Notte verde a Venezia – La città promessa

Notte verde a Venezia 2012 - La città promessaIl governo della Serenissima si è sempre confrontato con il problema della salvaguardia dell’ambiente. Tanto più lo fa Venezia oggi che il tema è divenuto questione determinante a livello globale.
La notte verde 2012 a Venezia costituisce un’occasione per presentare le buone pratiche sostenibili già messe in atto dall’amministrazione locale e dalle numerose esperienze imprenditoriali “green” del territorio, nel tentativo di interpretare nel presente questo approccio e di porlo alla base della transizione in atto verso la metropoli del futuro.
Il programma del 5 maggio 2012 prevede numerosi eventi, eccone alcuni:
La Piazza Verde. In Piazza Ferretto a Mestre viene allestita una mostra-mercato delle energie alternative, del risparmio energetico, della nautica sostenibile, del consumo consapevole ed etico, della produzione agricola biologica e a km zero. Inoltre: arte, musica, teatro in strada, laboratori e giochi per bambini
Pedalata urbana tra verde pubblico e verde storico. Su piste ciclabili e percorsi cittadini tra parchi, boschi e realtà storiche del territorio veneziano.
Sole, Luna, Pianeti. Presso il planetario del Lido di Venezia, osservazione del sole dal telescopio dalle ore 16,00 al tramonto
Musica e Arte in strada & Musei aperti in Piazza San Marco. Festa della musica e arte in strada con performarnce rigorosamente acustiche che animeranno il centro storico partendo da Piazza San Marco. Palazzo Ducale e Museo Correr aperti fino alle 22,00. Laboratori e attività specifiche per i bambini sui temi dell’ecologia e del riciclo.
In Campo con stile. A cura di Legambiente, Campo San Polo verrà per l’occasione allestito con materiali riciclati e illuminato con energie alternative
Fresco notturno in Canal Grande. Dalle 21 un corteo acqueo a remi con luminarie, cibo e musica a bordo.

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Gusto in Scena a Venezia

Cucina italiana a VeneziaPer il terzo anno consecutivo approda a Venezia la kermesse del gusto italiano: Gusto in Scena. Dal 15 al 17 aprile la laguna veneziana diventa vetrina dei più eccellenti produttori gastronomici e vinicoli, e dei più blasonati chef, per parlare, sperimentare e gustare il meglio della cucina italiana.
Quest’anno l’evento è ospitato nelle suggestive sale della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista e si divide tra tre manifestazioni diverse: “Chef in concerto“,        “I magnifici vini” e “Seduzioni di gola“.
Il primo è un vero e proprio congresso di cuochi. Dopo il tema dell’anno scorso “Cucinare con e senza grassi“, la sfida di quest’anno sarà “Cucinare con e senza sale“. Un virtuosismo da condividere con il pubblico presente in sala.
Il secondo prevede la presenza di oltre cento cantine italiane e internazionali, con la possibilità di degustare una selezione di circa 300 vini suddivisi in base alla loro origine: pianura, collina, montagna e mare.
Il terzo è una carrellata delle migliori specialità gastronomiche del territorio italiano, che si sviluppa intorno a prodotti tipici di alta qualità.
All’edizione di quest’anno si aggiunge un appuntamento fuori salone: “Fuori di gusto“, un evento che coinvolge non solo una selezione di luoghi del mangiare bene a Venezia (coinvolgendo una trentina di ristoranti e bacari veneziani), ma anche di ristoranti stellati del Veneto.
Un’occasione per approfondire l’argomento in questione è l’itinerario proposto da L’altra Venezia: “Storia della cucina veneziana” o di approfittare delle cene a domicilio presso case veneziane e magari frequentare un corso di cucina veneziana.

Gusto in scena
Scuola Grande San Giovanni Evangelista
San Polo, 2454 – Venezia
15 – 17 aprile 2012

 

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Cosa fare a Venezia

Cosa fare a VeneziaLe cose da fare durante una vacanza a Venezia sono davvero innumerevoli, dagli aspetti prettamente artistici e culturali alle esperienze più suggestive, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Non è certo mia intenzione stilare un elenco esaustivo di tutte le possibilità, ma proverò ad indicare alcune delle attività ch’io ritengo più interessanti, spaziando da quelle più classiche, per chi ha poco tempo a disposizione, a quelle più particolari, per chi si ferma qualche giorno in più o per chi ci ritorna.

1) Palazzo Ducale. Ogni tanto qualcuno mi chiede quale sia l’attrattiva più significativa di tutta la città, quella che, per assurdo, se si dovesse venire a Venezia e si potesse fare una cosa sola, sarebbe, secondo me, da scegliere. Senza esitare rispondo sempre: il Palazzo Ducale. Lì c’è tutta la storia di Venezia, il senso del suo successo politico, mercantile e sociale, la summa perfetta della sua originale architettura, un concentrato d’inestimabile valore della sua più alta espressione pittorica. In particolare mi permetto di consigliare di effettuare anche, oltre alla visita “normale”, i cosiddetti “itinerari segreti“. Non voglio svelare di cosa si tratta, ma posso garantirvi che resterete a bocca  aperta. Siete ancora lì seduti?

2) Chiesa dei Frari. Passerò per eretico, ma a mio parere, la chiesa di Santa Maria Gloriosa Assunta dei Frati Francescani Minori (per i veneziani “Frari”) è la chiesa più bella di Venezia, più della Basilica di San Marco. Probabilmente mi toglieranno la residenza per questa mia affermazione, ma sarà perché non c’è mai molta gente (a differenza di quell’altra), o per quel senso di austerità francescana (contro l’opulenza oppressiva di quell’altra), o per quel capolavoro assoluto di Tiziano che urla il suo rosso violento dall’alto dell’abside maggiore e che ti ipnotizza facendoti levitare non meno in alto della Vergine ivi raffigurata, ma personalmente non riesco a passarle a fianco senza provare un brivido di piacere.

3) Palazzo Fortuny. Il vero nome del Palazzo sarebbe Ca’ Pesaro degli Orfei, ma da quando venne abitato e poi trasformato in laboratorio da quel genio venuto da Granada che risponde al nome di Mariano Fortuny y Madrazo, viene da tutti chiamato “Palazzo Fortuny” (mi raccomando, con l’accento sulla “u”). Entrarci è come fare un viaggio onirico nelle volute della creatività più sfrenata, un caleidoscopio di luci e colori, di tessuti e di quadri, di lampade e di arredi che nemmeno Carlo Gozzi nella sua più ardita espressione fiabesca della città avrebbe potuto immaginare. E come se non bastasse il fascino del palazzo in sé, le mostre che ciclicamente vi vengono organizzate sono sempre di altissimo interesse. Vi ho incuriositi? Nel caso, non mancate di visitare anche la Fabbrica Fortuny alla Giudecca.

4) Artigianato a Venezia. Quando si pensa alla struttura economica della Serenissima, si pensa inevitabilmente ai commerci. Ma non bisogna dimenticare che a fianco dei mercanti, la spina dorsale della vita quotidiana in città era l’artigiano. Venezia senza artigiani non sarebbe mai diventata se stessa. Con non poca fatica tentano di sopravvivere ancora oggi alcune realtà basate sul mestiere manuale, sempre più soffocato dall’incombere dell’automazione a tutti i costi. Ne segnalo tre, a mio parere particolarmente interessanti: Laboratorio Dall’Era, eredi dell’antico mestiere dello scalpellino, creano vere e proprie opere d’arte di pietra e di marmo (Cannaregio 2292/E), Saverio Pastor remer, costruisce remi e forcole (lo scalmo delle imbarcazioni veneziane) (Dorsoduro 341) , L’Atelier, abiti fatti a mano e lavorazione del vetro (Dorsoduro 2864).

5) Casino Venier. I casin erano, a dispetto dell’immagine oggi evocata, semplicemente delle “piccole case”, cioè dei luoghi appartati dove ritrovarsi tra amici per fare due chiacchiere, mangiare qualcosa e giocare a carte. Spesso erano dei veri e propri salotti letterali e, altrettanto spesso, ritrovi amorosi. Quello situato a fianco del ponte dei Bareteri è un piccolo gioiellino che non dovrebbe mancare nell’elenco delle cose da vedere del visitatore amante delle curiosità. Perché? Fate così: recatevi al civico 4939, suonate alla Alliance Française (ebbene sì, il Casin Venier è oggi ironicamente occupato dai connazionali dell’uomo che mise la parola fine alla millenaria Repubblica Serenissima, ma non preoccupatevi, questi suoi discendenti sono smisuratamente più gentili e simpatici del celebre Empereur!) e chiedete di farvi raccontare la storia del Casin. C’è da versare un piccolo obolo per il mantenimento della sede, ma vi assicuro che ne vale la pena.

6) San Lazzaro degli Armeni. Tutti vogliono andare a Murano e Burano, ma io invece vi dico: prendete il battello linea 20,  scendete a San Lazzaro e fatevi guidare da un monaco mechitarista nella visita del monastero armeno. Scoprirete che Venezia non è mai stata solo dei veneziani, ma di tutte quelle comunità straniere che l’hanno capita e amata, e hanno partecipato della sua grandezza, dai dalmati ai greci, dagli ebrei agli albanesi, fino appunto agli armeni, che a Venezia hanno portato e custodito la loro più fine cultura. E, non meno importante, la marmellata Vartanush, fatta con petali di rosa colti all’alba.

7) Itinerari di visita ad una Venezia alternativa. C’è una Venezia che tutto il mondo conosce, ed ha la faccia di San Marco, del Ponte di Rialto e del gondoliere in maglia a righe. C’è poi anche una Venezia di cui ben pochi hanno idea, fatta della sostanza più vera, del vivere quotidiano dei suoi abitanti di ieri e di oggi, delle sue corti nascoste, dei suoi giardini segreti, dei suoi mestieri immutati. Ma è un volto che si può ammirare e comprendere solo accompagnati da qualcuno che la conosca davvero bene. Qualcuno che non sia geloso del suo amore e sia disposto a condividere la sua “Altra Venezia“.

8) Musica a Venezia. Uno degli stereotipi più frequenti ritiene che a Venezia di sera non ci sia niente da fare e che la città sia deserta. Provate ad andare una sera in Campo Santa Margherita o in zona Rialto, poi mi direte… In realtà c’è una discreta offerta culturale, di teatro e di musica in città, ve ne segnalo qualcuna relativa alla musa Euterpe: “Musica a Palazzo” per godersi l’Opera in un Palazzo veneziano, “Venice Jazz Club” musica jazz dal vivo di alta qualità, “Palazzetto Bru-Zane” musica romantica ottocentesca nella meravigliosa cornice di un Palazzo nobiliare, “Teatro Fondamenta Nuove” musica contemporanea, teatro e danza, per chi ritiene che l’arte vera non conosca confini di sorta.

9) Corso di voga alla veneta. Tutto il mondo quando pensa alle barche veneziane pensa alla gondola, ma la gondola è solo una delle tante imbarcazioni tipiche, ognuna con le sue caratteristiche, dimensioni e destinazioni d’utilizzo, ma ciò che le accomuna tutte è il modo in cui le si voga (a Venezia si usa il verbo “vogare” al posto di “remare”). Si tratta di una tecnica unica al mondo che permette di condurre una barca stando in piedi, girati in avanti e con un remo solo. Cosa c’è quindi di meglio che provare l’esperienza di vogare una barca lungo i canali veneziani?

10) Tour in barca a Venezia. Nessuno può dire di aver veramente compreso Venezia senza averla mai vissuto dall’acqua. Ecco allora che vi propongo di provare almeno una di queste esperienze: in barca a vela lungo la laguna alla scoperta delle sue isole, tour ecologico con barca a motore elettrico, pesca-turismo su un vero peschereccio, tour delle vigne lagunari. E mi raccomando: duri i banchi!

11) Archivio Fotografico La Gondola. Non fatevi ingannare dal nome. Questo Circolo Fotografico, nato nel 1948, non ha niente di stucchevole, niente a che fare con la miriade di fotografie tutte uguali di Venezia che potete trovare su Internet… no, qua si è fatta parte della storia della fotografia italiana, dal neorealismo al formalismo, fino alle più moderne tendenze. Tra i suoi soci: Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli, Fulvio Roiter, Luigi Ghirri e Nino Migliori. Alla Giudecca.

12) Cucina veneziana. Sotterrata dalla marea del cibo surgelato e dal gusto globalizzante (a causa del quale mangi sempre le stesse cose, che ti trovi a New York, piuttosto che al Cairo o ad Hong Kong…), la cucina veneziana sopravvive per lo più nella dimensione intima della casa. Bene, ma allora come poterla gustare? C’è chi organizza cene a domicilio in case private veneziane. Non mancano corsi di cucina veneziana: si fa la spesa al mercato di Rialto, si cucina (e si imparano le ricette) e si banchetta!

Qui trovate qualche informazione pratica su come raggiungere e come muoversi a Venezia.
Per altre informazioni, chiedete qui sotto nei commenti e vi sarà risposto 😉

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Picasso a Venezia

Mostra di Picasso a VeneziaPICASSO e VOLLARD. Il genio e il mercante. Questo il titolo della nuova mostra in corso a Palazzo Cavalli-Franchetti presso le sale dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia.
150 opere,tra incisioni ed acqueforti originali, che illustrano l’intenso rapporto tra il mercante d’arte Ambroise Vollard e quello che sarà uno dei più grandi artisti del Novecento: Pablo Picasso.
Pioniere tra i mercanti d’arte a cavallo tra due secoli, Ambroise Vollard (1866-1939) ebbe un ruolo significativo nello sviluppo del linguaggio delle avanguardie artistiche. In particolare Vollard si distinse per la sua capacità di riconoscere e difendere artisti sconosciuti ma di grande talento. Fu lui ad esempio ad organizzare la prima mostra monografica su Paul Cézanne nel novembre del 1895 e, nella sua galleria d’arte, si fece promotore di artisti come Nabis, Derain o Rouault.
Così, nel 1901, quando un giovane Pablo Picasso giunse a Parigi con le proprie tele sotto braccio, fu proprio Vollard ad aprirgli le porte della sua galleria. Ne nacque una collaborazione prima e una amicizia poi, che durò fino al 1939, anno della scomparsa del mercante.
Fin da quel lontano inizio, Vollard acquistò e vendette i dipinti di Picasso sui principali mercati europei ma soprattutto commissionò e stampò alcuni dei suoi maggiori capolavori grafici.
L’esposizione, curata da Claudia Beltramo Ceppi, presenta opere come Suite Vollard, la Minotauromachia, le serie de l’Histoire Naturelle e dei Saltimbanchi, e Le Repas Frugal.

Mostra su Picasso a Venezia

Palazzo Cavalli Franchetti
Campo Santo Stefano, Venezia
6 aprile – 8 luglio 2012

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Klimt a Venezia

Klimt a Venezia in mostra al Museo CorrerEra il 1910 quando Gustav Klimt partecipava alla Biennale d’Arte di Venezia. Un secolo dopo, le sue opere tornano in laguna. Dal 24 marzo, al Museo Correr, sarà infatti possibile ammirare la nuova straordinaria mostra titolata  “Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione”, cogliendo tra l’altro anche l’occasione di ricordarne il 150° dalla nascita (1862). L’appuntamento è di quelli che non si possono perdere.
L’esposizione è curata da Alfreid Weidinger, uno dei massimi conoscitori dell’artista austriaco, e nasce da un progetto condiviso dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e il Museo Belvedere di Vienna.
Saranno esposti, oltre ad un ciclo straordinario di dipinti, rari e preziosi disegni, mobili e raffinati gioielli, ma anche  ricostruzioni e interessanti documenti storici. Insomma la genesi e l’evoluzione, in ambito architettonico e pittorico, dell’opera di Klimt e degli artisti che diedero vita alla Secessione viennese, personaggi come Minne, Jan Toorop, Fernand Khnopff, Koloman Moser, e soprattutto il compagno di tante avventure intellettuali e artistiche, Josef Hoffmann.
La mostra sarà visitabile fino all’8 Luglio 2012.

Museo Correr
Piazza San Marco, Venezia

 

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Nautica sostenibile: tour nella laguna di Venezia con barca a motore elettrico

Tour nella laguna di Venezia con barca a motore elettrico Vivere l’emozione di un tour in barca lungo la laguna di Venezia è un’esperienza particolare, ma poterlo fare su una barca totalmente silenziosa è qualcosa di unico.

Questo è possibile solo grazie ad una barca spinta da motore elettrico.

Le batterie vengono caricate da normale prese elettrica durante la notte, ma durante il giorno è possibile accumulare energia anche dai pannelli solari posti sul tetto della barca stessa, rendendola quindi, oltre che silenziosa, anche non inquinante.

Possono esser svolti diversi tipi di tour, sia in laguna nord, sia in laguna sud, adattando di volta in volta l’itinerario in base ai desideri degli ospiti. Così come è possibile organizzare uscite della durata di poche ore o di una giornata intera.

Quello che resta immutato però è lo stupore e la meraviglia dell’emozione vissuta.

La barca può ospitare fino a 10 persone e su richiesta è possibile organizzare un pasto di cucina tipica su qualche isola della laguna.

Questa è l’unica barca realmente ad impatto eco-sostenibile della Laguna di Venezia. Per un’emozione che non si dimentica e che allo stesso tempo rispetta la fragile natura lagunare.

Per informazioni e prenotazioni: info@laltravenezia.it

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A Venezia per la festa della donna si celebra Eleonora Duse

A Venezia per la festa della donna si ricorda Eleonora DuseTra le numerose iniziative del progetto “Do.Ve. Donne a Venezia – creatività, economia, felicità“, in occasione della Festa della Donna, spicca lo spettacolo dedicato a Eleonora Duse che si svolgerà presso il Centro Studi sul Teatro della Fondazione Giorgio Cini, negli spazi della prestigiosa Biblioteca del Longhena, sull’isola di San Giorgio Maggiore.
Titolato “Nella stanza di Eleonora Duse“, scritto e interpretato da Elena Bucci, drammaturgia del suono Raffaele Bassetti, luci Giovanni Macis, lo spettacolo avrà luogo giovedì 8 marzo alle ore 17.30.
Elena Bucci è regista, attrice e autrice di drammaturgie originali. Da molti anni elabora spettacoli intorno alla figura di  Eleonora Duse, della quale, afferma. ammira il coraggio di vivere a fondo passioni e sentimenti.
Nel testo teatrale di “Nella stanza di Eleonora Duse” confluiscono parti delle lettere scritte dalla grande attrice e alcuni passaggi di testi scritti su di lei. Fonte preziosa per dare vita a questo spettacolo è stato l’Archivio Eleonora Duse della Fondazione Cini di Venezia che, nello spazio permanente dedicato alla memoria dell’attrice, conserva moltissimi documenti.

Entrata libera fino a esaurimento posti

Per informazioni: Centro studi per la ricerca documentale sul teatro e il melodramma europeo
tel. +39 041 2710236
fax +39 041 2710215
email: teatro.melodramma@cini.it

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I capolavori della fotografia giapponese in mostra a Venezia

Capolavori fotografia giapponese a VeneziaPresso l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia (Palazzo Cavalli Franchetti), per la prima volta in Italia, è possibile ammirare 160 stampe fotografiche originali realizzate in Giappone, agli inizi della storia della fotografia, fra il 1860 e i primi del Novecento.
La mostra, intitolata “La Fotografia del Giappone (1860-1910). I capolavori” , propone le sperimentazioni fotografiche giapponesi  nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da secoli, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Occidente, influenzando fortemente, con le immagini e le espressioni della sua creatività così particolare, numerosi artisti europei e americani.
Quelle fotografie erano destinate prevalentemente ai viaggiatori stranieri, ed erano per lo più rappresentazioni del paesaggio e della cultura giapponese, la cui funzione era sostanzialmente quella di produrre souvenir di viaggio, ma il risultato finale raggiunge spesso livelli tecnici estremamente elevati e raffinati.

LA FOTOGRAFIA DEL GIAPPONE (1860-1910). I CAPOLAVORI
Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti (Campo Santo Stefano, Venezia)
fino al 1 aprile 2012

Orari: lunedì-domenica, 10-18; chiuso martedì
Informazioni e prenotazioni: 199.199.111
Biglietti: intero  9,00 €
ridotto  7,50 €
under 18 e over 65, gruppi (min 15-max 25 persone), studenti, titolari di convenzioni; ridotto scuole 4,00 €

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Incontrare l’Università internazionale dell’Arte a Venezia

Restauro a VeneziaMartedì 28 febbraio presso l’Ateneo Veneto si terrà un incontro pubblico  per conoscere l’attualità e il futuro della formazione nel restauro dei Beni Culturali a Venezia. L’evento è organizzato dall’UIA (Università Internazionale dell’Arte) che ha sede sull’isola della Giudecca.
Un’occasione unica per affrontare i temi del restauro nella città che forse più di tutte si nutre e si occupa attivamente di arte, nei suoi termini più ampi e complessi.
All’evento interverranno, tra gli altri, il Dr. Santo Romano in rappresentanza della Regione Veneto (politiche regionali in tema di restauro), la Dr. Emanuela Zucchetta della Soprintendenza (compiti istituzionali e  rapporti con le strutture formative), il Prof. Guido Biscontin dell’Università Ca’ Foscari di Venezia (Conoscenza e interdisciplinarità nella formazione per il restauro), Natascia Girardi (L’aspetto didattico del cantiere scuola nell’ambito dell’affresco), Enrica Colombini, Roberta Gasperini e Stefania Sartori (Il laboratorio di restauro del legno e i risultati didattici), Anna Keller (Cantieri lapidei e opere restaurate).
Ateneo Veneto
Campo San Fantin (di fianco alla Fenice), Venezia
dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso l’aula magna
Ingresso libero

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Charity Shop, beneficenza a Venezia

Beneficenza a VeneziaDa qualche giorno a Venezia ha aperto un nuovo negozio: Charity Shop Tiberiade, dove “Tiberiade” sta per: Tutti In Barca E Riusciremo Insieme A Donare Entusiasmo.
Si tratta di un  “Negozio della Carità”, un progetto già applicato da anni nel Nord Europa: si ricevono vestiti in regalo, li si rimette a posto e li si vende a prezzi molto bassi. Il ricavato della vendita è utilizzato per sostenere le fasce più bisognose o finanziare progetti umanitari.
Nel 1941, in una Londra bombardata dai nazisti, per sostenere i cittadini la Croce Rossa apriva il primo Charity Shop della storia. Oggi si stima che in tutto il Regno Unito siano circa 7.000 i negozi di questo tipo. Scarpe, accessori, libri, cd e utensili per la casa, veri e propri tesori per gli amanti del vintage, sono nascosti in questi piccoli shop che, oltre a vendere a prezzi vantaggiosi capi usati ma con un’anima, contribuiscono al benessere delle comunità con il loro apporto.
Il negozio di Venezia, si trova a Santa Croce n. 2035, in Campiello del Spezier, di fronte al ristorante “Muro San Stae”, a pochi passi da Palazzo Mocenigo.
In un ambiente accogliente, gli si è data l’impronta del tipico negozio dell’usato vecchio stile: tanti vestiti appesi tra cui frugare alla ricerca di quello giusto, oggetti d’uso quotidiano, accessori particolari magari dimenticati.
Chiunque abbia vestiti usati (possibilmente in buono stato), oggetti, accessori, complementi di arredo non più utilizzati, è inviato a portarli al negozio per un riutilizzo intelligente e utile.
Naturalmente è altrettanto gradito l’aiuto per la gestione del negozio stesso, dal momento che tutte le persone che vi lavorano sono volontari.
Il negozio è aperto i giorni, escluso il lunedì mattina, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00.
Tutto il ricavato sarà devoluto per il finanziamento di missioni di strada, con predilezione a soggetti disagiati, famiglie in difficoltà e donazioni ad associazioni che operano nel campo del sociale.

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