abita e la nostra identità che scivola.

La giornata di sabato27 maggio, all’Ateneo Veneto, avrà tre soste sul fronte dei diritti, a guardare cosa accada oggi, in Italia e nel mondo, a chi s’impiglia nel cono d’ombra di un dolore privato e collettivo che le comuni “buone ragioni” non sono in grado di curare.

Ci fermeremo con i tanti ospiti della mattina e della prima metà del pomeriggio a tracciarne la Meteorologia: parleremo, con Gisella Trincas, Stefano Cecconi e Tommaso Maniscalco – i familiari, la società civile, la politica – dello scarto persistente tra enunciati e pratiche che ancora fa scempio in Italia di intenzioni legislative illuminate perché è davvero Tempo di cambiare, di cambiare il passo.

Dalle ore 15.00 alle ore 18.00, parleremo poi della Follia degli ultimi, della dannazione che ancora grava in troppi luoghi del mondo sulle vite di chi viene detto matto e scambiato per la parola che lo chiama. A parlarne saranno Angelo Righetti, Luciano Carrino, Giovanna Del Giudice, psichiatri basagliani, da sempre impegnati contro le istituzioni totali e nella cooperazione internazionale e con Grègoire Ahongbonon che sottrae alle condizioni disumane a loro riservate in Africa Occidentale i matti, qui demonizzati, incatenati e abbandonati sulle strade.

Infine, con Roberto Beneduce, etnopsichiatra, antropologo e fondatore del centro Fanon di Torino, e Antonio Fortarezza, videomaker e fotografo, parleremo dei Tempi spezzati delle migrazioni e delle follie che ne vengono: le matrici storiche della sofferenza, i limiti e l’ipocrisia del nostro sapere e delle nostre pratiche “terapeutiche” il dolore irriducibile di chi si porta addosso lo strazio di indicibili sopraffazioni e violenze e il carico disumano di impunità senza ritorno.

La sosta che chiude il pomeriggio di sabato è letteraria: Gianni Montieri, poeta e scrittore, incontrerà Filippo Tuena, autore “ipnotico” che aggrega storia, fantasmi, incubi e polvere di sogni, desideri che perdono la strada, ebbrezze diurne e notturne miscelate.  E ci trattiene, senza farci male, all’ordinaria follia del nostro stare.

A chiudere la giornata del 27 maggio alle ore 21.00, nello splendido Chiostro del Liceo Marco Foscarini, saranno Massimo Cirri, scrittore e conduttore di Caterpillar e Lucia Goracci, inviata sui fronti di guerra di Rai News24 a parlare di Cataclismi, dello scandalo delle guerre, del terrorismo, di scenari in cui lo sgretolamento dei diritti e le follie collettive sono il solo ordine del mondo.

 

La mattina di domenica 28 maggio al Teatrino Groggia, ispirandosi alla Ballata del vecchio manicomio, la lirica dirompente di Paolo Universo, Mattia Berto, regista, attore e padrone di casa, terrà un laboratorio teatrale aperto al pubblico insieme a Pascale Janot, curatrice e traduttrice del volume omonimo di poesie in francese.

Il pomeriggio dalle 16.00 la presentazione dei lavori del laboratorio, e poi Peppe Dell’Acqua, direttore della Collana 180 e Pietro Del Soldà, conduttore di Tutta la città ne parla a parlare di Tempi rubati con Alberto Fragomeni e la prosa mozzafiato dei suoi Dettagli inutili (una storia che a un certo punto impazzisce ma non si ferma lì) e con Alberto Gaino, che ricostruisce la storia oscena e irrimediabile del Manicomio dei bambini luogo di annientamento sistematico in cui, fino agli anni ottanta, sono stati inghiottiti migliaia di bambini giudicati ineducabili.

Alle 18.00 la sosta Tempi che corrono vedrà il sociologo Alessandro Dal Lago, a raccontare di come cambia la nostra percezione del pericolo al tempo del Califfo, del montaggio di ostilità diffuse e personali contro i migranti, i diversi, i nuovi mostri, le genealogie dell’odio e delle nostre fragili strategie securitarie.

A chiudere il Festival sarà infine il tempo sospeso di Letizia Forever, spettacolo teatrale con Salvatore Nocera, testo e regia di Rosario Palazzolo; un monologo che sfonda le parole, la lingua, l’identità e ci trattiene nel corpo di una storia che si fa e si disfa, forse come tutte le storie, sul confine impreciso e mobile che separa e unisce senza tregua normalità e follia.

 

I temporali sono prossimi al tempo fermo, stabile. Lo strappano d’improvviso dalla sua inconcludenza e lo rendono migliore. Questo è l’auspicio dell’ottava edizione del Festival dei Matti.

 

Anna Poma

Curatrice Festival dei Matti

 

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fatta eccezione per lo spettacolo teatrale Letizia forever di domenica 28 maggio (entrata 10 euro). Informazioni sul sito www.mpgcultura.it  e alla Pagina Facebook mpgcultura. Prenotazioni per spettacolo e laboratorio di domenica mattina al n. 3298407362 a partire da mercoledì 24 maggio 2017.

 

Ufficio Stampa

Chiara Vedovetto

tel. 3491692486

 

Info

info@con-tattocooperativa.it

tel. 338 8603921/ 333 5286990

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Arrivano a Venezia le barche di Lampedusa con la mostra Fino alla fine del mare di Jacopo Di Cera

14 Maggio – 6 Giugno 2017
Apertura da martedì a domenica, orario 11.00 – 20.00
Galleria Accorsi – Campo San Stae, 30135 Santa Croce, Venezia
Ingresso gratuito

In contemporanea alla 57^ Biennale Arte, arriva a Venezia, presso Galleria Accorsi in Campo San Stae, la mostra fotografica “Fino alla fine del mare” di Jacopo Di Cera.

La mostra presenta 30 scatti a colori dei frammenti delle imbarcazioni che riposano nel cimitero delle barche di Lampedusa, imbarcazioni che hanno traghettato centinaia di migliaia di persone sulle coste italiane. Si tratta di un viaggio metaforico che parte dall’Odissea di Omero, da cui sono estratte le sei parole chiave del progetto (il viaggio, l’isola, il legame, la lotta, la salvezza, il ritorno), e arriva ai riferimenti visivi di Rothko e Klein per raccontare, semplicemente attraverso le forme e i colori, tutto quello che si nasconde negli occhi di chi abbandona la propria terra per fame, disperazione e paura attraverso associazioni visive e cromatiche.

Fino alla fine del mare è una mostra itinerante che nel 2016 ha toccato con successo le città di Milano, Roma presso Palazzo Velli Expò, la rassegna Rencontres ad Arles, Carrara, il PAN di Napoli, la fiera Paratissima a Torino e Fotofever a Parigi.

Il fotografo milanese Jacopo Di Cera racconta in maniera nuova e sensibile un tema molto attuale, quello della migrazione e sceglie di farlo trattando la materia viva dei viaggi della speranza, le imbarcazioni. Il risultato sono una serie di immagini stampate in alta definizione direttamente su pezzi di legno prelevati in parte dal cimitero della barche di Lampedusa. Il legno è il materiale-simbolo di questo movimento, di questo viaggio.
“Tutto è nato qualche anno fa osservando un servizio sugli sbarchi nel Mediterraneo” – racconta Di Cera – “probabilmente per la maggior parte delle persone le barche dei migranti trasmettono un sentimento di morte o di tristezza, in realtà io ci ho visto grande speranza: in questi pezzi di legno ho sentito un cuore pulsante”.

L’inaugurazione si terrà domenica 14 maggio alle ore 17 e l’apertura sarà fino al 6 giugno anche in orario serale, fino alle ore 20.

Il progetto è patrocinato dal Comune di Napoli e dal Comune di Lampedusa e realizzato con la collaborazione di Bside, Il Papiro Art, Hart Studio, Bart, Idea Art and More.
Parte del ricavato delle vendite viene devoluto ai progetti “Informazione e Sensibilizzazione” e “Minori in transito” di Save The Children.

 

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Anew, how it begins – come comincia

Scritti e simboli di un nuovo inizio.

 
Dal 4 al 9 maggio, 11-19 ogni giorno (e ancora il 16-22 maggio / 24-30 giugno, con nuovi inizi, nuove storie, nuovi oggetti…)

 
Sulle tracce dei momenti speciali delle persone normali: un percorso sui nuovi inizi, su quello che non c’era e che in un attimo è diventato il ” per sempre”.

 
Anew, how it begins / come comincia” propone oggetti simbolo di nuovi inizi a 5, 12, 35, 60, 90 anni, in Italia, in India, in Africa, negli USA, in Giappone.
Non è una questione di età, non è una questione di luoghi: è riconoscere l’occasione, saperla cogliere e mettersi in gioco, di nuovo. E raccontarla.
E’ un viaggio nel tempo del destino.

 
By  Manuela Cattaneo della Volta e Anita Cerpelloni

 
ARTIsm 3160 San Marco, Salizada Malipiero – Venezia
anew.exhibition@gmail.com

 

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Spettacolo teatrale “Ti ho amato da morire” al Teatrino Groggia di Venezia

Ti ho amato da morireVenerdì  25 Novembre, ore 20,45 Venezia Teatrino Groggia*

L’Associazione PadovaDonne

per la “Giornata mondiale contro la violenza alle donne”,

interpreta

TI HO AMATO DA MORIRE
spettacolo teatrale, liberamente ispirato al libro di Serena Dandini “Ferite a morte”

con la speciale partecipazione di Barbara Giovannelli e  la voce maschile di Diego De Francesco;

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti.

Dopo il grande successo di Marzo dei Monologhi della vagina a Mestre, ti invitiamo a Teatro, a Venezia, per un’altra performance teatrale dell’Associazione PadovaDonne da sempre in prima fila contro la violenza alle donne. Le attrici sono brave e appassionate e lo spettacolo sarà un’altra grande prova! Non puoi mancare!

“Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie, la tenera, la semplice, la vociona,l’orgogliosa, la felice? Tutte, tutte, dormono sulla collina”, Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River.

La violenza alle donne è continua e non si ferma, è uno stillicidio che assume forme varie, piccole discriminazioni in casa e al lavoro, inviti al silenzio, copertura di parti intime e non, insulti. Una violenza che può arrivare fino alla morte.

Questo spettacolo  dell’Associazione PadovaDonne, liberamente ispirato dal libro “Ferite a morte” di Serena Dandini, è un vademecum sulla violenza alle donne, cioè del perché, di come si organizza, e infine, di come si compie, vista da una visuale tutta al femminile. Una visuale spesso ingenua, ma anche colta, e anche ironica a suo modo, una visuale del senno del poi, di quando è davvero troppo tardi. Uno spettacolo che può servire ad altre donne, per capire, prima, che devono uscire dalla spirale che le avvolge con circoli velenosi e letali, per ribellarsi ma anche per pretendere, da subito in un rapporto, il dovuto rispetto. Uno spettacolo che devono vedere anche gli uomini per comprendere e prevenire in loro stessi dinamiche a volte molto pericolose.

L’Associazione PadovaDonne ha arricchito lo spettacolo con musica e immagini, e anche una voce maschile, per un effetto teatrale e di interiorizzazione del messaggio di grande impatto emotivo.

Alle partecipanti e ai partecipanti della serata sarà consegnato un piccolo omaggio.

Mappa per raggiungere il teatrino Groggia: map.

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Pantakin alla Fenice di Venezia

Pantakin alla Fenice con I TRE GOBBI
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Ciclo di incontri a Venezia: Storie sotto el felze

logo-el-felze

Storie sotto el fèlze Venezia, settembre-novembre 2016

ciclo di incontri organizzati dall’associazione dei mestieri che

contribuiscono alla costruzione della gondola – XIV edizione

Le attività dell’associazione hanno il patrocinio di Provincia di Venezia e Comune di Venezia;

in collaborazione con Caffè Florian, Istituzione per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere,

Cna – Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa.

Tutti gli incontri, se non specificato diversamente, si intendono ad entrata libera fino a esaurimento posti.

  • venerdì 9 settembre, ore 19, Castelforte San Rocco Il Caicio: storie galleggianti,

l’associazione si racconta attraverso le sue barche

Sergio Boscolo, Favorito Bubacco, Fernanda Del Giglio,

Isabella Navarbi, Ludovica Schiavon

  • venerdì 23 settembre, ore 18, Museo del costume a Palazzo Mocenigo L’arte del muschièr nel museo del costume

Giancarlo Ottolini storico del profumo

Marco Vidal curatore sezione del profumo di Ca’ Mocenigo

prima dell’incontro è prevista una visita guidata alle sale del museo

dedicate al profumo (solo su prenotazione tel 041 5200331 – 041 5230558)

  • giovedì 6 ottobre, ore 18, cortile ex casa di riposo israelita, campo del Ghetto novo 500 anni di artigiani in ghetto

Paolo Navarro Dina giornalista

Emilio Piacentini intagliatore e antiquario

segue aperi-cena kasher presso ristorante Ghimel Garden

(15 € a persona escluse bevande, solo su prenotazione 041 2430711)

  • venerdì 21 ottobre, ore 18, Arsenale, Tesa 105 Il Nuovo Trionfo:

storia del restauro di un patrimonio comune

Gilberto Penzo studioso delle imbarcazioni tradizionali

Massimo Gin presidente della Compagnia della marineria tradizionale “il Nuovo Trionfo”

Luca Casaril carpentiere navale

  • giovedì 3 novembre – Caffè Florian, ore 18 Con la paglia in testa: storie di copricapi

Giuliana Longo baretèra

Doretta Davanzo Poli storica dell’arte e paleografa

  • domenica 13 novembre Gita a Burano

incontro e pranzo con Agostino Amadi, da carpentiere in legno

a innovatore discusso, nel pomeriggio visita al Museo del merletto (solo su prenotazione tel 041 5200331 – 041 5230558)

associazione dei mestieri che contribuiscono alla costruzione della gondola

www.elfelze.it

info 041 5200331 – 041 5230558

 

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Tour ecologico in laguna di Venezia: voga veneta e barca a motore elettrico

Tour ecologico in laguna di Venezia

Dopo il grande successo delle lezioni di voga veneta, l’Associazione Culturale Sportiva L’altra Venezia presenta un nuova attività: voga + motore elettrico in laguna di Venezia.

Un modo nuovo, ecologico e sostenibile (di vero turismo esperienziale) per vivere la laguna nel rispetto della sua tradizione per eccellenza (le barche a remi) e del suo fragile eco-sistema.

L’attività si struttura in due parti: la prima a remi (con l’antica tecnica della voga veneta), la seconda con l’ausilio di un piccolo motore elettrico, quindi non inquinante, per raggiungere un’area della laguna di incontaminata bellezza.

Tour ecologico in laguna di Venezia

 

 

 

 

 

 

Si parte dall’isola della Certosa dove si sale su un’imbarcazione tipica veneziana (sanpierota), sulla quale si apprendono i rudimenti della tecnica della voga veneta. Si percorre il canale tra le isole della Certosa e le Vignole, circondati dal verde della rigogliosa vegetazione che caratterizza le due isole. Si arriva quindi in laguna aperta dove si passa all’uso del motore elettrico, grazie al quale, seguendo le famose bricole che punteggiano la laguna, ci si dirige verso l’isola di Sant’Erasmo. Da qui si giunge alla zona delle barene, immersi nella natura più tipica, dove tra gli altri si possono ammirare garzette e cormorani.

Si riprende quindi a remare, per godere, nella lentezza e nel silenzio, un panorama davvero speciale.

Volendo si può gettare l’ancora e fermarsi per gustare qualche cicchetto a bordo della barca.

Infine si torna indietro, verso il porto della Certosa, dove ci si può fermare al bar o presso l’ottimo ristorante.

Da lì partono i vaporetti per tornare a Venezia.

Tour ecologico in laguna di Venezia

 

 

 

 

 

Un modo unico per fare un’esperienza di autentica vita veneziana!

La laguna e la voga sono per me la stessa cosa” (Giuseppe Bignone “Ciaci”)

In ogni vogata mille anni di storia…” (detto veneziano)

Finché almeno uno di noi continua a vogare, la vera Venezia non morirà

Il tour dura circa 3 ore e può essere svolto per un massimo di 3 persone alla volta.

Non è un’attività fisica particolarmente impegnativa, pertanto è accessibile a chiunque: uomini, donne e bambini (dai 12 anni in su).

Tour ecologico in laguna di Venezia

 

 

 

 

 

Per informazioni e prenotazioni: info@laltravenezia.it

Galleria fotografica: plus.google.com/u/0/photos/+LaltraveneziaIt/albums/5962746603076869745

 

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