Riapre a Venezia il Negozio Olivetti di Carlo Scarpa

Negozio Olivetti di Carlo Scarpa a VeneziaNessuna città più di Venezia ha una storia che s’intreccia così profondamente con la leggenda della Fenice, il sacro uccello mitologico che rinasce dalle proprie ceneri. L’esempio più celebre è certamente quello dell’omonimo Teatro, che risorge per ben due volte dai devastanti incendi che lo distruggono.
Ma esiste un altro gioiello della città che, pur con una storia certamente meno drammatica, ha rischiato seriamente di scomparire nell’oblio, riuscendo alla fine a riemergere in tutta la sua raffinata bellezza. Stiamo parlando del Negozio Olivetti, il cui allestimento venne affidato negli anni ’50 all’architetto Carlo Scarpa. Negli anni ’70 il Negozio diventerà anche sede di piccole mostre d’arte d’alta qualità, come quella dedicata a Dino Buzzati.
Il Negozio, situato sotto i portici delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco, verrà poi chiuso e abbandonato negli anni ’90. Dopo averne curato il restauro le Assicurazioni Generali, proprietarie del Negozio, ne hanno affidato la gestione al FAI (Fondo Ambiente Italiano) che lo riaprirà al pubblico a Febbraio 2011, restituendo così agli italiani un’icona del Novecento. Il Negozio diventerà “Museo di se stesso” e luogo di incontro, di informazioni e proposte culturali di alto livello.

“Non solo un capolavoro in sé, ma anche la dimostrazione di come l’Italia, muovendo dalla situazione in un certo senso deficiente in cui si era trovata dopo la Seconda Guerra Mondiale, conquisti un suo prestigio assoluto nel campo dell’architettura, proprio per quelle qualità legate ad un umanesimo di carattere profondamente artigianale, che è quello dei suoi architetti e dei suoi designer” (Fulvio Irace)

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Nuove nazioni alla Biennale di Venezia 2011

Mostra d'Arte Contemporanea Biennale VeneziaPer l’edizione 2011 i vertici della prestigiosa manifestazione veneziana hanno intenzione di allargare ulteriormente offerta di arte contemporanea, aggiungendo anche altre realtà internazionali. Oltre alla già annunciata presenza dell’India sono state aggiunte: Argentina, Messico, Cile, Emirati Arabi e Bahrain. Questa almeno è la dichiarazione del presidente Paolo Baratta ai microfoni di The Art Newspaper.

I nuovi spazi espositivi dovrebbero sorgere nell’area dell’Arsenale. Quest’anno inoltre la Biennale ospiterà alcune debuttanti assolute come: Arabia Saudita, Bangladesh, Malaysia e Rwanda. Insomma finalmente ci sarà modo di ammirare il fermento anche di altre realtà dell’arte internazionale e non solo quello dagli stati più blasonati.

Appuntamento quindi a Venezia a partire dal 4 giugno fino al 27 novembre.

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Collettiva di Giovani Artisti in Piazza San Marco

La Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia presenta 29 giovani artisti e 10 grafici emergenti che esporranno fino al 23 gennaio 2011 le loro opere presso la Galleria di Piazza San Marco.
La Collettiva di Giovani Artisti venne creata dalla Fondazione veneziana nel 1898, con l’intento di promuovere l’arte e gli artisti contemporanei di Venezia, offrendo loro visibilità e sponsorizzazioni. Alla selezione di quest’anno si sono presentati 255 artisti, tra i 18 e i 35 anni, presentando le loro opere che spaziano dal video alla fotografia, dalla pittura alla scultura, fino alle installazioni multimediali. La giuria, composta da critici, galleristi e giornalisti ha selezionati i 39 meritevoli di esporre presso gli spazi della Fondazione in Piazza San Marco.
Si tratta quindi di un’occasione interessante per scoprire nuovi talenti artistici che potrebbero in futuro diventare star di fama internazionale.

Fondazione Bevilacqua La Masa
San Marco, 71/c
041 5237819

Fino al 23 gennaio 2011
Orario: 10:30 – 17:30
chiusa il lunedì e il martedì

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Nasce a Venezia il Centro per la Musica Barocca

Nel XVII secolo Venezia fu capitale della musica europea, non poteva quindi mancare in città un Centro dedicato alla Musica Barocca.

La direzione è affidata ad Olivier Lexa, mentre nel comitato d’onore spiccano nomi come Donna Leon e Cecilia Bartoli. Il VCBM (Venetian Centre for Baroque Music) rende quindi omaggio ai grandi protagonisti della musica barocca, da Monteverdi a Vivaldi, passando da Gasparini, Legrenzi, Lotti e molti altri.

Obiettivo del Centro è la riscoperta e la promozione, anche internazionale, del loro repertorio. Sono stati inoltre istituiti tre premi annuali: la miglior edizione critica, il miglior libro e la migliore incisione (CD o DVD). Si parte a giugno con la prima edizione del festival dal titolo: “Il risveglio degli affetti”, con concerti a Venezia, Inghilterra, Francia e Spagna.

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2010 in review

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The busiest day of the year was November 14th with 68 views. The most popular post that day was Inaugurazione Veniceland 2010.

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Attractions in 2010

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1

Inaugurazione Veniceland 2010 November 2010
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2

Se non è amore questo… September 2010
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3

Una gita in barca in laguna September 2010
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4

Don Giovanni e l’Uom di Sasso September 2010
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5

Biennale Architettura Venezia 2010 October 2010

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Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea

Villa Heriot IVESERL’Istituto veneziano per la storia della Resistenza (IVESER), nato nel 1992 dall’incontro tra le associazioni partigiane del territorio e un gruppo di storici e studiosi, aderisce all’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia (Insmli) ed è parte di una rete di 66 istituti che coprono il territorio nazionale. Nel 1998 l’Istituto ha approvato alcune modifiche dello Statuto assumendo la denominazione di Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea.
Suo scopo è raccogliere, ordinare e rendere consultabili carte e documenti sulla guerra di liberazione, sulla storia politica, sociale, culturale di Venezia e provincia nel Novecento e sulle trasformazioni politiche, sociali, culturali della società contemporanea.
Svolge attività di consulenza storico documentaria e divulgazione scientifica, promuove ricerche e dibattiti, convegni, seminari, incontri, organizza mostre ed esposizioni, pubblica libri e documentari, collaborando con le Università e le istituzioni del territorio; l’Iveser, inoltre, propone ricerche bibliografiche e archivistiche, visite guidate ai luoghi della Resistenza e del ‘900 veneziano, itinerari didattici, organizzazione e promozione di eventi e manifestazioni culturali. Nel campo della didattica è centro di servizi – riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica – per la formazione sia dei docenti che degli studenti, promuovendo stages, tirocini, corsi d’aggiornamento. Dispone di una biblioteca specializzata  e di un importante archivio storico-documentario (unico nel suo genere) sul Novecento veneziano.
A Portogruaro è attivo il Centro di documentazione “Aldo Mori”, sezione distaccata dell’Istituto nel Veneto Orientale.
Nell’essere custode della memoria storica del Novecento si ispira ai valori di pace e convivenza civile ereditati dalla lotta per la libertà e sanciti dalla Costituzione repubblicana.

L’IVESER si trova in:
Calle Michelangelo 54/P
Giudecca-Zitelle
Venezia

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L’Associazione Arzanà cura la preservazione delle barche veneziane

Associazione Arzanà Venezia barcheL’Associazione culturale Arzanà si prefigge lo studio, il restauro e la conservazione delle imbarcazioni tradizionali della laguna di Venezia.
Arzanà nasce nel 1992, grazie alla volontà di sette appassionati. Negli anni si sono aggiunti numerosi collaboratori e simpatizzanti, accomunati tutti dall’esigenza di creare una sorta di luogo comune per tutti gli esperti locali ed internazionali di etnografia e storia navale dell’alto adriatico, in particolare di matrice veneta.
L’Arzanà in questi diciotto anni d’attività, ha acquisito oltre cinquanta imbarcazioni autoctone della laguna di Venezia. Sono tutte barche rigorosamente realizzate in legno, alcune a vela e/o a remi, molte delle quali divenute ormai pezzi unici da preservare. Inoltre sono anche stati recuperati attrezzi, strumentazioni ed altri reperti di interesse storico etnografico provenienti da squeri (antichi cantieri navali per la costruzione e la riparazione delle barche), o botteghe artigiane che hanno cessato l’attività, frutto di ritrovamenti o donazioni effettuate da privati cittadini.
La sede dell’Associazione è sita in Calle delle Pignatte a Cannaregio. Tale sede museale è un antico squero – attivo sin dal quattrocento ed efficiente fino al 1920 – dove operava una delle più importanti dinastie di costruttori di gondole originari della Val di Zoldo (BL): i Casal.
Tra i progetti più importanti del 2011 c’è la realizzazione di un polo museale all’interno dell’Arsenale dedicato alla nautica veneziana.

“Quale ne l’arzanà de’ Viniziani
bolle l’inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,

ché navicar non ponno – in quella vece
chi fa suo legno novo e chi ristoppa
le coste a quel che più vïaggi fece;

chi ribatte da proda e chi da poppa;
altri fa remi e altri volge sarte;
chi terzeruolo e artimon rintoppa :
(…)”

(Dante Alighieri, Inferno, XXI canto)

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Carlo Scarpa, il poeta dell’architettura

Carlo Scarpa ingresso IUAV VeneziaCarlo Scarpa significa, su tutto e tutti, Venezia e il Veneto. Scarpa fu un architetto stanziale, legato al suo territorio, un po’ come lo fu Palladio, ma a differenza del suo illustre predecessore, Scarpa non fu mai un architetto dallo spirito rinascimentale. Egli era semmai un artigiano bizantino, uno scalpellino romanico, un gioielliere gotico. Aveva studiato all’accademia, non era neppure laureato in architettura (come Le Corbusier, d’altronde).
Scarpa nel Veneto è la coordinata zero per interpretare e comprendere il territorio. Tutta l’architettura veneta cerca un confronto o una distanza da Scarpa. Non si può fare a meno di Scarpa per capire il Veneto, e non si può capire Scarpa se non si capisce Venezia, la sua città natale. Città del frammento, del pittoresco, dell’ornamento, dell’acqua, delle dissonanze, delle fratture, delle pietre preziose, degli scrigni. Cioè Carlo Scarpa.
A Venezia ha lasciato quattro delle sue in fondo poche opere: il padiglione del Venezuela alla Biennale, l’ingresso dell’ IUAV (quella geniale reinterpretazione di un arco a terra), la sistemazione del piano terra e del cortile della Fondazione Querini Stampalia e il negozio (oggi ex) Olivetti in Piazza San Marco (una scala che emana una tale energia che dirompe come una colata lavica, vola, galleggia nell’aria, emoziona).
Il problema di Scarpa è che le sue opere non sono fotogeniche, messe su carta non rendono. Scarpa è un mistero non rappresentabile, può solo essere esperito. Ci sono certe algide modelle che in foto acquistano un fascino irresistibile, ma poi nella realtà sono scialbe, allo stesso modo ci sono donne di una bellezza intraducibile, per le movenze, per la capacità seduttiva, per il disegno misterioso del volto, donne che pulsano e fanno cadere in amore, eppure assolutamente infotografabili, pena la perdita del mistero. Così sono le architetture di Scarpa.

(Fonte: G. Biondillo)

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Regole da seguire a Venezia

Nel visitare Venezia (e anche nel viverci) esistono una serie di norme e regole di comportamento civile, alcune scritte altre no, che andrebbero rispettate. La maggior parte di esse sono dettate dal buon senso, pertanto anche ipotizzando che non si abbia la possibilità di conoscerle, si dovrebbe arrivare ad immaginarle da soli. Ma purtroppo la stragrande maggioranza dei turisti (e spesso anche dei veneziani…) non le rispetta minimamente.

Questo l’elenco delle principali norme di comportamento:
– Nelle calli (soprattutto quelle strette) si tiene la destra; e sarebbe bello anche che quando ci si ferma ad ammirare qualcosa si lasciasse un varco per il passaggio degli altri pedoni…
– Non ci si siede sui gradini dei ponti (regola ovvia, lo capisce anche un bambino che così facendo si ostruisce il passaggio, ma sempre c’è qualcuno che lo fa)
– Non si bivacca in Piazza San Marco
– Non si circola per la città a petto nudo
– Non si circola in bicicletta (giuro: ho visto con i miei occhi dei turisti percorrere in bici la Lista di Spagna!)
– I trolley non si trascinano sui ponti ma si accompagnano davanti a sé (per evitare di rovinare i gradini)
– Quando si incrocia una persona che trasporta materiale sui classici carrelletti a due ruote, bisognerebbe fargli spazio: lui sta lavorando, non è in vacanza come te!
– Sui vaporetti lo zaino non va tenuto in spalla ma portato a mano. Questa regola, malgrado ci siano cartelli (sia agli imbarchi, sia su tutti i vaporetti) che lo spiegano con un semplice disegnino comprensibile davvero da chiunque, è forse la regola meno rispettata in assoluto. eppure con un semplice ragionamento personale si dovrebbe arrivare a capire che se tieni lo zaino in spalla: 1) occupi più spazio 2) quando ti muovi sbatti il tuo zaino in faccia a chi ti sta vicino. C’è anche un terzo motivo, meno immaginabile da chi non vive qui: se cadi in acqua con lo zaino in spalla vai a fondo come un sasso.
– Non si getta nessun tipo di immondizia (comprese le cicche delle sigarette!) né per terra né tanto meno in acqua (regola di un’ovvietà disarmante, ma per capire quanto poco sia rispettata basta guardare quanta immondizia galleggia nei rii…). E vero che ci sono pochi cestini, ma ci sono!
– E’ vietato dar da mangiare ai piccioni
– Le vere da pozzo non sono “aree di sosta” ma pezzi di storia, e in alcuni casi vere e proprie opere d’arte, e come tali vanno rispettate

Concludo con un consiglio: quando camminate per le calli, ogni tanto alzate gli occhi e controllate che sui fili sopra la vostra testa non ci siano batterie di piccioni in formazione da “battaglia”, in quanto correreste il rischio, in caso di bombardamento, di dover buttare via il vostro vestito.

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«Venezia è viva ma ha bisogno dell’aiuto di tutti»

Venezia, nel suo «splendore addolorato», ha bisogno dell’aiuto di tutti, ma è ancora vitale. Ad affermalo è il patriarca Angelo Scola, che si è recato in visita pastorale in Consiglio comunale, rilevando che il governo «deve accorgersi che il rispetto dei diritti di tutti, di tutte le collettività, si deve realizzare con le libertà delle persone e delle comunità, sapendo rispettare le differenze». Scola ha ricordato che Venezia «rappresenta una differenza sostanziale, che dà all’Italia un peso molto rilevante». La città, ha ribadito il prelato, nel suo «splendore addolorato ha veramente bisogno che tutte le istituzioni, a partire da quella centrale di governo, se ne interessino in maniera costruttiva e fattiva». Il patriarca ha poi sottolineato che, con l’esperienza fatta nel corso della sua visita pastorale su tutto il territorio, si sente di «smentire l’affermazione che circola troppo spesso, cioè che l’evidente crisi demografica della città lagunare coincida con una crisi della città». «Quello che ho visto di parrocchia in parrocchia – ha proseguito – è una grande vitalità e c’è forse solo il problema di mettere in rete le attività di solidarietà». Scola ha infine invitato a ripensare in termini innovativi la città lagunare, «che deve essere policentrica, perché non ha solo un grande presente ma soprattutto un grande futuro».

Fonte: Corriere del Veneto

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