Don Giovanni e l’Uom di Sasso

Biennale Musica Venezia 2010Nel Seicentesco Palazzo Pisani (sede del Conservatorio di Musica Benedetto Marcello) è stato rappresentato il Don Giovanni di Mozart rivisitato da Luca Francesconi per il Festival Internazionale di Musica Contemporanea (Biennale Musica Venezia 2010).
Frutto della compresenza di più eventi – musicali, scenici, teatrali, visivi – dislocati in tutti gli spazi del Conservatorio di Venezia e “accesi” ciclicamente, Don Giovanni a Venezia scardina le nostre abitudini percettive e crea interferenze fra epoche diverse.
Don Giovanni a Venezia rappresenta anche un singolare esperimento produttivo con giovani artisti provenienti dalle file del Conservatorio Benedetto Marcello e dall’Accademia di Belle Arti a misurarsi sulla scena professionale di cantanti e orchestrali di uno dei massimi enti lirici, il Teatro La Fenice, di compositori, solisti e attori coinvolti nell’operazione. Una macchina scenica complessa, che muove oltre 130 masse artistiche e tecniche, resa possibile dall’impegno congiunto di diverse istituzioni veneziane: al progetto della Biennale Musica partecipano infatti il Conservatorio Benedetto Marcello, che, oltre ad aver impegnato i suoi giovani musicisti e compositori, ha destinato la storica sede di Palazzo Pisani in Campo Santo Stefano, uno dei più affascinanti palazzi veneziani (e, con le sue oltre 200 stanze, secondo palazzo più grande di Venezia), a luogo dello spettacolo; il Teatro La Fenice, che, oltre all’intero coro e all’ensemble orchestrale, ha aperto il suo magazzino mettendo a disposizione costumi e oggetti di scena; e l’Accademia di Belle Arti, che cura un allestimento scenico distribuito nell’intero edificio di Palazzo Pisani.
Il risultato è, a dir poco, emozionante: si percorre, sorpresi e sospesi, gli spazi seicenteschi del palazzo trasformato in un labirinto di eventi musicali da scenografie, luci e installazioni che mescolano sapientemente antico e contemporaneo. L’opera è affascinante e il gioco consiste anche nel vivere le diverse esecuzioni (che si ripetono ciclicamente  e sfasate temporalmente, come in un loop fuori sincrono, e in luoghi diversi dei tre piani del Palazzo) dall’alto, da dietro una porta, muovendosi, guardando, ascoltando ad occhi chiusi, attraversando lunghi corridoi affrescati.

Qui trovate qualche foto che ho scattato durante lo spettacolo di ieri sera.

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Se non è amore questo…

Esistono due Venezie. La Venezia dei turisti e la Venezia dei veneziani. Due mondi paralleli che si sfiorano appena, intersecandosi solo raramente.
La Venezia dei veneziani è un mondo sconosciuto ai più. Un mondo che sa di antica solidarietà. Un mondo dove le persone si parlano, si aiutano, in una sottile trama di conoscenze invisibile agli occhi esterni. Un mondo dove i bambini giocano, insieme (!), nelle calli, dove le mamme parcheggiano fuori dal negozietto del pane il passeggino con il bimbo dentro (voi lo fareste mai nelle vostre città?). Un mondo dove la persona che hai conosciuto il giorno prima in coda alle poste, la rincontri il giorno dopo per un “ombra” di vino in un bacaro nascosto. Dove una ragazza può passeggiare da sola di notte senza alcun timore.
Un mondo appassionato di cultura come non ti aspetteresti, di voglia di fare, di creare e di salvare.
Un mondo di gente sorniona ma non sarcastica, maliziosa ma non volgare, che ha voglia di ridere, di parlare, ma anche di ascoltare.
La Venezia dei veneziani è spesso anche fisicamente diversa nei luoghi, nelle persone, nelle parole…
Esistono negozi e mercati solo per i veneziani, esistono addirittura dei supermercati per i veneziani! Rigorosamente senza insegne e talmente imboscati in calli sperdute che il turista non ci può finire neanche per caso…
Ma tutto questo non è per snobismo, è meramente una questione di sopravvivenza, in una città abitata da meno di 60.000 persone, invasa ogni anno da 20 milioni di turisti…

Quando volteggio tra le sue calli come in un tango serrato, spesso le persone che accompagno mi chiedono come faccio ad orientarmi, dato che trovano che le calli siano tutte uguali. Ma non lo sono per niente! Non ce n’è una uguale all’altra. La disposizione dei masegni a terra, il colore dei mattoni che affiora, la curva delle case storte (che ognuna è storta a modo suo), le fronde dell’albero nascosto che spuntano dal muro, il disegno del balconcino in ferro, il profumo dell’osteria, un vecchio stralcio di pubblicità rimasto attaccato al muro come un tatuaggio sulla pelle…
è come il corpo della persona che si ama, di cui si conosce ogni piega, ogni avvallo, ogni respiro…

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Una gita in barca in laguna

Roberto deve portare la sua barca presso un cantiere a Murano, per valutare alcuni  lavori di manutenzione. Mi chiede se voglio accompagnarlo e io certo non mi lascio sfuggire l’occasione!

Ci ritroviamo a Forte Marghera dove la sua barca è ormeggiata

Forte Marghera

Bragozzo

Si tratta di un bragozzo, un’imbarcazione tradizionale tipica della laguna veneta

La barca è davvero bella, ancora tutta in legno e dipinta di colori sgargianti

Bragozzo

Si levano gli ormeggi…

ormeggi

e si parte!

Dopo un breve tratto di canale, eccoci in vista della laguna…

Laguna di Venezia

sullo sfondo l’inconfondibile profilo di Venezia

Laguna di Venezia

Poco dopo incrociamo una barca condotta con la caratteristica voga alla “valesana” (in piedi rivolti alla prua, con due remi incrociati)

voga valesana

e più avanti delle tipiche strutture per la pesca a seragia

pesca a seragia

è davvero pacificante lasciarsi cullare dalle onde mentre lo sguardo vaga senza meta,
così ne approfitto per fare alcune foto di particolari della barca…

Bragozzo

Bragozzo

decidiamo di fare una tappa sull’isola di Campalto

Campalto

l’isola è molto semplice, tanta vegetazione, alcuni prati e un piccolo bivacco per picnic o grigliate, scatto qualche foto del panorama che si gode dall’isola….

Campalto

Campalto

Campalto

poi ripartiamo per Murano…

e poco dopo eccoci al cantiere di Carlo

Murano

alcune barche in riparazione

Squero

e anche una in costruzione!

Squero

mentre siamo lì assistiamo anche alla messa in acqua di una barca appena sistemata

Squero

Squero

Carlo e Roberto valutano i lavori necessari per sistemare il bragozzo

Squero

io intanto scatto ancora una foto della tavola…

Bragozzo

Terminata la valutazione dei lavori, e dei costi (da far girare la testa…), andiamo tutti insieme a mangiare in un’osteria lì vicino.
Pasta al salmone, orata in saor con polenta, formaggio, acqua e vino: 12€ !!
Infine riprendiamo la strada del ritorno, dal canale ci troviamo di fronte l’isola di San Michele

San Michele

poi costeggiamo il fronte nord di Venezia

Venezia Nord

Roberto sembra soddisfatto!

Navigador

Entriamo in Canal di Cannaregio, dove scendo per tornare a casa

Cannaregio

mentre Roberto riprende la laguna…

Laguna di Venezia

Un’altra bella giornata da ricordare!

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Scoprire Venezia e la sua laguna in barca

“Nonostante il mio ardente amore per Venezia, la laguna veneziana sarebbe per me rimasta una curiosità, estranea, bizzarra, incompresa, se una volta, stanco di fissarla come un idiota, non avessi diviso per otto giorni e otto notti la barca, il pane e il letto di un pescatore di Torcello. Ho remato le isole, ho camminato coi piedi nell’acqua per le brune barre di foce, col retino in mano; ho imparato a conoscere acqua, flora e fauna della laguna; ho respirato e osservato la sua aria particolarissima, e da allora mi è familiare e amica”.

Così scriveva Hermann Hesse nel suo libro Dall’Italia e racconti italiani.

Ma oggi, per chi è interessato a scoprire la laguna o la magia di Venezia dai suoi rii, non è necessario scomodare un pescatore, basta utilizzare questi nuovi servizi di visita:

Escursioni in laguna

Itinerari in Venezia via acqua

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Motivi per visitare Venezia

Visitare Venezia. Difficile, pressoché impossibile enumerare le ragioni che possono indurre una visita a Venezia; tanti sono gli interessi che questa singolare città è in grado di suscitare.

Ma una ragione c’è sopra tutte le altre, ed è il fatto che Venezia è ancora e soprattutto una città. Una città che vive, come tutte le altre, con un ben definito rapporto con l’ambiente circostante, e persone che vi abitano, attività che vi si svolgono, interessi che vi convergono, traffici che la intersecano.

Una città quindi, e non un museo. Ma una città che ha dovuto fare i conti con un ambiente inconsueto, quello della laguna, sicché non vi è elemento della sua struttura urbanistica ed edilizia, così come non vi è attività o funzione che vi si svolge, che non siano più o meno direttamente condizionati dalla presenza dell’acqua.

Una città che va vista perciò come una concentrazione di risposte ai difficili problemi posti da un ambiente insolito, se non persino ostile. Una città cresciuta rapidamente, divenuta presto grande capitale, e più volte rinnovatasi nel proprio aspetto esteriore, più che nella struttura, e che, pur se ha visto contrarsi le ragioni della sua stessa esistenza, vive ancora di un positivo rapporto con la popolazione che vi abita, e con quella che vi gravita dall’entroterra.

Una città data per morta innumerevoli volte, ma che sempre è riuscita a ricrearsi, a risollevarsi, a reinventarsi una nuova vita, come una Fenice dalle acque.

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